Archivio di Novembre 2008

Interpellanza URGENTE

Venerdì 28 Novembre 2008

CIRCOSCRIZIONE ALESSANDRIA SUD                                                  GRUPPO CONSILIARE   LC CRESCERE INSIEME                                                INTERPELLANZA URGENTE    Al Presidente del Consiglio di Circoscrizione Al/sud   Antonio Tortorici   Oggetto: stato degli edifici scolastici comunali sul territorio circoscrizionale  

Premesso che

 

 il recente fatto di cronaca relativo al crollo nella scuola di Rivoli ha fatto emergere il problema della sicurezza negli edifici scolastici;

 

           

Visto che

 

sul territorio della nostra circoscrizione sono ubicati edifici scolastici di proprietà del  Comune di Alessandria;

 

 

Considerate inoltre

 le forti preoccupazioni manifestate sia dal corpo docenti che dai famigliari degli alunni che frequentano gli istituti scolastici   

Si chiede

  

di informare codesto  Consiglio di Circoscrizione sulle condizioni di stabilità e di sicurezza complessiva degli edifici in cui hanno sede le scuole comunali di competenza circoscrizionale.

 

Alessandria 27 novembre 2008

  Vincenzo COSTANTINOMarco MANTELLINello PELUSO LC CRESCERE INIEME 

60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: ma quali diritti?

Mercoledì 26 Novembre 2008

Dopo i provvedimenti fortemente discriminatori in materia di immigrazione (sui rcongiungimenti familiari, sugli asili, misure previste dalla Finanziaria), adesso, attraverso alcuni provvedimenti presentati dalla Lega Nord, si andrà a peggiorare ulteriormente la proposta del ddL 733.

Si intende rendere più difficile la vita a milioni di stranieri, alimentando così il razzismo, la guerra tra poveri, autorizzando facili risposte discriminatorie al disagio sociale, andando a creare una situazione di ‘aparthedi’, tutto ciò contro ogni regola sancita nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Un esempio per tutti: la proposta del permesso di soggiorno a punti, che fa dei migranti dei sorvegliati a vita, esposti all’arbitrio della Pubblica Amministrazione che, in base a una valutazione puramente discrezionale, può determinarne l’espulsione.

Non sono questi i nostri diritti costituzionali, non è questa la sicurezza di cui c’è bisogno oggi e che chiedono gli Italiani. Come dimostrano le ultime ricerche si evidenzia come al primo posto ci sia oggi la richiesta di sicurezza di un posto di lavoro e di seguito la paura della disoccupazione, il problema della casa, l’incertezza del proprio futuro: sono questi i veri problemi nella vita quotidiana delle famiglie, altro che caso Villari !!!

Di fronte alla crisi finanziaria ed economica che stringe in una tenaglia l’intero pianeta, si evidenzia che la propaganda del Governo e della maggioranza dei media, non sia più sufficiente per deviare l’atenzione dai problemi materiali concreti con cui ogni giorno i cittadini si trovano a dover fare i conti.

L’immigrazione viene percepita sempre meno come causa di insicurezza e questo dovrebbe essere indicativo per i tanti ’soloni’ (anche del centrosinistra) che per mesi hanno accusato chi denunciava la strumentalizzazione delle paure verso gli stranieri, tutto senza tener conto del sentire diffuso degli Italiani.

Contro una legge che definirei ‘della vergogna’, la Lista Civica Crescere Insieme - Movimento Democratico, ha aderito all’iniziativa che si svolgerà ad Alessandria il 10 dicembre; iniziativa promossa da AMNESTY in occasione del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (a cui il nostro Movimento si ispira) e della nostra Costituzione, dove verranno letti, da parte delle Associazioni e dei Movimenti della nostra provincia, i 30 articoli che la compongono

Credo che questa iniziativa possa essere un contributo utile perchè si affermi la consapevolezza del nostro dovere nel tutelare i diritti di tutti, senza alcuna distinzione, dato che è l’unica garanzia che abbiamo per salvaguardare anche i nostri.

Vincenzo Costantino

Per il nuovo ospedale scelte lungimiranti.

