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Un’economia che non decolla ……… chi paga?

Giovedì 26 Agosto 2010

L’estate sta finendo e un anno se ne va ………. così recitava una famosa canzone e come quella canzone anche gli italiani si stanno rendendo conto, loro malgrado, che anche per il 2010 la situazione economica, il rilancio e lo sviluppo del paese non saranno di fatto positive;diciamo che non è cambiato proprio nulla!
Tutti i segnali, infatti, continuano a testimoniare un andamento tutt’altro che roseo. I consumi sono in calo, e a risentirne è stato, in questa calda estate, il settore turistico, dove per la prima volta, si è registrata una percentuale di famiglie che hanno potuto usufruire di una vacanza al di sotto del 40%, tra l’altro riducendo budget e durata del soggiorno. Inoltre, segnali negativi arrivano anche da altri settori strategici che non aiutano di certo l’economia e che non permetteranno di guardare al futuro con serenità. A tutto questo va aggiunta la situazione politica che non aiuta a superare la crisi, anzi al contrario renderà ancora gli italiani sempre più distanti e già i primi segnali si sono avvertiti nelle ultime elezioni dove l’astensione al voto è un chiaro segnale di disaffezione e credibilità verso questa politica che pensa agli affari propri e non agli interessi del paese.
L’autunno è alle porte e le prospettive non delineano alcun miglioramento, anzi, ci aspetta una stagione densa di aumenti e spese (segnali estremamente preoccupanti in tal senso sono il tasso di inflazione schizzato all’1.7%) dove tariffe dei servizi pubblici subiranno un netto aumento, come pure costi scolastici, costi riscaldamento, costi della tariffa per lo smaltimento rifiuti, ecc. Tutto ciò comporterà, come prima stima, una stangata per le famiglie che aggraverà ulteriormente le condizioni di queste ultime, specialmente se a reddito fisso, abbattendone sempre di più la capacità di acquisto.
Condivido con chi afferma che sia urgente una svolta decisiva in tema di politica economica, che preveda in prima battuta una detassazione per le famiglie a reddito fisso, in grado di determinare un rilancio del potere di acquisto e, quindi, della domanda interna. A mio avviso i segnali di ripresa enunciati dall’attuale governo risultano essere insufficienti e privi di un serio piano economico di rilancio e quindi la situazione economica dell’Italia non è destinata a migliorare. Con l’ottimismo di facciata da parte del Governo Berlusconi non si fanno grandi passi in avanti anzi poco e male è stato fatto per aiutare le famiglie italiane ad uscire da un grave disagio sociale, ma che al contrario si è voluto aiutare ricchi, furbi, trafficanti, riciclatori ed evasori confezionando su misura per loro uno scudo fiscale “ad personam” che ha portato a dividere il nostro paese in due. Mancano i partiti, veri assenti e primi responsabili di questo stato di cose, mancano terribilmente i sindacati, fatta eccezione per la CGIL che tenta da sola di farsi sentire, con difficoltà, sulle grandi battaglie sociali e in difesa dei diritti, manca la voglia di reagire. Ecco che vi è la necessità di iniziare a lanciare dei messaggi in grado di raggiungere il cuore ma soprattutto la testa degli italiani e questo lo si può fare partendo dal basso, attraverso una rete composta da movimenti, associazioni, cittadini in grado di organizzare iniziative comuni, di contrastare laddove il potere partorisce scelte scellerate. A chi fa politica a tutti i livelli, oltre che saper governare, spesso si chiede di avere la capacità di saper ascoltare, di comprendere, saper interpretare le ragioni dell’altro, saper rispettare i problemi e i bisogni delle persone. Penso che oggi la ricetta del cambiamento non può che essere una sola: ridare una speranza, ridare dignità, ridare coraggio e un ruolo a chi in questi anni è stato solo usato dalla politica: il CITTADINO.
Rincari dal 1 gennaio 2010 (stime osservatori Adusbef - Federconsumatori)

RC AUTO (AUMENTO MEDIO 15 %) : 130 EURO
TARIFFE AEROPORTUALI (3 EURO OGNI BIGLIETTO) : 65 EURO
RICORSO MULTA GIUDICE PACE : 55 EURO
TARIFFE GAS : 28 EURO
SERVIZI IDRICI : 18 EURO
TRENI : 65 EURO
TIA (TARIFFE RIFIUTI SOLIDI URBANI) : 50/80 EURO
SERVIZI BANCARI : 30 EURO
RATE MUTUI : 80 EURO
CARBURANTI (BENZINA E GASOLIO) : 90 EURO
TOTALE AUMENTI 596 EURO

