Archivio della Categoria 'Comunicati Stampa'

No agli aumenti delle rette scolastiche e dei buoni pasto

Giovedì 9 Settembre 2010

Come era prevedibile i provvedimenti assunti dall’Amministrazione Comunale relativi agli aumenti delle rette scolastiche e dei buoni pasto hanno fatto mobilitare non solo partiti e movimenti ma molti sono i cittadini che in queste settimane, in maniera autonoma e spontanea, hanno promosso e costituito veri comitati a testimonianza che questa scelta, a nostro avviso scellerata, ha fatto arrabbiare molte famiglie che, a pochi giorni dall’apertura dell’anno scolastico, sono costretti, loro malgrado, a pagare cifre considerevoli in un momento di recessione economica dove le difficoltà, per molte famiglie monoreddito, sono notevoli.
“in queste settimane ci siamo anche noi mobilitati e abbiamo denunciato, appena saputo del provvedimento intrapreso dall’Amministrazione Fabbio - dichiara Vincenzo Costantino coordinatore della Lc- la nostra contrarietà, in quanto la poca chiarezza, la mancanza di informazione nei confronti del cittadino utente, dimostrano che le bugie hanno le gambe corte e a pagarne le conseguenze è sempre l’anello della catena, il cittadino/utente”.
Come Lc abbiamo promosso e sottoposto alle famiglie una petizione che in pochi giorni ha raggiunto le 400 firme dove chiede di rivedere immediatamente gli effetti delle disposizioni introdotte con la delibera del luglio scorso e di modificare, in alcuni suoi punti, il regolamento anche perché in altre città piemontesi le tariffe risultano essere inferiori del 20-30% rispetto a quelle di Alessandria.
Riteniamo inoltre questa operazione un atto illegittimo che oltre a mettere in evidenza l’incapacità amministrativa di questa maggioranza fa capire chiaramente che non vi è una seria politica economica in grado di produrre effetti positivi per la città.
A quei cittadini che spontaneamente si sono attivati chiediamo di non disperdere le energie e proponiamo una sorta di coordinamento per dare più voce alle richieste, intanto continuiamo nella raccolta delle firme e per ulteriori informazioni potete contattare i referenti: Sig. FERRARI 3290568315- Sig. ERRIQUEZ 3394595343, oppure inviare una email al seguente indirizzo crescereinsieme2007@yahoo.it o venire nella nostra sede in Corso Acqui 248.

Alessandria: una città in crisi di identità

Martedì 31 Agosto 2010

Egregia redazione,
Eccoci dunque tornati dalle vacanze, per i più fortunati ci sarà il proprio lavoro ad attenderli, così come gli studenti di tutte le età e di tutte le scuole ritroveranno i loro vecchi compagni ed altri conosceranno nuovi amici . Tutto sicuramente bello e per certi versi emozionante, però per molti genitori Alessandrini, specie colore che hanno i figli che frequentano gli asili nido comunali troveranno un’amara sorpresa, aumento delle rette, mediamente di 100 euro in più rispetto allo scorso anno, come pure il sistema di utilizzo dei buoni pasto ché è stato modificato. Non era stato sufficiente il ritocchino fatto a Dicembre 2009.
Eh…. si!! come sono lontani i tempi in cui , l’attuale assessore alla cultura Teresa Curino, in Consiglio Comunale in ogni riga dei suoi interventi diceva “LA FAMIGLIA INNANZITUTTO” perno della nostra società, l’educazione dei nostri figli al primo posto e soprattutto la scuola. Oggi a ragion veduta ci chiediamo di quale famiglia parlasse, forse solo della sua??
La situazione economica e sociale della nostra povera Alessandria è a dir poco disastrosa e la causa è imputabile solo ed esclusivamente a questa Amministrazione che ormai da tre anni governa la città con scelte scellerate continuando a piagnucolare, addossando le responsabilità su chiunque, invece di cercare il modo per uscire da un empasse socio economico gravissima, che ha già costretto gli Alessandrini a perdere proprietà importanti come le farmacie prima, poi a ruota casa di riposo, mense e chissà quant’altro ancora: si parla di AMIU e ATM, senza nessun beneficio per la città.
Un’ Amministrazione genuflessa davanti ad un Governo che ad ogni manovra, continua a tagliare contributi agli enti locali, ma poi dice “non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani”, forse a noi ci considera già padani quindi via agli aumenti per igiene, acqua, gas e soprattutto scuola, su questo ovviamente l’amministrazione tace, alla faccia del federalismo!!!
Una città che langue, il commercio in forte crisi, ma non era colpa della ztl? L’industria inesistente: che fine ha fatto il progetto sulla logistica? Viviamo oggi in una città che ha forti difficoltà a capire quale sarà il suo futuro ma che incredibilmente ha tagliato anche i PONTI con il passato, proprio un bel attaccamento alle origini, motto urlato ormai da un ventennio dalla Lega, che però oggi è complice dell’impoverimento perpetrato nei confronti dei cittadini Italiani “TUTTI”
Tutto questo possiamo riassumerlo in una sola parola, cari amici della Libertà: VERGOGNA !!!

