Archivio di Settembre 2008

Nuovo Ospedale di Alessandria - Considerazioni di Vincenzo Costantino

Martedì 30 Settembre 2008

Dopo il protocollo d’intesa firmato il 9 settembre scorso con Regione, Provincia e ASO, il Comune ha ora approvato la delibera  di “Localizzazione dell’area  per la realizzazione del nuovo Ospedale di Alessandria”, individuato in questo modo quelli che devono essere i requisiti minimi da prendere in esame per scegliere la zona adatta a ospitare la nuova struttura. (foto: il presidio Borsalino, l’ area vicina è tra le candidate a sede del nuovo ospedale)

Considerato che il nuovo ospedale dovrà possedere, ipotizzando, un numero di 650 posti letto e un’area di 120 - 130.000 metri quadrati di superficie, sono stati individuati i requisiti, tenendo conto dell’ urbanità (integrazione con il territorio e la città  e relativi collegamenti stradali), corretto collegamento con tutti gli erogatori di servizi, inseribilità in complesso integrato (espandibilità o situazione in atto), facilità di accesso reciproco e vicinanza con il presidio Borsalino, integrazione con la città e con il contesto socio-culturale,       sicurezza e contenimento del rischio, idoneità del contesto ambientale.

 In base a questi requisiti le possibili aree sono tre:
1)     Area “Borsalino” di 147 mila metri quadrati, situata nei pressi del presidio Borsalino
2)     Area “Fraschetta” di 170.000 metri quadrati, situata nei pressi della zona industriale D5
3)     Area “Cristo” di 173.000 metri quadrati, situata tra la Zona 14 e Casalbagliano, in prossimità di via Casalbagliano.
Con un sistema di punteggi attribuiti in base alle caratteristiche, alla fine l’ area più quotata è risultata essere quella del Cristo, seguita da quella attorno al Borsalino ed infine quella della Fraschetta.

Ora La delibera passerà ora in Commissione Politiche del Territorio (stamani la discussione congiunta con la Commissione Sanità n.d.r.) per approdare poi al Consiglio Comunale che effettuerà la scelta definitiva. I primi passi sono dunque stati mossi e piùttosto in fretta anche,ora speriamo che tra carte bollate & co, non si debba aspettare vent’anni per farsi curare nel nuovo ospedale!

“La Giunta - commenta il sindaco, Piercarlo Fabbio - ha voluto proporre un metodo di scelta al consiglio Comunale, nel rispetto della sua sovranità in materia, partendo dall’individuazione di criteri desunti direttamente dalla relazione tecnica dell’ASO e sulle specifiche del nuovo ospedale. In aggiunta ha definito i due criteri riguardanti la sicurezza e il contesto ambientale che ritengo attengano direttamente al governo del territorio e ai suoi sviluppi. Ne è uscita una istruttoria di buon livello che penso il Consiglio possa apprezzare per la sua profondità e per la rigorosità metodologica. I punteggi costituiscono invece un’applicazione possibile di criteri da parte della tecnostruttura a cui abbiamo chiesto di motivare le scelte”.

Ad intervenire nella discussione anche la Lc Crescere Insieme con il Consigliere Vincenzo Costantino che ribadisce la necessità per la nostra città di un nuovo Ospedale per rilanciare non solo l’economia cittadina ma rendere Alessandria Polo Sanitario d’eccellenza, ma gari inserendo Università e Ricerca nel contesto sanitario.

Per quanto concerne il sito, Costantino ribadisce la necessità di valutare attentamente l’area migliore, anche se si è sempre espresso per l’area di San Michele per una questione prettamente logistica (vicino al Centro Riabilitativo, vicinanze autostrada) ma in particolare i terreni dove si andrebbe a costruire l’ospedale sono di proprietà del Comune, quindi a costi zero.

Il Cristo si potrebbe essere un’alternativa plausibile ma prima, dice sempre Costantino, bisogna risolvere il problema dei collegamenti e della viabilità,inoltre nella zona individuata dal Comune verrà realizzata l’Isola Ecologica, quindi prima di entrare nel merito sarebbe oppurtono capire qual è la priorità l’ospedale o l’isola ecologica?