LIBRI SCOLASTICI : 235 EURO

Relazione dei Revisori dei Conti:debiti dei comuni alle stelle

Lunedì 23 Agosto 2010

E’ notizia di queste ore che la Corte dei Conti e la Magistratura Contabile hanno lanciato un serio allarme per quanto concerne il debito degli enti locali, specie nei Comuni, dove il debito complessivo supera i 62 miliardi di euro, mentre per le Provincie la crescita del debito raggiunge circa gli 11,5 miliardi di euro e quest’ultimo è in continuo aumento.
Dai dati resi noti si evince che rispetto al 2008 gli enti “in rosso” aumentano del 20% e la situazione non appare nel suo complesso incoraggiante visto anche la politica che il governo centrale sta attuando per risanare il debito pubblico dove a pagare cara la pelle, con grossi tagli, saranno Regioni, Provincie e Comuni.
Prendendo spunto dalla relazione ci chiediamo: le casse del nostro Comune e della nostra Provincia come sono messe?

Già nel mese di aprile, attraverso un comunicato stampa (reperibile sul sito della lc), durante l’approvazione del bilancio di previsione che del piano degli investimenti, ritenevamo l’attuale amministrazione comunale colpevole di un comportamento difforme da una sana e corretta gestione finanziaria e che la grave situazione in cui il Comune versa doveva essere denunciata alla competente Corte dei Conti. Avevamo detto ancora di più e cioè che i Revisori dei Conti del Comune, con un atto di coraggio, avrebbero dovuto inviare tutto alla Magistratura contabile.
A nostro avviso il coinvolgimento della magistratura sarebbe stato l’unico atto utile anche per dipanare le dubbie dichiarazioni dell’assessore al Bilancio che ha sempre continuato a ripetere… “che la colpa del grave deficit finanziario e contabile del Comune affonda le radici nel recente passato..”. Una domanda corre d’obbligo “ è tre anni che amministrate la città ed è sempre colpa di chi c’era prima o forse i problemi sono da ricercare altrove?” .
Rimane il fatto che oggi il Comune ha una grossa carenza di liquidità con il rischio concreto di poter subire numerosi pignoramenti proprio a causa del mancato pagamento nei confronti dei tanti creditori che attendono da anni di essere liquidati. Una situazione delicata che potrebbe ulteriormente complicarsi e mettere comunque a rischio molti posti di lavoro.
Quello che vogliamo sapere, come lista civica, e se nella relazione fatta dalla Corte dei Conti e precisamente dalla Magistratura contabile rientrano sia il nostro Comune che la Provincia di Alessandria tra gli enti dove il ricorso all’indebitamento è in forte crescita.
Oggi, come ieri, siamo molto preoccupati per il futuro della nostra città,anche perché a pagare per gli errori degli altri saranno sempre e comunque i cittadini, e dalle prime stime fatte dalla Corte dei Conti la cifra ammonterebbe a 1300 euro procapite. Comunque qualunque sia la cifra andrà ad incidere sul bilancio delle famiglie alessandrine che già risentono della crisi economica ma che di fatto hanno dovuto far fronte agli aumenti che questa Giunta ha attuato in questi tre anni!! Meno male che le mani nelle tasche dei cittadini non le avrebbero messe!!!