Maurizio Erriquez

ZONA 30 : CONFUSIONE VIARIA E DELLA CARTELLONISTICA

Lunedì 2 Agosto 2010

Sono giunti al termine i lavori per la realizzazione della zona 30 in Corso Acqui, intervento sicuramente importante che ha di fatto trasformato e modificato la via commerciale del quartiere.
Con l’introduzione della zona 30 i cittadini e i commercianti si aspettavano un miglioramento della viabilità, una via più a misura d’uomo e non delle macchine, purtroppo le loro speranze sono state puntualmente disattese, e di questo ne eravamo consapevoli fin dall’inizio, in quanto vi è una totale mancanza di controllo e di rispetto delle regole del codice della strada, come pure si avverte la mancanza di politiche in grado di migliorare la viabilità, la sicurezza, la qualità della vita e la conseguente vivibilità per un cittadino oramai usato e non più considerato. Non è una festa che può risollevare il commercio in questa parte di città, ma la mancanza di un progetto serio in grado di far decollare questa Circoscrizione.
Se da un lato la confusione viaria è un dato di fatto, altrettanto lo è quella cartellonistica dove non si capisce quale sia il modo con cui si deve parcheggiare negli stalli in quanto per un tratto che va da Via C.Alberto all’inizio di C.so Acqui sono posizionati cartelli che indicano “parcheggio a disco orario*” e per il restante tratto cartelli che indicano “parchimetro*” creando anche notevoli disagi alle forze di polizia municipale che non sanno come poter intervenire visto che di colonnine non ci pare averne viste lungo il corso!!!
A questo punto ci domandiamo, visto che è evidente l’errore, i costi a chi saranno addebitati e quanto si dovrà aspettare per la sostituzione, anche perché il regolamento del codice della strada parla chiaro?
*definizione di Parchimetro:dispositivo a orologeria, funzionante con schede prepagate o monete, installato nei parcheggi pubblici per far pagare il tempo di sosta di un veicolo; *Disco orario sosta a tempo come indicato nel cartello stradale