Alcuni pareri e considerazioni sul “Nuovo Piano Industriale” dell’AMIU

Martedì 30 Settembre 2008

Ormai è noto alla città che l’AMIU si è data un “Nuovo Piano Industriale”.

Nell’attesa che questo nuovo piano sia presentato anche nel Consiglio Circoscrizionale AL-Sud, dove alcuni di noi sono membri, lo abbiamo esaminato.

Come componenti di una Lista Civica e, alcuni di noi, anche Consiglieri di Circoscrizione, avremmo voluto che il “Nuovo Piano Industriale” (NPI) , dato il suo progetto a lungo respiro, il suo impianto strategico per il miglioramento dell’azienda medesima e per le conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini, avesse seguito un percorso formativo partecipato e condiviso.

Così non è stato!!!

E’ preoccupante però che su questi temi manchi un vero contraddittorio e che l’informazione sia fatta prevalentemente dalla maggioranza politica di questa città.

Vogliamo quindi stimolare coloro i quali possono efficacemente fare osservazioni e proposte in modo da permettere ai cittadini di riflettere anche su quello che non è evidente dall’informazione di parte.

E’ bene premettere quanto segue:

1. l’analisi fatta da questa Lista Civica è stata effettuata sui documenti a disposizione sul sito internet dell’AMIU;

2. è stata fatta un’analisi sugli aspetti economici che  compongono il NPI e su come questo si tradurrà in spese e costi per la collettività e sui comportamenti dei cittadini;

3. per quanto sopra si precisa che non si vuole aprire la discussione tra chi è fautore di un sistema di raccolta rifiuti e chi di un altro, ma si ribadisce che si è entrati solo nel merito del Piano industriale;

Il “NPI” dell’AMIU da noi analizzato non ci convince perchè:

1. manca un chiaro obiettivo di risultato per l’Azienda (è più un piano di revisione della gestione per la riduzione dei costi ma ciò contrasta con la necessità di forti investimenti per il rilancio dell’Azienda);

2. i dati contabili sono poco chiari: la ricapitalizzazione che grava sul bilancio comunale è una nuova tassa per i cittadini; non è indicato dove verranno presi i soldi per colmare, dopo il 2011, i fondi di ammortamento che utilizzano per gli investimenti;

3. preoccupa l’incidenza negativa che avrà sui comportamenti dei cittadini (disaffezione per la raccolta differenziata, diminuzione del materiale differenziato e riduzione dei ricavi a seguito della vendita dello stesso)

4. preoccupa il contrasto con le linee guida tracciate dall’ATO2 (raggruppamento in unico Ente, per la gestione del ciclo dei rifiuti, delle provincie di Alessandria, Asti, Biella, Novara, Verbania e Vercelli) e sui possibili mancati obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla legge (che si traduce in sanzioni pecuniarie);

5. preoccupa il calo occupazionale oltre a quello delle cooperative non più impiegate (infatti è prevista una forte contrazione della spesa per il personale).

CONCLUSIONE

Noi siamo un soggetto aperto al confronto con tutte le forze politiche e rimarchiamo il nostro obiettivo di dare forza alle ragioni del BUON SENSO e senza pregiudiziali.

Noi crediamo che non sia troppo tardi per riaprire il dialogo con i cittadini, le associazioni e tutte le forze politiche su questo “Piano” per procedere, con scelte partecipate e condivise, alla realizzazione di un importante progetto per un’Azienda fondamentale in Alessandria.

Se nulla di tutto ciò si farà, rimarrà il dubbio che il “Nuovo Piano Aziendale”, così come è stato preparato e confezionato, al di là della coerenza con le promesse elettorali dell’attuale maggioranza in Comune, nasconda invece la volontà o di portare l’Azienda sulle soglie di un indebitamento tale da dover procedere alla sua privatizzazione o la ricerca dei presupposti per un business atto a giungere alla decisione di costruire un inceneritore sul territorio alessandrino.

Marco MANTELLI

Nuovi insediamenti abitativi al Quartiere Cristo ma ……….

Martedì 23 Settembre 2008

In questi ultimi anni Alessandria ha subìto una particolare metamorfosi urbanistica con nuovi insediamenti che hanno coinvolto e sconvolto non solo il centro storico ma anche altre zone, in particolar modo il Quartiere Cristo con tutti i suoi sobborghi.