AGOSTO E’ IL MESE DELLE SORPRESE

Lunedì 23 Agosto 2010

Vorremmo tornare a parlare degli aumenti effettuati dall’ Amministrazione Comunale riguardo alle rette e delle mense e asili nido e materne e per fare questo occorre ritornare indietro di qualche mese e fare un po’ la storia su quanto avvenuto: mese di Dicembre 2009 nelle bacheche delle scuole le famiglie alessandrine insieme agli auguri di buone feste si trovano un bel regalo “ dal mese di gennaio 2010 aumento delle tariffe per nido e materne”. Conti alla mano 70 euro di incremento (pari al 20%) che per una famiglia monoreddito inizia ad essere una bella cifra.
Ma non è finita qui, dopo le proteste dei genitori e una raccolta firme, veniva avanzata da parte della Lc Crescere Insieme la richiesta di rivedere i parametri sia del reddito che Isee, a fronte di una fotografia che metteva in evidenza un disagio sociale a dir poco preoccupante dove il 33% delle famiglie ha l’esenzione, il 24% paga in forma ridotta e il restante 43% paga la retta intera. L’indicatore di reddito annuo ammontava a 12.500 euro, quindi capite che sia il figlio dell’operaio che quello dell’avvocato pagavano allo stesso modo! Secondo noi non poteva essere accettata una cosa del genere e qualcosa doveva essere fatto per far si che tutti, chi poco o chi tanto, in base alla propria situazione economica/famigliare, pagasse la quota.
Ma ecco il colpo di teatro dell’Amministrazione; nel mese di febbraio viene chiesto ai genitori di firmare e compilare il modulo per la riconferma per l’anno successivo all’asilo nido oppure il passaggio diretto (per chi in età) alla scuola materna comunale, nello stesso modulo venivano preannunciati possibili cambiamenti gestionali del servizio scolastico e di mensa senza far capire quali potessero essere. Questo modo di operare fa capire, da parte dell’Amministrazione, mancanza di chiarezza, di trasparenza e d’informazione nei confronti del cittadino/utente. E ancora udite udite se prima a chi aveva due figli gli veniva riconosciuto uno sgravio pari al 50% della retta(questo avveniva se i entrambi i bambini frequentavano l’asilo nido oppure uno dei due la scuola materna) oggi non è più così in quanto vengono tartassati con un rincaro pari a 2 volte tanto la quota precedente (il doppio della retta più buoni pasto pagati in anticipo) mentre a beneficiare saranno solo quelli che hanno tre o più bambini frequentanti le scuole comunali.
Certo non era questo che gli alessandrini si aspettavano,da chi in campagna elettorale aveva parlato di difesa dei valori della famiglia come un punto fermo del mandato elettorale.
Noi elettori non dimentichiamo e sapremo ripagare chi a voluto, in stile carbonaro, penalizzare per l’ennesima volta il cittadino costretto a mettere mano al portafoglio per sanare i debiti di chi non sa amministrare la città.
I genitori intanto, tornando dalle ferie, si troveranno una bella sorpresa alla ripresa dell’anno scolastico, pensiamo in questo momento di crisi economica, alle tante famiglie monoreddito con più figli come faranno a sostenere tali aumenti e come spesso accade è AGOSTO il mese che piace tanto alla Giunta Fabbio per attuare provvedimenti spiacevoli, ci domandiamo come mai.

Christian Ferrari, Maurizio Erriquez,Vincenzo Costantino

Ancora sull’amianto………

Giovedì 15 Luglio 2010

Mantelli: “E’ di questi giorni la notizia che il Comune di Alessandria ha presentato alla città un censimento relativo alla presenza di amianto negli edifici privati, pubblici e nei fabbricati adibiti ad attività artigianali e industriali sul territorio comunale. Una bella cosa vista anche l’attenzione che vi è sull’argomento, dopo le note vicende che hanno portato alla cronaca nazionale la nostra provincia e quindi un grazie va rivolto alla Commissione Politiche Ambientali e alla sensibilità con cui ha voluto trattare il problema amianto.
Ma se da una parte si è riusciti a porre attenzione ad un problema che riguarda in particolare la salute del cittadino, a nostro avviso non si può essere soddisfatti dei risultati ottenuti in quanto dai dati riportati si evince che ad Alessandria solo 132 edifici (pubblici e privati) risultano avere la presenza di amianto.
Chi ha modo di girare per la nostra città e i suoi sobborghi può rendersi realmente conto che le cose non stanno proprio così: il numero cresce notevolmente ed ecco che case abbandonate, baracche per uso ricovero attrezzi, capannoni e altro ancora che hanno la copertura in amianto, e in alcuni casi le loro condizioni non sono delle migliori, non rientrano in quel censimento promosso dall’Amministrazione. In questi casi chi deve verificare e al contempo agire per punire chi infrange le normative vigenti? La noncuranza ricade inevitabilmente sulla salute cittadino.!!!
Forse era più utile puntare a promuovere un’accurata campagna d’informazione con lo scopo di reperire maggiori notizie ed incrementare notevolmente i dati in merito al problema amianto e allo stesso tempo aprire nelle sedi comunali decentrate, le circoscrizioni, appositi sportelli per sensibilizzare e far conoscere le procedure di eliminazione dell’amianto e tutto quello che ne consegue.
Noi pensiamo che si debba porre maggiore attenzione ad un problema che riguarda da vicino la salute del cittadino e un’Amministrazione non può e non deve sottovalutare i rischi ad esso correlati e quindi dare da subito l’esempio bonificando i propri edifici comunali.
Un problema che in questi giorni ci è stato sottoposto da un genitore e cittadino di Alessandria (Sig.F.G.), che ci segnala che il tetto dell’edificio di proprietà comunale denominato “ Punto D” sito via Parini al Quartiere Cristo è in amianto e che presenta notevoli danneggiamenti e lo sbriciolamento delle lastre immette nell’atmosfera particelle di amianto dannoso per chi abita nei dintorni di tale struttura e non solo.
Quello che diciamo a chi ci amministra si intervenga al più presto prima che sia troppo tardi.”