Mercoledì 26 Novembre 2008

La difficile scelta della zona dove posizionare il nuovo ospedale di Alessandria evidenzia come non sia possibile realizzare un grande intervento urbanistico senza un preciso disegno sul futuro della città.

Il successo di un investimento è legato sia alla qualità dell’intervento sia al livello culturale che porta dietro di sè; qualora venisse a mancare uno dei due presupposti il fallimento è assicurato. Sarebbe stupido spendere enormi risorse pubbliche se non si intervenisse con coscienza e lungimiranza.

L’iter amministrativo, attraversole commissioni consiliari del Comune di Alessandria, è stato certamente difficile e travagliato per individuare un’area idonea dove realizzare il nuovo ospedale; ma la cosa che più ci lascia perplessi, per non dire spaventati (e non siamo i soli), è il fatto di non sapere, con certezza, che tipo di ospedale si vorrà costruire e quali specializzazioni e prestazioni di eccellenza si vorranno erogare. Inoltre, c’è veramente l’intenzione di coinvolgere l’Università e quindi inserire anche la ricerca per far si che esso diventi realmente un Polo Sanitario di primo livello?

Quest’ultimo fattore poi, immancabilmente, richiama al problema del dialogo e della trasparenza tra le varie Amministrazioni (Comune, Provincia, Regione e Università) dato che riteniamo importante la rilevanza e la strategia politica su cui si vuole realizzare un’opera come quella di un nuovo ospedale.

Qualche politico locale rimarca il fatto che il nuovo ospedale farà da traino ad uno sviluppo urbanistico e viario delle zone interessate. Su questo punto possiamo concordare, ma se i finanziamenti che saranno erogati serviranno per la realizzazione del nuovo ospedale, per le opere primarie (strade e servizi) chi pagherà?

Non sarebbe utile prevedere per questa operazione anche investimenti da parte di soggetti privati? E se si, in quale modo?

Inoltre bisogna prendere in considerazione un altro aspetto circa le scelte future dell’Amministrazione e per il quale vorremmo avere delle risposte: quale satà il prossimo futuro del vecchio ospedale? Quale sarà la sua destinazione d’uso finale una volta costruito quello nuovo?

Nel caso in cui l’area scelta fosse quella del quartiere Cristo, come sembrano evidenziare le ultime informazioni, sarebbe necessario progettare una visione urbanistica di più ampio respiro dato che, nel lungo periodo, essa inciderà fortemente su molti settori quali, la viabilità, il commercio, la sicurezza e il turismo, salvaguardando nel contempo il territorio.

Sarà quindi necessario ridare prestigio e vitalità al territorio, progettando nuovi quartieri residenziali in periferia con  l’obiettivo, non solo di creare spazi di vita per l’uomo, ma unirli e fonderli alla città grazie a una seria politica urbanistica e sulla viabilità da e verso il centro.

Crediamo che non si debba affidare il futuro di una città solamente a operazioni di marketing e maquillage estemporanei, ma scegliere d’intervenire efficacemente anche inserendo, dove necessario, interventi di alto livello architettonico che, oltre a favorire una giusta ricucitura fra le diverse parti della città, incidano fortemente nell’evitare zone di degrado urbano, smettendo di cementificare la periferia solo per ‘fare cassa’ con gli oneri di urbanizzazione.

Quello che ci auguriamo, come Movimento Civico, è che nell’ambito della discussione sul nuovo ospedale, da parte della classe politica ci sia serietà e concretezza, in quanto Alessandria ha fortemente bisogno di un vero cambiamento di rotta per ridare certezze al futuro della nostra comunità.

V. Costantino

M. Mantelli

N. Peluso  -  Consiglieri Circoscrizione AL-Sud

Il Direttivo

Incredibile rigurgito di violenza razzista.

Lunedì 10 Novembre 2008

Ogni giorno la cronaca ci racconta di episodi di razzismo conclamato, dal cinese picchiato a Roma, al cittadino africano picchiato dai vigili di Parma, per arrivare al ragazzo di colore, italiano ucciso a sprangate per aver rubato un pacco di biscotti.