Questa espansione ha permesso sicuramente un rilancio dell’economia nel settore edile con un incremento di occupazione specifica e di nuove risorse per gli Enti locali ma, allo stesso tempo, la realizzazione di queste opere urbanistiche di grande entità (PEC) hanno messo a dura prova la vivibilità del territorio.

Anche se il PRGC prevede ed autorizza tali opere, prima bisognerebbe, quanto meno, conoscere e valutare lo stato del territorio sul quale queste opere verrebbero ad essere realizzate, cioè capire se vi sono le condizioni strutturali (viabilità, rete fognaria e servizi vari) in grado di sopportare il considerevole numero di nuove abitazioni previste.

Vogliamo ricordare che da decenni si attende la realizzazione di una bretella di collegamento con la tangenziale per alleggerire la viabilità caotica del Quartiere Cristo, come, da anni, si attende la realizzazione di un sovra/sotto passo in via Casalcermelli per sostituire il passaggio a livello che blocca il traffico ad ogni ora; inoltre non bisogna dimenticare l’insufficienza della rete fognaria che addirittura, in alcune parti del territorio, non esiste.

Questi sono solo alcuni dei problemi presenti al Quartiere Cristo, ma che, ovviamente, risultano essere irrilevanti e non determinanti, tanto da non ostacolare la concessione e la realizzazione dei nuovi insediamenti abitativi calcolati in circa 1200 alloggi; ecco alcuni esempi: Complesso “La Fragola”, PEC di Via Parini, Via Casalbagliano, Via M. Bensi, C.so Acqui e altri ancora. Sorge spontanea una domanda: c’è davvero questa impellente necessità di nuovi alloggi in Alessandria?

Forse sarebbe necessario capire quali siano effettivamente le vere esigenze abitative della città ma, ancor prima di costruire, sarebbe saggio e determinante effettuare uno studio, fatto con senso di responsabilità, sul come si potrebbero risolvere gli annosi problemi che ancora persistono al Quartiere Cristo, anche perchè è sotto gli occhi di tutti che la qualità della vivibilità e della viabilità è notevolmente peggiorata.

Vincenzo Costantino

Appello “RIFIUTI ZERO”- La LC CRESCERE INSIEME lancia la sfida.

Venerdì 19 Settembre 2008

Il nostro modello di sviluppo, che si basa prevalentemente sullo spreco di materie prime e di energia contrapponendo la produzione di enormi quantità di rifiuti, non può essere definito “sostenibile”. Occorre ripensare in termini di “futuro possibile”il modo di vivere il rapporto uomo/ambiente, vincolando le attività umane al massimo risparmio energetico, al minimo consumo di materie prime e al completo riciclo dei rifiuti prodotti. La questione rifiuti ha dimostrato, in questi anni, che il nostro stile di vita ha fatto emergere la problematica dello smaltimento di enormi montagne di scarti che la nostra società produce.

Secondo l’U.E. le priorità di intervento sul tema rifiuti dovrebbero essere in ordine di importanza: prevenzione, riciclaggio, recupero energetico e discarica. In Italia si producono ogni anno circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani. La politica della gestione rifiuti è ancora fortemente orientata alle discariche dove viene stoccato circa il 65% del totale, circa il 10% viene incenerito con le enormi e pesanti conseguenze ambientali che queste soluzioni comportano; infine solo il 25% dei rifiuti viene avviato al riciclaggio.

Moltissime esperienze dimostrano che in tutti i contesti (urbani, rurali, montani ecc.) è possibile avviare sistemi di raccolta “Porta a porta” che permettono di raggiungere elevate percentuali di differenziazione del rifiuto, talvolta anche superiori all’80%. Le esperienze che hanno avuto una buona progettazione ed un buon coinvolgimento della cittadinanza dimostrano anche che riciclare rifiuti è un sistema che permette di diminuire i costi di gestione e creare maggiori posti di lavoro, spesso riuscendo anche a diminuire gli oneri di raccolta alla cittadinanza.