Il nuovo ospedale …a quando?

Lunedì 28 Giugno 2010

In questi giorni ha fatto visita in città il neo Assessore Regionale alla Sanità Caterina Ferrero che, oltre a visitare le strutture sanitarie del territorio ha, di fatto riaperto, attraverso il suo intervento, il dibattito sulla realizzazione del nuovo ospedale di Alessandria. Nel suo intervento l’assessore ha rimarcato che per la sanità piemontese di preannunciano tempi di austerità e che per la realizzazione del nuovo ospedale in città si prospettano tempi molto lunghi, cioè mai.!!
Eravamo molto perplessi allora-afferma Vincenzo Costantino- quando si annunciò la realizzazione dell’opera anche perché a nostro avviso la difficile scelta fatta, dalla Giunta Fabbio, di collocare il nuovo l’ospedale a sud della città evidenziava come non era possibile realizzare un grande intervento urbanistico senza un preciso disegno sul futuro del territorio e a questo si associava la mancanza di chiarezza su quale modello di ospedale si voleva costruire. Noi siamo sempre stati convinti sostenitori che la nascita di una “cittadella della salute” potesse trovare terreno fertile a nord della città, dove già sono collocate le diverse strutture sanitarie e quindi con un miglior collegamento della rete dei servizi e che trovava quindi li la sede naturale per la costruzione di un eventuale nuovo ospedale.
Adesso tutto l’iter amministrativo si blocca, la speranza di utilizzare nella prossima campagna elettorale la realizzazione dell’opera sanitaria, per molti politici, svanisce e oggi quello che vogliamo sapere e se lo chiede anche la città è quale futuro verrà riservato al vecchio ospedale? Se e come verranno potenziati i servizi; se e come verranno fatti maggiori investimenti per la formazione del personale e per la prevenzione delle malattie; se e come verranno abbattute le liste di attesa.
Noi siamo per una sanità sempre vicina e al servizio del cittadino; siamo per un ospedale in grado di dare al nostro capoluogo e alla nostra provincia un prestigio sanitario in termini di specializzazione e di eccellenza; siamo convinti che il patrimonio sanitario già presente debba essere maggiormente valorizzato per la propria professionalità e competenza.
A queste domande attendiamo fiduciosi risposte chiare e certe.”

A 72 anni viene assunto a tempo determinato in Provincia.