Questi orrori si sommano, giornalmente, ai tanti episodi meno eclatanti che non vengono denunciati ma che evidenziano un serio problema di convivenza. Non si affittano case agli immigrati, non si iscrivono i figli nelle scuole frequentate da bambini stranieri, si criticano usi, modi di vivere, di vestire di mangiare, come se la loro accettazione fosse dannosa agli italiani che, ricordiamolo, sono in gran parte figli o nipoti di emigranti o immigrati dal sud al nord del nostro paese.E’ come se i provvedimenti legislativi emanati dal governo Berlusconi per “stringere” su immigrazione e diversità avessero fatto, invece, cadere una barriera fatta di convenzioni, di regole morali di buona educazione: non vi sono più remore e freni inibitori.L’Italia è un paese che si è imbarbarito, che odia (ma perché?) chi è diverso sia esso straniero o con degli handicap. I sociologi spiegano che l’odio nasce dalla paura di ciò che non si conosce e credo che molte di queste fobie stiano condizionando l’umanità; le catastrofi ecologiche, la fine delle risorse, la crisi economica e del capitalismo, la globalizzazione, il riproporsi della guerra fredda, le motivazioni per cui si fanno le guerre sono certamente aspetti che portano ad un continuo odiare ed odiarsi.Purtroppo a certe paure non si possono dare rassicurazioni ma non si possono neanche scaricare su chi ci è vicino o è diverso da noi, indicandolo come l’unico capro espiatorio di ogni male.Di questi discorsi allucinanti su immigrazione e delinquenza, (ma come la mettiamo con la mafia e la camorra?) sugli stranieri che ci rubano il lavoro, (mi domando come mai gli italiani non vogliono piegare la schiena per raccogliere i pomodori o accudire i nostri anziani?), sull’assurdo e strumentale scontro di religione ne abbiamo le scatole piene. Poi, come spesso accade, i nostri politici al governo usano “la paura del diverso” amplificandola, talvolta con la complicità dei media, per coprire le magagne e le incapacità di una politica sull’integrazione che non convince e….il gioco è fatto.  Amato Francesco

Crescere Insieme - Civica Movimento Democratico

Farmacie, Casa di Riposo, Aristor: un polpettone difficile da digerire.

Lunedì 10 Novembre 2008

Nelle scorse settimane, a seguito di un maxi provvedimento varato dalla Giunta Fabbio, il Comune di Alessandria ha, di fatto, “svenduto” i gioielli di famiglia vale a dire farmacie, casa di riposo, Aristor e Aspal.

  Un’operazione, a dir poco, creativa, che ha un solo nome: privatizzazione. 

Questo modo di agire ha solo favorito dei privati (senza richiedere alcuna garanzia per i posti di lavoro), penalizzato quei servizi di eccellenza che sono sempre stati un fiore all’occhiello del nostro Comune,: tutto questo con l’unico scopo di fare cassa.

La vendita delle farmacie, ad esempio, ci lascia alquanto perplessi: per avere un introito immediato si sono perse entrate certe e durevoli per le casse comunali che avrebbero, di certo, garantito un loro utilizzo in altri settori (sociale e assistenza, sono solo alcuni esempi). 

Che c’entra poi la vendita della Casa di riposo, una struttura di punta del patrimonio del nostro Comune, che ha da sempre offerto un servizio di qualità per i nostri anziani. Ma forse la gestione era un costo? Non era più corretto dire che l’Amministrazione non vuol più sostenere questo servizio? Purtroppo, cedendo il tutto ai privati, le conseguenze non saranno certo indolori.

Quale privato accetterà di lavorare in perdita? Và da sé che aumenteranno le rette, ci saranno tagli sul personale e il tutto ricadrà sulla qualità del servizio e a pagarne le conseguenze saranno i nostri poveri anziani e le loro famiglie. 

Anche l’Aspal viene citata nel provvedimento di cessione di quote, quando ancora oggi non si comprende il senso e l’utilità della frettolosa esternalizzazione dei servizi del Comune compiuta mesi fa.

