Ma quali ronde? Diamo piu risorse alle forze di Polizia!
Lunedì 2 Marzo 2009Sulla questione delle ronde ho sempre sostenuto che per migliorare la sicurezza del nostro territorio non si poteva prescindere da una reale ed effettiva collaborazione di tutti i cittadini. La cosiddetta ’sicurezza partecipata’ è un concetto che deve trovare una sua concreta applicazione.
“In questi termini sono senz’altro favorevole ad una più stretta collaborazione tra forze dell’ordine, istituzioni e associazioni di cittadini per cercare di migliorare la vivibilità e la tranquillità sociale delle nostre città. Altresì, ritengo che il decreto legge approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri che prevede l’istituzionalizzazione delle ‘ronde’, sia una ‘risposta emozionale’ ai problemi della sicurezza.
Di fatto, nell’istituire con legge le ‘ronde’, è come se lo Stato abdicasse ad una sua prerogativa fondamentale: la tutela dei cittadini e della sicurezza. In questo modo, si delegittima in parte, anche se indirettamente, l’operato delle forze dell’ordine.
I cittadini sono già liberi di organizzarsi in comitati e di avviare, tramite i loro rappresentanti, un dialogo costruttivo con le forze di polizia. Rispetto e in parte condivido le argomentazioni di alcuni interlocutori politici e di cittadini a sostegno dell’utilità delle ronde. Tra l’altro, questi ultimi sostengono che “nessuno vuole sostituirsi a chi ci tutela e garantisce la nostra incolumità” e che la loro intenzione è solo quella di “rendersi utile per coprire il territorio passeggiando, guardando, stazionando”. Senza bisogno di alcuna ‘ronda’, i cittadini possono già ora richiedere con i loro cellulari il nostro intervento.
La risposta alle esigenze di una reale collaborazione e contatto tra la gente e le forze dell’ordine già esiste: il poliziotto di quartiere. Questa è la giusta via per ottenere la partecipazione dei cittadini al controllo del territorio.
Come abbiamo ribadito nel nostro convegno sulla sicurezza, bisogna rinforzare gli organici ed aumentare le risorse a disposizione della polizia.
Privatizzare il controllo del territorio a scapito di una reale presenza delle forze di polizia rischia soltanto di portare conseguenze paradossali. Nessuna ‘ronda’ potrà mai sostituirsi alle funzioni di polizia: i volontari delle ‘ronde’, se notano fatti o situazioni al di fuori della legalità, devono necessariamente chiedere l’intervento delle Forze di Polizia. Il problema reale è che tra qualche tempo in città e sulla nostra Provincia avremo meno poliziotti in strada con poche autovetture funzionanti. Chi interverrà in aiuto della ‘ronda’?