Giovedì 17 Giugno 2010

La crisi economica non è ancora finita, i segnali di ripresa vanno molto a rilento al punto che anche sulla nostra provincia sono molte le piccole e medie aziende, attività commerciali ed artigianali che hanno dovuto cessare la propria attività con ricadute negative sull’occupazione e conseguente perdita di molti posti di lavoro, disperazionE dei diretti interessati, sulle famiglie ma anche su tutta la comunità.
Se da una parte le istituzioni hanno cercato di intervenire attraverso provvedimenti, che di fatto sono serviti a tamponare gli effetti della crisi (sostegno al reddito, anticipazioni cassa integrazioni, ecc), portando una piccola boccata di ossigeno alle famiglie, sono le stesse istituzioni, oggi, ad essere impegnate a far quadrare i propri bilanci SPECIALMENTE dopo l’entrata in vigore della Manovra Economica Finanziaria che prevede, tra i vari interventi, restrizioni economiche per quanto concerne la Pubblica Amministrazione.
Come LC ci siamo domandati quali saranno i primi tagli che verranno effettuati.
La logica ed il buon senso ci spingono a pensare che i tagli ai costi della politica, partiranno dall’eliminazione di consulenze o assunzioni chiamate “di favore”; ma ecco che con nostro grande stupore, nei giorni scorsi visitando il sito della Provincia di Alessandria, abbiamo appreso di un’ assunzione a tempo determinato, con inquadramento in fascia C (Determina Prot. Gen. 20100053069 del 20 aprile 2010) del Rag. Agostino Gatti di anni 72 .
Ma sarà quell’Agostino Gatti Presidente della Fondazione Borsalino? O quell’Agostino Gatti facente parte della Fondazione Bancaria CRT?
“La Provincia di Alessandria – riporta un comunicato a firma Filippi/Barbadoro– focalizza la propria attenzione nel promuovere interventi a tutto campo per favorire l’ingresso o il rientro nel mondo del lavoro delle fasce maggiormente penalizzate (precari, giovani inoccupati) e che più duramente sono state colpite dalla crisi del mercato occupazionale”.
A noi non risulta che il neo assunto rientri nelle categorie sopra citate, o che abbia risentito della crisi economica, anzi questo modo di agire dei nostri Amministratori pubblici ci preoccupa e ci spaventa.
Ma la cosa più grave E’ il silenzio delle forze politiche di maggioranza e di opposizione che siedono in Consiglio Provinciale, come pure la mancanza di attenzione del sindacato che dovrebbe denunciare queste cose ma che abbassa la testa ed acconsente senza protestare.

E’ un ulteriore prova che il cittadino, già usato, continua e continuerà a perdere la fiducia nella Politica e nelle Istituzioni.

La truffa dei lampioni: ma quanto ci saranno costati?

Martedì 1 Giugno 2010

Un noto politico Italiano tempo fa disse “a pensar male si fa’sempre bene “e allora poniamoci alcune sacrosante domande: quale sarà il motivo che spinge una amministrazione a sostituire centinaia di lampioni perfettamente funzionanti con nuovi lampioni a tecnologia led. Ci hanno detto che consumano meno, ci hanno detto che fanno luce più chiara ed infine che i colori sono visibili di sera come di giorno.
Ora diamo per buone tutte queste cose, anche se riguardo al fatto che facciano più luce sono piuttosto scettico ma ci piacerebbe sapere a chi giova tutto ciò in quanto i costi sostenuti per la sostituzione degli stessi immagino siano stati elevati, quindi ci si chiede, in quanto tempo di maggior risparmio li avremo ammortizzati ?
I costi di manutenzione delle lampade a led sono molto elevati questo bisognerebbe dirlo e soprattutto se questi lampioni “del futuro” sono cosi speciali allora perché non utilizzarli nella parte nuova della città chiamata Alessandria 2000 dove centinaia di punti luce sono stati ex novo installati ma tutti rigorosamente di vecchia generazione?
Qualcuno si chiede come mai Alessandria sia l’unica città ad utilizzare i led per l’illuminazione pubblica, la risposta è che le altre amministrazioni hanno scelto di adottare l’ormai innovativo sistema del fotovoltaico, un piccolo pannello solare montato in cima al lampione : consumo zero.
Bè ,forse non avremmo potuto capire di che colore è la camicia del Sindaco dopo le ore 20, ma probabilmente per evitare il solito sperpero di denaro pubblico, ce ne saremmo fatta una ragione.
Gli Alessandrini come sempre ringraziano e non dimenticano