Se ad oggi manca ancora un contratto di servizio, quale garanzia da il Comune sul mantenimento dei servizi? I lavoratori esternalizzati all’Aspal sono impiegati per fare cosa? E cosa faranno in prospettiva?  

Per non parlare della vendita dell’Aristor, la società che si occupa di ristorazione per le nostre mense scolastiche, aziende e case di riposo, che a partire dal 2009 sarà ceduta a privati:  anche in questo caso lavoratori e servizio vengono messi in discussione.

In tutto questo “polpettone” di frettolose vendite non vediamo una logica; molti rischi, sul futuro delle aziende, dei servizi e dei lavoratori, vengono minimizzati, se non del tutto taciuti 

A meno che l’Ass.re Vandone non apra un confronto serio, dove si dovranno mettere le carte in tavola per chiarire la scelta di questo tipo di politica economica, dando delle serie risposte sulle esternalizzazione, sulle politiche di stabilità, sulla qualità e quantità dei servizi per i cittadini.

Quello che chiediamo, come movimento civico, è un segnale di trasparenza amministrativa, altrimenti non  resta che mobilitarci al fianco di chi oggi non ha certezze per il proprio futuro e per garantire sicurezza nella continuità di una azienda.  Crescere Insieme – Civica Movimento Democratico.

Le Liste Civiche scendono in campo - “LC Crescere Insieme” nel coordinamento regionale

Venerdì 7 Novembre 2008

In questi mesi molte iniziative “dal Basso” sono nate nel tentativo di promuovere un cambiamento nella nostra società come conseguenza della voglia di partecipazione e di autentica democrazia che sta caratterizzando questo periodo storico.

Un anno fa il movimento civico “Crescere Insieme” nasceva ad Alessandria con l’intento e il desiderio di far riscoprire al cittadino la voglia di reagire e di riscoprire una dimensione politica che parta dalla società civile, dalle associazioni, dal mondo del volontaiato, che sia sempre vicina alla gente, alle loro aspettative e alla loro voglia di un futuro migliore, un’attività politica lontana dai soliti partiti chiusi e autoreferenziali.

Ma, come avviene epr ogni organizzazione, da soli si riesce a far ben poco e l’alternativa per crescere è costituire una rete allineandosi ad altri movimenti che abbiano gli stessi ideali ed intenti, ma soprattutto essere in grado di dimostrare credibilità attraverso un serio progetto che possa trovare terreno fertile partendo dal basso, dal cittadino.

Ecco che un significativo gruppo di liste civiche della nostra regione, tra cui anche “Crescere Insieme”, hanno dato vita a “CIVICA Movimento Democratico“: un movimento che si propone di concorrere al raggiungimento del bene comune attraverso un’azione politica ispirata ai principi di democrazia partecipata, solidarietà, legalità, tutela del territorio e della salute.

Nei giorni scorsi a Torino si sono ritrovati i vari rappresentanti regionali, (per la Lista Civica Crescere Insieme - Vincenzo COstantino). E’ stato costituito un coordinamento regionale e sottoscritto un documento che evidenzia, tra i principi fondamentali, come:

  • fare politica sia un servizio reso alla comunità, un servizio che dia precedenza agli interessi di tutti e non a quelli personali.
  • fare politica intesa come laboratorio dove far nascere e sperimentare  nuove idee per il generale progresso sociale.
  • fare politica sia importante per ricercare l’ascolto, il dialogo, il confronto con i cittadinim con i movimenti e le associazioni allo scopo di trovare insieme soluzioni concrete.
  • la politica appartiene a tutti e non è pensabile delegarla a chi pensa di esercitarla come una professione.

“Sono convinto - ha affermato V. Costantino - che la nascita di “CIVICA” sia l’inizio di un lungo e proficuo percorso in grado di suscitare interesse nella società: sotto la cenere del momento politico che stiamo attraversando, arde la voglia di reagire e di riscoprire una nuova dimensione nel fare politica. Senza partecipazione diffusa non si va da nessuna parte, senza rispetto non si costruisce partecipazione, senza coraggio si continuerà a produrre modelli e comportamenti che tanto male stanno facendo alla nostra società”.