Per qualsiasi scelta strategica per la città: siano i cittadini a decidere

Martedì 27 Luglio 2010

In questi giorni sui quotidiani locali si è riaperto, tra vari esponenti più o meno noti, un dibattito sui rifiuti a fronte della decisione del Comune di smantellare gradatamente il sistema di raccolta denominato “porta a porta”. Come lista civica «Crescere insieme» già nel 2008 avevamo lanciato una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti criticando il nuovo piano industriale dell’Amiu, che prevedeva l’abbandono del porta a porta, destinato a restare solo nell’area centrale della città. Avevamo avanzato un’interessante proposta quella di indire un referendum popolare perché a decidere fossero i cittadini se preferire un sistema che non aiuta di certo la raccolta differenziata, e come conseguenza quella di portare tutti i rifiuti in discarica o nell’inceneritore, oppure mantenere il vecchio sistema migliorandolo, che favorisce maggiormente la differenziata. Il buon Fabbio escluse fin da subito che il Comune si potesse fare carico di indire il referendum («Sarebbe uno spreco di denaro» ) e aggiunse: «Se lo vogliono possono chiederlo, raccolgano le firme necessarie e lo propongano, ma non penso che possa essere il mezzo per aiutare la raccolta differenziata».
Già allora vi era l’arroganza e la presunzione che quello che decidevano poche persone fosse la soluzione migliore e che quindi si doveva sottostare senza protestare, peccato però che in democrazia non funziona proprio così; il coinvolgimento e la partecipazione sono a nostro avviso gli strumenti in grado di rendere il cittadino protagonista della cosa pubblica e non solo, ma a quanto pare ogni tentativo di dialogo e di confronto con questa amministrazione diventa inutile, sempre.
Crescere insieme aveva già avanzato molte perplessità sul piano industriale dell’Amiu, dove a fronte di una riduzione dei costi del servizio si prevedono forti investimenti che guarda caso vanno ad incidere pesantemente sui bilanci dei cittadini, come pure ci preoccupano i livelli occupazionali che rischiano di essere drasticamente ridotti. Inoltre pensiamo che l’attuale piano non trovi un alto gradimento tra la gente con un’incidenza negativa sul comportamento dei cittadini, facendo crescere la disaffezione per la raccolta differenziata col rischio di provocare il mancato raggiungimento dei valori indicati dalle legge, con sanzioni economiche nei confronti del Comune.
Per questo era opportuno prima di smantellare il precedente sistema di raccolta, che poteva anche trovare margini di miglioramento e modifiche, coinvolgere il cittadino attraverso l’unico sistema democratico e partecipato che conosciamo e cioè il Referendum popolare che deve valere sempre e comunque quando sono in atto cambiamenti che interessano l’intera collettività. Questo si chiama “Democrazia Partecipata”.
Come LC rilanciamo la sfida alla città: aiutateci a far si che il vero protagonista della cosa pubblica torni ad essere il cittadino, incrocio tra diritti e doveri, tra passione e ragione, tra l’amore per la libertà e quello per la giustizia. Per custodire la democrazia non bastano i politici di mestiere, occorre che ogni giorno la passione civile trovi nuovi protagonisti per cambiare permanentemente il rapporto tra il cittadino e la politica. L’unica garanzia contro questo rischio è che sia sempre in moto la cittadinanza attiva che ricorda, a chi ci governa, che le istituzioni appartengono a tutti e nessuno ha il diritto di sequestrarle.