M. Erriquez

CISSACA nella bufera: servizi sociali a rischio,

Martedì 4 Maggio 2010

La scorsa settimana il Sindaco di Alessandria partecipando all’assemblea del CISSACA ( il consorzio che gestisce i servizi sociali) ha minacciato di sciogliere il consorzio come ripicca nei confronti di chi gli chiedeva di saldare i propri debiti: 5.2000.000 euro.
E’ evidente che se il Comune di Alessandria non paga, il CISSACA non sarà più in grado di garantire il servizio di assistenza agli anziani, ai disabili, ai minori in difficoltà e alle famiglie bisognose. Povero CISSACA, che brutta fine ti hanno fatto fare in solo tre anni di gestione Fabbio. Negli anni precedenti, pur in presenza di una crisi strutturale, siamo riusciti ad acquisire e a rilanciare la Casa di Riposo Basile, la Casa di Riposo di Frugarolo, ad inaugurare la struttura madre-bambino di Quattordio, ad istituire due centri di assistenza integrata sociale e sanitaria, uno nel quartiere “Cristo” e l’altro a Spinetta Marengo, ad avviare la Casa Protetta di piazza Bini, a rendere operativa la piscina per disabili e ad ottenere maggiori finanziamenti dalla Regione Piemonte per presentare un bilancio votato da tutti i sindaci del Consorzio, sia del centro destra che del centro sinistra.
Così tutti noi oggi speriamo, (molti, anche del centro destra, lo hanno già affermato), che la minaccia del Sindaco non abbia seguito.
I servizi del CISSACA non possono interrompersi da un giorno all’altro. Ma anche se alla fine, risulterà solo una minaccia, rimane comunque un comportamento inadeguato per un Sindaco. Fabbio si è comporta come quei bambini che, proprietari del pallone, quando si rendono conto che non sono in grado di giocare e vincere, dicono la classica frase:“ non gioco più, me ne vado”.
Solo che il CISSACA non è un gioco: in campo ci sono i problemi delle famiglie, di chi fa davvero fatica ad arrivare a fine mese, di chi è a contatto con la sofferenza, di chi vive ai margini della società, e sulle sofferenza degli altri è immorale scherzarci sopra. Anche perché, prima o poi, qualcun altro troverà un nuovo pallone, per giocare una nuova partita, più corretta, più umana, più attenta ai bisogni di tutti,…….e sono sempre di più quelli che stanno aspettando quel giorno.

Paolo Bellotti

Consigliere Comunale

Già Presidente CISSACA

Intervenga la Magistratura contabile

Martedì 4 Maggio 2010

Forse avevamo ragione nell’affermare che questa Amministrazione si è resa colpevole di un comportamento difforme da una sana e corretta gestione finanziaria e che la grave situazione in cui il Comune si trova debba essere denunciata alla competente Corte dei Conti a fronte anche dell’analisi fatta dal Dott. Tortarolo che smentisce di fatto l’esternazione fatta dall’attuale Ass.re al Bilancio del Comune di Alessandria in merito ad un nostro comunicato poco pubblicizzato dalla stampa locale.
Riteniamo quindi sia giunto il momento di fare chiarezza su una situazione finanziaria al quanto compromettente per il futuro della nostra città dove a pagarne le conseguenze saranno solo ed esclusivamente i cittadini onesti.A questo chiediamo che si faccia chiarezza e che la verità venga una volta per tutte detta alla città,( se si vuole farla veramente sapere alla città), e l’unico modo che conosciamo è quella di far intervenire la Magistratura. Rimane il fatto che oggi il Comune ha una grossa carenza di liquidità e esiste il rischio concreto di poter subire numerosi pignoramenti proprio a causa del mancato pagamento nei confronti dei tanti creditori. Una situazione delicata che potrebbe ulteriormente complicarsi e mettere comunque a rischio molti posti di lavoro.
A fronte di questa situazione siamo molto preoccupati per il futuro della nostra città, dove a guidarla vediamo “una giunta brancaleone” dove anche la maggioranza che la sostiene si sta rendendo conto che diventa più difficile sostenerla e la domanda che rifacciamo è “ Il Sindaco come lascerà Alessandria a fine mandato, se ci arriverà?”.

Dissesto finanziario o controllo della Magistratura Contabile?