Conclude Costantino “abbiamo bisogno del contributo di tutti e siamo a disposizione per condividere con i cittadini la voglia di cambiare”.

Il prossimo 18 novembre a Torino si terrà la conferenza stampa per la presentazione di “CIVICA Movimento Democratico”, tra i promotori vi sono il Consigliere Regionale Mariano Turigliatto, i Consiglieri Comunali Mauro Mariani, Alessandro Brescia e Iolanda Neirotti; in seguito sarà notificato il calendario della presentazione in tutte le provincie del Piemonte.

Per informazioni ed adesioni:

www.civicapiemonte.it

www.crescereinsieme2007.it

V. Costantino:  costavin@yahoo.it - cell. 347.8616062

Un duro colpo ai ‘Centri d’incontro per Anziani’.

Giovedì 6 Novembre 2008

A distanza di 15 mesi dal suo insediamento, l’Assessore alle Politiche pre la Famiglia esce allo scoperto censurando l’attuale sistema di gestione dei ‘Centri per Anziani’, quelle strutture, di prorietà comunale, dove le persone over 65 possono trascorrere il loro tempo libero cercando di ovviare alla solitudine quotidiana.

Oggi, a gestire queste strutture, sono in prevalenza gli stessi anziani che le frequentano, in virtù di una convenzione stipulata a suo tempo con l’Amministrazione Comunale che scadrà il 31 dicembre 2008.

Nell’attuale sistema i ‘Centri’ vengono gestiti, volontariamente, da persone che “regalano” il loro tempo per il benessere di altre persone e, soprattutto, per sentirsi ancora utili alla società. Ma l’insensibilità dell’Assessore, a quanto pare, prevale sull’esercizio della solidarietà (ciò che di fatto dovrebbe essere il punto cardine del suo Assessorato): infatti ha intenzione di dare in appalto la gestione dei ‘Centri d’Incontro per Anziani’.

Se da una parte condividiamo la volontà di applicare ed adeguare, nella sua globalità, il Regolamento Comunale dei ‘Centri d’Incontro’ (che prevedono l’introduzione, all’interno dei Comitati di gestione, la nomina di due membri eletti all’interno delle Circoscrizioni), ci trova alquanto perplessi nella scelta di bandire, attraverso una gara d’appalto, la conduzione, l’organizzazione e le scelte per ogni singola struttura. Ci sembra che venga imposto a priori un qualcosa che magari non è condivisibile dalle persone che frequentano le strutture e che certamente condizionerà gli anziani stessi in quanto tali strutture vengono considerate ambienti in grado di stimolare interessi, alleviare la solitudine, far in modo che si possano stabilire relazioni interpersonali, evitando così il dramma dell’emarginazione sociale.

Se in questi ultimi anni, come ha affermato l’Assessore, ogni ‘Centro d’Incontro’ ha fatto sostanzialmente quello che ha voluto, con un controllo molto superficiale e beneficiando di contributi comunali, chiediamo, quindi, di metter in atto quello che è stato stabilito nel Regolamento comunale dei ‘Centri d’Incontro’ e cioè .” la costituzione di un Coordinamento permanente dei Centri d’Incontro finalizzato a rafforzare la presenza intermini di servizio sociale e di capacità propositiva, a favorirne il collegamento e nello scambio di esperienze“; il tutto allo scopo di tenere una linea strategica comune tra i vari ‘Centri’ che ricordiamo essere : Cristo - Casetta - Orti e Galimberti.

A coordinare il tutto dovrebbe essere direttamente l’Assessorato che, oltre a fungere da garante, indichi gli indirizzi, le finalità e le strategie in campo sociale.

Questo è, a nostro avviso, un percorso serio e di responsabilità per arrivare sicuramente ad un cambiamento che non può che essere condiviso da chi oggi è il vero protagonista dei ‘Centri d’Incontro’ e cioè il cittadino anziano.

Vincenzo Costantino

Vice-Presidente Circoscrizione Al-Sud