In questi anni l’esperienza di alcuni COmuni ha dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile ma un fattore che può essere gestito con il coraggio di una politica orientata alla sostenibilità, operando necessariamente scelte coraggiose e concrete sino ad arrivare ad un oviettivo importante: “RIFIUTI ZERO”.  E questo lo si può realizzare grazie alla partecipazione della cittadinanza, alla professionalità dell’azienda che gestisce il servizio, ma in particolare alla volontà politica che diventa l’anello di congiunzione di tutto il sistema. Attraverso l’attuazione di progetti mirati si può arrivare all’abbattimento della produzione dei rifiuti. ALcuni esempi importanti: compostaggio domestico della frazione organica, acquisti verdi negli enti publici, eliminazione delle acque minerali nelle bottiglie di plastica dalle mense comunali e scolastiche, eliminazione dell’usa e getta dalle sagre e feste popolari, diffusione dei distributori alla spina di latte, detersivi e altri prodotti, diffusione dei pannolini lavabili, ecc.

Alessandria invece è in controtendenza con il resto del mondo, in quanto la sua Amministrazione Comunale, come annunciato durante la campagna elettorale, eliminerà il sistema di raccolta intensivo e capillare, comunemente noto come 2Porta a porta”, ritornando ai famosi cassonetti sulla strada, un sistema di raccolta che, deresponsabilizzando i cittadini, affosserà la raccolta differenziata e porterà (ma forse è il vero scopo dell’Amministrazione) alla realizzazione di un inceneritore presso la città.

“RIFIUTI ZERO”  non è un’utopia ma un obiettivo essenziale per cercare di costruire una maggiore sostenibilità, magari cambiando anche le abitudini ed i nostri stili di vita. La politica della riduzione dei rifiuti ha evitato l’abbattimento di 100.000 alberi, al comsuno di 2,85 milioni di litri di acqua e alla mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera, dato che coincide con il mancato consumo di  676.204 barili di petrolio. Ampliando e moltiplicando queste esperienze potremmo migliorare la nostra qualità di vita.

La politica è tale se riesce a far maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia ed il protagonismo delle comunità. Unire queste caratteristiche all’urgenza di preservare il nostro ambiente dal degrado e dall’insostenibilità è la prima missione di una buona amministrazione. Per far crescere la strategia “RIFIUTI ZERO” è urgente ed importante che tante altre Amministrazioni, oltre a quelle che hanno già adottato questo impegno, aderiscano e costruiscano un’azione territoriale collettiva dimostrandone la possibilità ed i vantaggi ambientali, sociali ed economici che ne derivano.

Ecco che, come movimento civico, vogliamo lanciare questo appello a tutte le Amministrazioni locali della Provincia affinchè aderiscano attraverso un proprio atto deliberativo, dando così maggiore impulso propositivo alla nostra proposta

“RIFIUTI ZERO” è una politica che può e deve essere adottata nelle scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali per la costruzione di un migliore futuro possibile per tutti noi.

LC CRESCERE INSIEME - Alessandria

Dal Cristo una protesta..

Mercoledì 17 Settembre 2008

E’ il Vice Presidente del Consiglio di Circoscrizione Vincenzo Costantino a farsi portavoce del malumore di tante persone (sono circa 65 famiglie) che vivono in Via della Palazzina, Via Togliatti e Via Casalbagliano, dove al centro della protesta vi è l’attività diurna del vicino distributore per il rumore che viene prodotto dal lavaggio automatico che è in funzione fino alle ore 22.

Ma quando il distributore è chiuso quell’area diventa luogo d’incontro di rumorose compagnie di giovani e il risultato in qualche caso è solo disturbo della quiete pubblica con autoradio a tutto volume, in altri casi i residenti sono costretti, loro malgrado, a trovare siringhe abbandonate sull’asfalto.

A questi problemi si aggiungono quelli legati alla viabilità, auto che escono all’improvviso dal piazzale del distributore e che scorrazzano in ore notturne per le vie suddette a velocità molto sostenute.

Aggiunge Costantino “i problemi ci sono e penso che si debba intervenire, la Circoscrizione in questi mesi ha inoltrato lettere agli organi competenti ma risposte non ne abbiamo ricevute; inoltre gli abitanti segnalano che ultimamente la zona del piazzale del distributore è diventato luogo di incontri particolari, signore che restano in auto in attesa dell’arrivo di altre auto”.