Una volta c’erano i cigni nel laghetto dei giardini della stazione …………

Mercoledì 21 Luglio 2010

I giardini un tempo erano il fiore all’occhiello della città e punto di ritrovo per molti cittadini che volevano trascorre qualche ora in mezzo al verde e nella tranquillità, magari portando i propri figli ad ammirare i meravigliosi cigni nel piccolo laghetto adiacente la stazione.
Oggi questo non succede più anche perché il posto delle famiglie lo hanno preso bande di ragazzi e adulti di diversa nazionalità, il povero tossicodipendente disteso su qualche panchina, poi qua e la qualche anziano che è alla ricerca di un po’ di fresco e di tranquillità, il tutto sotto l’attento controllo di molte telecamere che osservano tutto ciò che fai e di una postazione di vigilanza. Ma funzioneranno veramente? Se lo domandano in molti!!!
Nei giorni scorsi ho voluto, insieme ai miei bambini, fare una passeggiata per vedere la trasformazione di uno dei luoghi storici della città, appunto i giardini della stazione che dovrebbero essere, per chi giunge nel capoluogo con il treno, il miglior biglietto da visita per Alessandria, invece nulla di tutto ciò: cartacce in ogni angolo, degrado e trascuratezza del verde pubblico per non parlare poi della sicurezza che è si garantita ma solamente sulla carta.
Addirittura nel transitare nei pressi del laghetto dove al posto dei cigni ci sono oggi le tartarughe si possono incrociare in qualsiasi ore del giorno e mi dicono anche della notte topi che hanno le sembianze di gatti tanto sono grossi. E pensare che la zona è molto frequentata da bambini che usufruiscono delle giostrine, un bell’esempio di igiene e tutela ambientale!!
A questo punto mi domando ma che senso ha avere un’area così vasta, un polmone verde nella città per poi lasciarlo decadere in questa maniera e non poterlo utilizzare al meglio?
Quello che chiedo come cittadino e rappresentante di un movimento civico è di volermi/ci riappropriare di uno spazio che mi e ci appartiene rendendolo dinamico, vivo in grado di offrire opportunità alla città.
Si certo l’arredo urbano, mi direte, è stato fatto e si sono spesi centinaia di migliaia di euro ma se il risultato è questo allora c’è qualcosa che non funziona e di conseguenza bisogna da subito intervenire.
Rendere vivibile quell’area significa più sicurezza, più partecipazione, più vivibilità ed è questo che chiediamo a questa Amministrazione. Ma chissà se le orecchie del Sindaco sanno ancora ascoltare?

FERRARI CHRISTIAN
RAPPRESENTANTE LC –CRESCERE INSIEME

ISOLE ECOLOGICHE INTERRA: una bella cosa …. se funzionassero.

Venerdì 25 Giugno 2010

Nello scorso febbraio Alessandria inaugurava due delle dieci isole ecologiche interrate per la raccolta dei rifiuti, volute fortemente dall’attuale Amministrazione Comunale, atte a sostituire, progressivamente, parte del sistema di raccolta “porta a porta” specialmente nelle zone del centro storico mancanti di punti di conferimento.

I raccoglitori sono dotati di dispositivi di identificazione che, a ogni conferimento, registrano il codice-utente ed elaborano, in tempo reale, i dati del conferimento stesso. Il cittadino utilizza una tessera badge personalizzata (tipo bancomat) tramite il lettore posto sulla colonnina di comando che permette lo scarico del rifiuto nell’apposito contenitore.

A prima vista queste isole appaiono come un’apprezzabile innovazione nel campo della raccolta rifiuti, peccato che da quando sono diventate operative, il loro uso e funzionamento lasci alquanto a desiderare, creando notevoli problemi sia agli operatori addetti al loro svuotamento sia ai cittadini.
I costi per la loro installazione e mantenimento sono ragguardevoli soprattutto se si vanno ad aggiungere gli ulteriori costi che vengono sostenuti per la manutenzione straordinaria ogni qualvolta si blocca il sistema di funzionamento, e purtroppo in questi pochi mesi è accaduto decine di volte.

Troviamo encomiabile che l’ AMIU abbia voluto rivedere il proprio piano industriale cercando di fornire servizi sempre più moderni e adeguati alle esigenze dei cittadini e della città , ma quello che ci lascia alquanto perplessi è il modo illogico con cui i processi innovativi vengono attuati.

Marco Mantelli
Doriana Pesce
Vincenzo Costantino
Non vediamo in questo piano industriale, voluto principalmente per risanare le casse dell’Azienda, una logica di risparmio, anzi si denota un ulteriore incremento dei costi di servizio: senza dimenticare che, dove si è soppresso il sistema di raccolta “porta a porta”, i cittadini lamentano grossi disagi per il decoro dato che la comodità dell’abbandono del rifiuto è tornata di moda.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che eliminando il sistema “porta a porta” la percentuale di rifiuti differenziati raccolti tenderà a diminuire drasticamente e non potremo raggiungere la quota imposta dalle normative Europee. Vogliamo ricordare che entro il 2012 dovrà essere raggiunta la percentuale del 65% di rifiuti differenziati (adesso arriviamo a malapena al 35%) altrimenti scatteranno delle pesanti sanzioni economiche. Chi pagherà ???

