La difficile scelta della zona dove posizionare il nuovo ospedale di Alessandria evidenzia come non sia possibile realizzare un grande intervento urbanistico senza un preciso disegno sul futuro della città.
Il successo di un investimento è legato sia alla qualità dell’intervento sia al livello culturale che porta dietro di sè; qualora venisse a mancare uno dei due presupposti il fallimento è assicurato. Sarebbe stupido spendere enormi risorse pubbliche se non si intervenisse con coscienza e lungimiranza.
L’iter amministrativo, attraversole commissioni consiliari del Comune di Alessandria, è stato certamente difficile e travagliato per individuare un’area idonea dove realizzare il nuovo ospedale; ma la cosa che più ci lascia perplessi, per non dire spaventati (e non siamo i soli), è il fatto di non sapere, con certezza, che tipo di ospedale si vorrà costruire e quali specializzazioni e prestazioni di eccellenza si vorranno erogare. Inoltre, c’è veramente l’intenzione di coinvolgere l’Università e quindi inserire anche la ricerca per far si che esso diventi realmente un Polo Sanitario di primo livello?
Quest’ultimo fattore poi, immancabilmente, richiama al problema del dialogo e della trasparenza tra le varie Amministrazioni (Comune, Provincia, Regione e Università) dato che riteniamo importante la rilevanza e la strategia politica su cui si vuole realizzare un’opera come quella di un nuovo ospedale.
Qualche politico locale rimarca il fatto che il nuovo ospedale farà da traino ad uno sviluppo urbanistico e viario delle zone interessate. Su questo punto possiamo concordare, ma se i finanziamenti che saranno erogati serviranno per la realizzazione del nuovo ospedale, per le opere primarie (strade e servizi) chi pagherà?
Non sarebbe utile prevedere per questa operazione anche investimenti da parte di soggetti privati? E se si, in quale modo?
Inoltre bisogna prendere in considerazione un altro aspetto circa le scelte future dell’Amministrazione e per il quale vorremmo avere delle risposte: quale satà il prossimo futuro del vecchio ospedale? Quale sarà la sua destinazione d’uso finale una volta costruito quello nuovo?
Nel caso in cui l’area scelta fosse quella del quartiere Cristo, come sembrano evidenziare le ultime informazioni, sarebbe necessario progettare una visione urbanistica di più ampio respiro dato che, nel lungo periodo, essa inciderà fortemente su molti settori quali, la viabilità, il commercio, la sicurezza e il turismo, salvaguardando nel contempo il territorio.
Sarà quindi necessario ridare prestigio e vitalità al territorio, progettando nuovi quartieri residenziali in periferia con l’obiettivo, non solo di creare spazi di vita per l’uomo, ma unirli e fonderli alla città grazie a una seria politica urbanistica e sulla viabilità da e verso il centro.
Crediamo che non si debba affidare il futuro di una città solamente a operazioni di marketing e maquillage estemporanei, ma scegliere d’intervenire efficacemente anche inserendo, dove necessario, interventi di alto livello architettonico che, oltre a favorire una giusta ricucitura fra le diverse parti della città, incidano fortemente nell’evitare zone di degrado urbano, smettendo di cementificare la periferia solo per ‘fare cassa’ con gli oneri di urbanizzazione.
Quello che ci auguriamo, come Movimento Civico, è che nell’ambito della discussione sul nuovo ospedale, da parte della classe politica ci sia serietà e concretezza, in quanto Alessandria ha fortemente bisogno di un vero cambiamento di rotta per ridare certezze al futuro della nostra comunità.
V. Costantino
M. Mantelli
N. Peluso - Consiglieri Circoscrizione AL-Sud
Il Direttivo