Uno strano fenomeno che ha fatto pensare (magari non è così) a movimenti legati al fenomeno della prostituzione, visto anche la presa di posizione dell’Amministrazione Comunale con l’ordinanza che vieta tale “attività lavorativa”.

Nel dubbio, la gente che abita da quelle parti, chiede maggiori controlli, in particolare nelle ore notturne per evitare il proliferarsi di fenomeni a dir poco incresciosi, ma in particolare chiede alle autorità competenti (Comune e Arpa) di far rispettare il decreto che impone al gestore del distributore di applicare pannelli fonoassorbenti che ridurrebbero notevolmente il rumore e migliorerebbero di molto la qualità di vita dei cittadini.

Vincenzo Costantino

Vice Presidente Circoscrizione AL-Sud

Consigliere LC Crescere Insieme

Quartiere Cristo e la fermata della discordia

Lunedì 15 Settembre 2008

Nelle scorse settimane, oggetto di discussione al Quartiere Cristo, è stato lo spostamento della fermata ATM nei pressi della Parrocchia S.Giuseppe Artigiano in Via Nenni che ha creato notevoli disagi ai residenti/utenti del Villaggio Profughi che sono in prevalenza persone anziane con grosse difficoltà di deambulazione.

Molte le proteste raccolte da Vincenzo Costantino - Vice Presidente della CircoscrizioneAL-Sud ed esponente della LC Crescere Insieme che ha evidenziato, come sempre accade, “che le decisioni vengono assunte sempre senza coinvolgere la Circoscrizione che ne paga le conseguenze, in quanto i cittadini hanno come riferimento i propri rappresentanti sul territorio”.

I cittadini non chiedono altro che il ripristino della fermata, anche perchè non si spiegherebbe come mai quella dell’Arfea è rimasta e, inoltre, se non si avranno risposte certe, in segno di protesta non pagheranno il biglietto della corsa.

Nel frattempo gli anziani di VIa N. Rosa, Via della Santa e Via Bramante hanno iniziato una raccolta di firme e sono già circa 80 quelle raccolte

“Mi auguro - conclude Costantino - che si possa arrivare ad una soluzione in grado di soddisfare i cittadini e che il buon senso, in questo caso, venga usato”.

In politica c’è bisogno di una ‘nuova via’

Mercoledì 3 Settembre 2008

Il paese è cambiato: in questi ultimi mesi a volete è sufficiente inibire le facoltà di pensiero del popolo per plagiarlo e fargli credere qualsiasi cosa: penso a quanto fatto sul terreno della sicurezza e la rivolta anti-fiscale dell’attuale maggioranza di governo.

Intanto assistiamo ad una vera e propria catastrofe economica, sociale e morale dove a pagare le conseguenze sono i ceti medio-basso, con grandi ripercussioni nella gestione famigliare.

E la politica che fa … nulla, anzi qualcuno fa ma per se stesso: con i suoi complici Berlusconi ha iniziato l’attacco allo Stato sociale, solidale ed economico del nostro Paese; i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Dopo aver completato la serie di leggi utili a sè stesso, ora parte all’attacco finale alla Giustizia: controllo del CSM, Magistrati in libertà vigilata, divieto di fare intercettazioni, censura del giornalismo d’inchiesta e ritorsioni ai giornalisti testardi.

Ormai la politica non appassiona più: le sedei dei partiti sono contenitori vuoti, le riunioni si svolgono a casa di qualcuno, i congressi diventano ‘conventions’ stile americano, l’opposizione diventa ‘dialogo’ e le lotte ‘confronto’ e quindi non dobbiamo meravigliarci se il Cavaliere avrà il paese nelle sue mani per i prossimi dieci anni.

In un Paese normale, dove per colpa di qualcuno, non esiste più la sinistra, l’opposizione dovrebbe svolgere un ruolo di controllo ma al contempo essere alternativi e propositivi per cercare di ritrovare la rotta giusta per tornare ad essere compaggine di governo.