Martedì 4 Maggio 2010

E se la dichiarazione di dissesto finanziario fosse la soluzione ai gravi problemi che angustiano il Comune? Vediamo in che consiste, in quali casi può venire dichiarata, quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi che un tale possa comporterebbe.
La fattispecie è disciplinata dall’art. 244 del Testo Unico sull’ordinamento locale, che stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili e quando nei confronti dell’Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio. Ricorrono queste condizioni, nel Comune di Alessandria? Non si sa. Fatto sta che le soluzioni fino ad oggi individuate per risanare il bilancio, come la messa in vendita degli alloggi comunali, si sono rivelate difficilmente percorribili o non hanno dato i risultati attesi.
La mancata definizione di un piano di rientro espone, tra l’altro, l’amministrazione alla spirale perversa degli interessi passivi: giorno dopo giorno, anche se non si contraggono nuovi debiti, la massa debitoria aumenta, proprio per effetto degli interessi.
Tanto premesso, bisogna precisare che il dissesto finanziario di un Ente locale (che viene deliberato dal consiglio comunale) è cosa ben diversa rispetto al fallimento di un’Impresa privata, che determina l’estinzione dell’impresa stessa, per la semplice ragione che un Ente locale non può cessare di esistere. Proprio per questo, la fattispecie del dissesto finanziario viene rigorosamente disciplinata dalla legge, la cui filosofia è quella di determinare un drastico taglio, una cesura netta tra la gestione del bilancio passato e quella presente e futura.
Tutto ciò che appartiene al passato, compresi i residui attivi e passivi non vincolati, viene estrapolato dal bilancio comunale e passato ad una gestione straordinaria garantita da un apposito organo di tre membri per Comune nominato con decreto del Presidente della Repubblica. Questa commissione si occupa del bilancio passato con riferimento al 31/12 dell’anno precedente, redigendo un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione patologica che ha creato il dissesto.
Dal canto suo, il consiglio comunale deve redigere un bilancio risanato, che consenta di superare gli elementi che hanno prodotto il dissesto: per esempio una spesa eccessiva per il personale o per i servizi.
Uno dei vantaggio della normativa è che con la dichiarazione del dissesto viene sospesa la decorrenza degli interessi sui debiti vengono bloccate le azioni esecutive. Si interrompe, insomma, quella spirale perversa che, come abbiamo visto, produce la crescita quotidiana della massa debitoria.
Ma c’è un prezzo da pagare, quanto mai salato. Prima di tutto, gli Enti Locali che dichiarano il dissesto, debbono provvedere con risorse finanziarie proprie al rientro, non essendo più prevista la possibilità di ricorrere ad un mutuo.
Inoltre, l’Ente Locale, una volta attivata la procedura del dissesto finanziario è obbligato come previsto dall’art. 251 dello stesso Testo Unico ad adeguare le imposte, le tasse locali, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita dalla legge. Relativamente al personale dipendente, l’Ente ha l’obbligo di rideterminare la dotazione organica collocando in disponibilità il personale che dovesse risultare in soprannumero. Il rapporto previsto dalla legge è di un dipendente per 93 abitanti.
Per far fronte ai debiti del passato, la commissione incaricata del risanamento della gestione ha alcuni strumenti: per esempio, la vendita del patrimonio immobiliare disponibile per la parte non strettamente necessaria all’esercizio delle funzioni istituzionali, oppure a liquidazione dei debiti con una percentuale prevista che va dal 40% al 60% del debito effettivamente accertato.La lista Civica Crescere Insieme confrontando i lati positivi e negativi del ricorso alla procedura del “dissesto finanziario” ritiene più utile che ad esprimersi sulla grave situazione negativa del bilancio comunale sia la Corte di Conti e sarebbe opportuno che i Revisori dei Conti del Comune inviassero gli atti alla magistratura contabile.Nel momento in cui resta ancora al centro del dibattito politico l’approvazione del Bilancio di previsione e del Piano degli investimenti per i prossimi tre anni , con l’indicazione di grandi progetti , e relative spese, quando invece non si riescono a pagare i fornitori dell’ente , alcuni dei quali procederanno a mettere in mora il Comune, si deve chiedere un intervento chiarificatore agli organi competenti per materia su come che questi amministratori hanno speso i soldi pubblici .In merito, lo abbiamo già fatto nelle sedi opportune e lo ribadiamo, che riteniamo l’attuale amministrazione comunale colpevole di un comportamento difforme da una sana e corretta gestione finanziaria e che la grave situazione in cui il Comune si trova debba essere denunciata alla competente Corte dei Conti .Il coinvolgimento della magistratura sarebbe utile anche per dipanare le dubbie dichiarazioni dell’attuale assessore al Bilancio che continua a ripetere che la colpa del grave deficit finanziaria e contabile del Comune affonda le radici nel recente passato.. Rimane il fatto che oggi il Comune ha una grossa carenza di liquidità e esiste il rischio concreto di poter subire numerosi pignoramenti proprio a causa del mancato pagamento nei confronti dei propri creditori.
Una situazione delicata che, alla luce di quanto recentemente avvenuto, potrebbe ulteriormente complicarsi e mettere comunque a rischio molti posti di lavoro.Oggi siamo molto preoccupati per il futuro della nostra città e la domanda che ci facciamo è : “ Il Sindaco come lascerà Alessandria a fine mandato, se ci arriverà?.

Vincenzo Costantino
Marco Mantelli