Insomma, alla fine chi ci rimette per gli sbagli e i disguidi degli amministratori è sempre il cittadino il quale, ignaro di tutto quello che succede nelle stanze del potere, continua a conferire i suoi rifiuti convinto o sperando sempre e comunque che tutto vada a buon fine.

Decisamente questo nuovo piano industriale dell’AMIU, che prevedeva e prometteva un risanamento delle casse entro il 2011, non è partito nel migliore dei modi e non produce migliorie anzi, si presenta come un ennesimo flop di questa Amministrazione

I CITTADINI SONO ARRABBIATI E DELUSI DI QUESTA AMMINISTRAZIONE

Lunedì 14 Giugno 2010

I cittadini sono stati i veri protagonisti sabato pomeriggio presso il banchetto informativo organizzato dalla Lc Crescere Insieme in Piazza Marconi in quanto hanno potuto confrontarsi, parlare e manifestare pubblicamente il loro dissenso sull’operato dell’Amministrazione Fabbio.
“Questa amministrazione è lontana dai problemi della città ma è capace solo ad aumentare le tasse” l’hanno ripetuta in molti questa frase anziani, mamme, dipendenti pubblici, commercianti, giovani gente comune che leggendo quanto riportato sul volantino in distribuzione non poteva che essere d’accordo con noi (alcuni esempi :aumentano le rette scolastiche e della casa di riposo , i trasporti, la tia), se si aggiunge poi l’arrabbiatura per una politica e una classe dirigente sempre più al servizio di se stessi che per la città.
Quello che noi denunciamo da tempo è la mancanza di un serio “progetto di città” in grado di far uscire Alessandria dall’anonimato è questo sostanzialmente che mancato in questi tre anni di Amministrazione Fabbio; abbiamo solo assistito ad una politica basata sull’annuncio, sullo slogan ad effetto che oggi non trova più riscontro anche tra quegli elettori che sostennero e votarono allora l’attuale maggioranza politica.
C’è l’esigenza oggi di valorizzare il territorio con impegni, idee, progetti chiari, semplici e certi in quei settori che sono per noi strategici per il futuro della città come il commercio, l’agricoltura, la logistica con un serio e vero rilancio dello scalo ferroviario, la sanità, l’imprenditoria artigianale e giovanile, il turismo. Ma di queste cose sia l’Amministrazione che le forze di opposizione nessuna ne parla.
“Noi pensiamo –afferma Vincenzo Costantino- e l’iniziativa di Sabato ne è stata la conferma, che sia giunto il momento di proporre un nuovo modello amministrativo dove la parola politica venga intesa come “servizio” in modo tale da porre al primo posto l’interesse della collettività; questo significa vedere nella partecipazione del cittadino il punto di forza dell’azione amministrativa; la nostra idea è dare spazio ai cittadini, alle loro competenze, alle loro idee e progetti, alle loro critiche ma la cosa più importante fuori dagli schemi e da regole di partito, senza padrini e padroni. Attraverso questa idea nasce il nostro l’impegno di fare politica a livello locale, dove la realizzazione di un progetto deve, per forza di cose, trovare alla base le persone e il territorio. Non è pensabile pensare diversamente.
Ecco la decisione di lavorare in tempi brevi alla stesura di un programma per la città che ci permetterà di confrontarci e di proporci come terzo polo alle prossime elezioni comunali con un nostro candidato sindaco.
Non ci spaventa questa idea, siamo consapevoli che è un’impresa difficile che troverà mille insidie, problemi di carattere economico, ma siamo convinti che dalla nostra parte ci saranno molti cittadini che ci sosterranno e ci aiuteranno a superare tutti gli ostacoli che si presenteranno.
La giornata di sabato, la solidarietà della gente, la voglia di cambiare, la voglia di mettersi in gioco da parte del semplice cittadino ci fa ben sperare per il futuro e convinti più che mai che un altro modo di fare politica è veramente possibile.