Per tanti anni si sono fatte tante battaglie per garantire la libertà, i diritti dei lavoratori, la giustizia locale, leggi uguali per tutti: oggi a garantire nel nostro Paese tutto questo chi sarà: il PD????

Intanto assistiamo ad un silenzio che si sta facendo sempre più assordante da parte del Partito Democratico, rotto ed infastidito soltanto dall’inossidabile Di Pietro e dalla temeraria Famiglia Cristiana, rimasti i soli, insieme all’Associazione Nazionale Magistrati, a denunciare il pericolo di una nuova dittatura fascista e piduista.

La gente, che ancora cerca di resistere, ha bisogno urgente di organizzazioni nuove e politici nuovi: non di politici vecchi che costruiscono partiti transgenici nati già morti.
Dal Parlamento è scomparsa la Sinistra storica, quella socialista, quella riformista ma al contempo c’è bisogno di ricervare nuovi modelli di sinistra e nuovi modelli partitici in grado didare fiducia e speranza ai cittadini. Una politica che apra la strada ad una ‘nuova via’: quella dove ci sia un progetto condiviso in grado di dare fiducia e speranza al nostro futuro; un futuro che deve trovare terreno fertile a partire dal basso, dal territorio, attraverso un’analisi dei problemi, superando i vecchi modelli d’approccio.

Avere, inoltre, il coraggio di aprire un confronto serio con altri attori in grado di portare un contributo nella definizione della strategia che si vuole intraprendere: alle associazione, ai movimenti civici, ai singoli cittadini che sono i veri protagonisti della società, una società in continua trasformazione. Ed infine c’è bisogno di costruire una vera ‘leadership’ credibile, che si rafforzi grazie all’accumulo di un capitale di fiducia e che si diffonda all’interno e all’esterno dell’intero sistema.

Le condizioni per ripartire ci sono, gli esempi di Zapatero e di Obama dimostrano che un’altra via è possibile e nel nostro caso possiamo ripartire dalle città, dai territori come rifondazione della democrazia partecipata che consiste in un lungo e faticoso lavoro di base.

Si può fare? Io enso di si e una volta tanto varrebbe a pena di provarci.

Vincenzo Costantino

Qualità dell’aria: finalmente qualcuno ci ascolta !!!

Lunedì 1 Settembre 2008

Lo avevamo segnalato nel mese di luglio.

Il problema relativo all’inquinamento dell’aria che, anche nei mesi caldi e quindi ad impianti di riscaldamento spenti, non tendeva a diminuire e chiedevamo all’Amministrazione Comunale, come LC, di provvedere all’installazione di centraline di rilevamento in alcuni punti critici della città (quartiere Cristo, Galimebrti, Orti, Euro/Pista) per poter monitorare lo stato e la qualità dell’aria, soprattutto a fronte dei dati che nel mese di luglio davano per ben 17 volte il valore del PM10 superiore alla media consentita.

A nostro avviso è giunto il momento di affermare, una volta per tutte, che i gas di scarico delle autovetture incidono in massima parte sull’inquinamento, quindi ad esserne la causa principale, non sono gli impianti di riscaldamento degli edifici, come voleva farci intendere questa Amministrazione. Allora la campagna incentivi “Spazzacamino” è stata effettuata solo come un deterrente per elargire soldi pubblici ad un problema minimo?

A questo punto vogliamo ringraziare il Consigliere Ivaldi del PD che, prendendo spunto dalla nostra denuncia, porterà all’attenzione del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente questo problema che continua a persistere nonostante spesso si cerchi di farlo passare in secondo piano.

Quello che chiediamo all’Amministrazione è di usare, per una volta, il buon senso e cioè di collocare nei punti critici della città, e non solo, le centraline di rilevamento per il monitoraggio completo dei dati sull’inquinamento e di pensare ad un nuovo modello di mobilità in grado di tutelare la salute del cittadino.

Con il posizionamento di nuove centraline in varie parti della città, si potrà avere una fotografia completa del territorio per meglio programmare così gli interventi atti a migliorare la qualità della vita degli abitanti stessi.

A nostro avviso è un atto dovuto da parte delle Istituzioni che ormai non possono più rimandare.

Marco Mantelli

Vincenzo Costantino

Gianni Rattazzo