Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: si costruiscono residenze e grandi centri commerciali a ritmo forsennato; per di più a questi nuovi insediamenti si può accedere solo con l’auto privata, provocando così, per l’oggi e ancor più per il domani, un aumento di traffico.
Il paradosso poi, è che pur aumentando il numero delle case in costruzione continua ad aumentare l’emergenza abitativa per il semplice fatto che si costruisce non per chi ha bisogno (giovani coppie, anziani, migranti) ma perchè ormai è consuetudine utilizzare gli introiti degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente e non più solo per gli investimenti. Così il Comune, a cui vengono tagliati i finanziamenti dallo Stato, ha trovato nell’edilizia un modo per fare cassa e rastrellare soldi.
Il paesaggio viene così lasciato in balia degli interessi speculativi privati.
Con questo ritmo e seguendo la previsione del Piano Regolatore CEMENTIFICHEREMO altre migliaia di ettari di paesaggio. Una follia.
Tutto il contrario di quanto si sta facendo in Europa dove viene posto un limite al consumo di suolo libero per le nuove costruzioni, concentrando la richiesta di abitazioni riqualificando e costruendo in aree già edificate.
In Alessandria l’attuale espansione edilizia, disseminata a macchia d’olio nella campagna, provocherà un uso ancora più massiccio dell’auto privata aumentando il traffico e di conseguenza l’inquinamento.
Alessandria è prigioniera delle auto: la media è di 65 auto ogni 100 abitanti, comprendendo i bambini e i minorenni.
La percentuale di cittadini che usa il mezzo pubblico è bassissima, ma se vi fosse una buona politica amministrativa, questa sarebbe capace di invertire la tendenza promuovendo ed incentivando l’uso del mezzo pubblico per limitare l’uso del mezzo privato.
La suddistanza all’uso dell’auto porta ad altre scelte di poco BUON SENSO: mentre nei centri storici delle capitali europee da decenni non si realizzano più parcheggi perchè, ovviamente, attraggono auto, in Alessandria si va nella direzione opposta e quindi si è dato il via libera alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo di circa 700 posti auto sotto Piazza Garibaldi e un altro è previsto, comde indicato nel piano d’investimento per il triennio 2008-2010, in Piazza Libertà.
Si punta all’aumento del turismo nella nostra città, con tanto di dichiarazioni entusiaste: Ma questo governo di fenomeni chiude gli occhi per non vedere l’altra faccia della medaglia e cioè: che passeggiare tra le vie di Alessandria è oggi diventato impossibile.
Il centro si è trasformato in un luogo invaso da auto in transito e all’occasione da consumatori mordi e fuggi.
Da questa rapida panoramica la domanda che sorge è semplice: perchè si procede in questa direzione di sviluppo urbano che non solo non risolve i problemi ma li aggrava, moltiplicandone i fattori negativi?
D’altronde non è un mistero che anche ad Alessandria opera da tempo un cartello di costruttori che agiscono, di fatto, in condizioni di monopolio in un rapporto diretto con l’Amministrazione comunale.
Un circuito in cui si intreccia interesse pubblico e interesse privato; a questo dato si aggiunge sempre più l’assenza di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte. Mentre in tante città europee, prima di prendere decisioni, l’Amministrazione comunale vaglia con gli abitanti i progetti di trasformazione urbana, qui da noi nulla di tutto questo. E’ già tanto se vengono promossi incontri nei quali viene illustrato ciò che si è già deciso.
Non ci si può lamentare poi delle contestazioni o delle proteste se manca una pratica di partecipazione su scelte che riguardano la vita dei cittadini.
Questo quadro d’insieme vuole spronare i cittadini di questa città a stimolare i propri rappresentanti politici a scegliere una politica del BUON SENSO che porti a considerare che ad Alessandria serve:
- più trasparenza e più capacità di ascolto, più democrazia partecipata se si vuole una città più consapevole e più capace di educare alla responsabilità.
- sostituire al consumo dissennato di territorio, che aggrava i mali della città, il recupero e la riqualificazione urbana dei vuoti interni alla città: caserme, forti, aree ferroviarie, demani di aziende pubbliche, immobili abbandonati, aree vuote.
- una legge regionale che blocchi i cambi di destinazione d’uso delle aree agricole intorno alla città. In questo modo gli stessi costruttori saranno indirizzati ed incentivati ad impegnarsi verso la riqualificazione delle periferie e della città.
- la volontà politica e la cultura di ritenere il paesaggio un bene pubblico da salvaguardare e tutelare per le generazioni future.
- ridurre il traffico motoveicolare privato rafforzando e modernizzando la rete del trasporto pubblico.
- creare itinerari protetti per gli autobus, allungando la percorrenza di quelli attuali.
- dare impulso, come avviene ormai in tante città, ai taxi collettivi, al car sharing, alle linee a chiamata.
- realizzare in centro città e al Cristo delle vere isole pedonali.
- ridare dignità e bellezza al centro storico riducendo il traffico privato automobilistico.
Non vogliamo un modello urbano di tipo americano, in cui la città si spappola nella campagna e l’auto è la padrona incontrastata.
Vogliamo invece una città capace di promuovere e garantire i diritti delle persone, che salvaguardi i propri beni comuni, la propria bellezza, la propria storia e identità, per trasmetterle alle generazioni future di chi ci è nato e di chi è venuto ad abitarci.