Informare i cittadini …sabato 12 in Piazza Marconi.

Giovedì 10 Giugno 2010

“Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini” era lo slogan tanto amato dal Sindaco Fabbio ed invece, dopo tre anni di governo della città, ecco puntuali arrivare le prime cambiali che dovranno pagare i cittadini: aumento del 32% sulla tariffa rifiuti, aumento del 20% delle tariffe per i servizi scolastici, aumento del 10% sul trasporto pubblico, questi solo alcuni dei provvedimenti che riteniamo ingiustificati e messi in atto da questa amministrazione in un momento di crisi dove ad essere colpiti sono sempre i cittadini e in particolare quelli che in questo momento la crisi la sentono sulla propria pelle come pensionati, cassaintegrati, disoccupati.
Forse se si fosse agito in altri settori, per esempio nel capitolo consulenze, come pure nel capitolo “stipendi dirigenti”, o ancora nel capitolo assunzioni “di favore” e pensiamo in quelle aziende di servizio (Amiu, Aristor, ecc), come pure i costi inutili e spropositati di quelle partecipate (vedi Valorial, Svial) oggi i debiti del Comune non sarebbero così marcati.
Però si riescono a reperire e sperperare i soldi per iniziative mondane, ultima in termini di tempo il concerto di fine anno scolastico, che possono essere anche importanti, ma che in un momento difficile per l’economia locale è come dare un ulteriore schiaffo alla povera gente e ai loro problemi di vita quotidiana; forse era più utile pensare a cose diverse.
La gente è esasperata e forse si sta rendendo conto che questa Amministrazione è arrivata alla canna del gas in quanto si è dimostrata incapace di governare la città, peccato però che se ne sia accorta solo ora. Manca, a nostro avviso, un serio “progetto di città” in grado di far uscire Alessandria dal coma profondo e la vendita di qualche immobile, la privatizzazione e l’esternalizzazione di qualche servizio sono serviti a ben poco e di fatto non hanno risolto i problemi della città, anzi si sono ulteriormente accentuati. Con la politica dell’annuncio, caro sindaco, non si fa molta strada e l’esempio “Alessandria calcio” è l’ultima beffa uscita dal cilindro; ma i cittadini/tifosi hanno già capito e sapranno agire di conseguenza. Servono invece politiche serie in grado di mettere sul mercato la città con progetti che possano rigenerare questi settori che noi riteniamo strategici per il futuro della città come il commercio, l’agricoltura, la logistica con un serio e vero rilancio dello scalo ferroviario, la sanità, l’imprenditoria giovanile, il turismo. Basta girare per le vie della città e ci si rende subito conto che molte attività non esitono più con conseguenti ripercussioni anche sull’occupazione.
SABATO 12 giugno dalle ore 15.30 alle 19.30 in Piazza Marconi come movimento civico saremo in mezzo alla gente e diremo loro quello che è il nostro pensiero e la nostra idea di città
“ prima che sia troppo tardi caro sindaco Fabbio fai un passo indietro e per il bene della città, ma soprattutto per il bene della politica DIMETTITI.

Conferenza stampa del 27 maggio 2010

Giovedì 27 Maggio 2010

Il Governo cittadino è giunto a metà mandato e ormai abbiamo un’idea idea chiara su come ha lavorato, sugli obiettivi raggiunti, sul futuro che prospetta alla città.

Noi, oggi, siamo qui davanti al COMUNE perché abbiamo deciso che non vogliamo più continuare a fare le pecore, costretti a digerire qualsiasi cosa, solo perché il nostro Sindaco e i componenti della Giunta possano “apparire” e riflettere di luce propria.

Siamo qui perché dissentiamo del lavoro svolto in questi due anni di Giunta Fabbio: infatti, ha lavorato non tanto per affermare principi che valgono per tutti i cittadini di Alessandria, ma per tutelare diritti di categoria o di piccoli gruppi.

Siamo qui per contestare la cessione di pezzi della città in una logica di gestione finanziaria pesantemente condizionata da un liberismo di facciata, svendendo un patrimonio comunale sempre e solo a vantaggio di pochi gruppi economici .

Chiediamo di non essere presi in giro con le parole “privato è bello” , “ più modernizzazione” e “snellimento burocratico” usate esclusivamente per giustificare ai cittadini le operazioni concluse, perché queste ultime hanno significato solo un decremento dei servizi e dell’occupazione.

Siamo qui a chiederci come mai, tre anni fa, potevamo essere talmente confusi e incapaci di valutare il nostro futuro tanto da affidarci completamente a un Sindaco che ci ha offerto solo l’illusione di un sogno, che ci ha promesso il nuovo ma che invece ci ha solo offerto il riciclo.

Siamo qui perché ci domandiamo :”Il Sindaco come lascerà Alessandria a fine mandato?”

Un’amministrazione comunale non può fare tutto per i cittadini, ma può fare molto “nel bene e nel male “; le aspettative di questa città erano altre , ma a tutt’oggi questa Amministrazione non è riuscita a presentare idee e istanze collettive con le quali costruire nuovi progetti per vivere meglio il domani, anzi questa Giunta continua a promettere la luna anche se non sarà mai capace di prenderla.

Infine, siamo qui per far sapere ai cittadini che noi non vogliamo più sùbire l’operato di questa Amministrazione, che siamo certi che un cambiamento è possibile e doveroso, che esistono ancora persone che vogliono veramente ‘bene’ a questa città e non aspettano altro che dimostrarlo.

SERVE UN CAMBIO DI ROTTA PERCHE’ ALTRI DUE ANNI, CON QUESTA AMMINISTRAZIONE, PORTERANNO QUESTA CITTA’ AD UN DECLINO SEMPRE Più GRAVE.

Sostegno al reddito dalla Regione Piemonte: una speranza svanita.

Martedì 25 Maggio 2010

La Regione Piemonte a seguito della crisi economica che ha interessato il sistema produttivo e sociale del territorio piemontese, nel mese di dicembre 2009 (giunta Bresso) emanava un avviso per l’assegnazione di sussidi monetari di sostegno al reddito per lavoratrici e lavoratori che nel periodo dal 01.01.2009 al 31.12.2009 si trovavano in condizione di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, disoccupazione o in mobilità e con un Isee non superiore a 13 mila euro.
Sicuramente da apprezzare tale intervento anche a fronte della cifra stanziata che ammontava a circa 11 milioni e 700 mila euro dove veniva riconosciuto, a chi rientrava nei parametri indicati nel bando,un sussidio pari a 2.500 euro pro-capite.
Come Lc ci eravamo messi a disposizione di molti cittadini che si trovavano nelle condizioni per poter richiedere tale sussidio e con entusiasmo li abbiamo aiutati a compilare il bando con la speranza che la cifra che veniva riconosciuta potesse essere pur sempre un aiuto per poter sopravvivere.
Ma come spesso accade quella speranza è svanita proprio in questi giorni in quanto molti di quei cittadini ci hanno contattato telefonicamente per comunicarci di aver ricevuto al proprio domicilio una lettera della Regione Piemonte che annunciava la fine dei fondi stanziati e che purtroppo non poteva essere riconosciuto loro il contributo economico.
Non possiamo che essere rammaricati ma soprattutto delusi, perché a fronte delle prevedibili numerose domande giunte presso l’Agenzia Piemonte Lavoro si poteva gestire diversamente la ripartizione del sussidio, magari ritoccando l’importo da erogare, e così facendo si potevano accontentare molte più persone ma soprattutto dare una boccata di ossigeno a quelle famiglie che sono costrette a sopravvivere e in certi casi ad umiliarsi per riuscire ad adempiere alle necessità di vita quotidiana.
In conclusione come diceva un famoso film degli anni ’90 “Io speriamo che me la cavo” ma la vediamo molto dura in questo momento.