Archivio di Gennaio 2009

Per governare la Provincia: un Presidente Civico? … si può fare!

Martedì 20 Gennaio 2009

Si è svolta il 15 gennaio una riunione degli aderenti al movimento civico Crescere Insieme-Civica Movimento Democratico, avente come oggetto, considerata la situazione politica locale, il ruolo e l’eventuale impegno che dovrà assumere il movimento civico nelle prossime scadenze elettorali.

Oggi la parola ‘politica’ non trova più entusiasmo nel cittadino; la sfiducia nella pubblica amministrazione è elevata e se a questo associamo il silenzio delle forze politiche, ci si rende conto che la nostra società ha bisogno di una “sana politica”, fatta di onestà e impegno civile, di ascolto e dialogo con il cittadino per costruire insieme un futuro migliore.

Come Lista CIvica, di fronte a questa situazione, riflettendo sul problema e ragionando per trovare la soluzione più giusta e corretta, per ridare fiducia e rispetto all’azione politica e amministrativa, abbiamo deciso di scendere in campo da protagonisti.

Il nostro contributo alla politica deve essere inteso come servizio reso alla comunità e orientato al bene comune: un servizio che guarda agli interessi di tutti con lo scopo di far crescere nella nostra comunità lo sviluppo, la sostenibilità e la coesione sociale e civile.

Queste sono le basi su cui si fonda l’azione di Crescere Insieme Civica Movimento Democratico per rilanciare la nostra provincia.

Apprezziamo l’interessamento, da parte delle forze del Centro-sinistra, ad aprire un confronto programmatico con le Liste Civiche che sono presenti sul territorio, ma se questo non avverrà in tempi brevi noi ci candideremo alla guida della Provincia di Alessandria, perchè abbiamo uomini e donne con capacità e conoscenze del territorio, una squadra affiatata in grado di garantire e sostenere un proprio ‘Candidato Presidente’

Tante parole ma nessuna proposta di rilancio per lo scalo ferroviario di Alessandria

Lunedì 12 Gennaio 2009

Dopo le recenti dichiarazioni dei diretti interessati che prevedono un ridimensionamento dell’attività all’interno dello scalo ferroviario di Alessandria, oltre alla chiusura di Railion Italia, il quadro complessivo sta diventando preoccupante sul versante dello sviluppo economico della nostra città.

Siamo molto preoccupati in quanto in questi ultimi mesi si sono spese tante belle parole a partire dai rappresentanti di RFI, Regione Piemonte, Provincia e Comune, ma i fatti purtroppo smentiscono che lo smistamento di Alessandria vedrà un suo rilancio.

Esprimiamo la  nostra contrarietà al progetto che intende attuare RFI, in quanto mostra connotazioni negative dal punto di vista dell’occupazione, delle prospettive di sviluppo e della circolazione complessiva del nodo di Alessandria.

Quanto si sta verificando è in netto contrasto tra il progetto di sviluppo dello scalo, che i recenti protocolli hanno avviato, e la riduzione di fatto degli organici; quindi viene da chiedersi che prospettiva possa avere uno scalo di smistamento, indicato anche come retroporto naturale per l’area genovese e come HUB, se la sua attività viene ridotta come in una stazione secondaria. Le esigenze, anche odierne, ci spingono  a ritenere necessario mantenere alte le potenzialità  dello scalo per garantire nuove prospettive di sviluppo e di lavoro.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori e chiediamo che si apra da subito un tavolo di confronto che chiarisca, una volta per tutte, quali siano le realizioni di RFI.

Vincenzo Costantino - Vice Presidente Circoscrizione Al-Sud

Marco Mantelli - Consigliere Circoscrizione Al-Sud

Nello Peluso - Consigliere Circoscizioni Al-Sud

Gianni Rattazzo - Presidente LC Crescere Insieme

Fermiamo questo inutile massacro

Mercoledì 7 Gennaio 2009

“Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice”. P. Manauel Musallam, parroco a Gaza”Era il 27 dicembre e queste parole pronunciate da un prete cristiano, sono state “parole al vento” : a Gaza regna l’inferno, l’orrore, la morte dei civili, il dolore ma soprattutto l’odio.I media italiani in questi giorni hanno purtroppo sottovalutato l’ultima folle e premeditata aggressione e soprattutto minimizzato l’insopportabile contesto di un assedio da parte di Israele che per mesi ha ridotto alla fame un milione e mezzo di persone. Io non posso non pensare che la politica internazionale, il mondo intero, non sappia  che da tanto, troppo tempo la popolazione di Gaza  vive sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, con gli ospedali che non riescono più a gestire i feriti che continuano ad arrivare e sono giù più di un migliaio.La maggior parte dei quotidiani e telegiornali hanno affermato che “è stato Hamas a rompere la tregua”. Invece il 19 dicembre è semplicemente scaduta una tregua concordata della durata di sei mesi. L’accordo comprendeva: il “cessate il fuoco” con l’ estensione, nel giro di qualche mese, alla Cisgiordania e la fine del blocco di Gaza. Questi impegni non sono stati rispettati da Israele (25 palestinesi cono stati uccisi già a partire dalla firma dell’accordo) e quindi Hamas ha ritenuto di non poterlo rinnovare. Ancor più precisamente, già nei primi giorni di novembre, Israele aveva rotto la tregua con una serie di attacchi a Gaza uccidendo altri 6 palestinesi. Hamas, da settimane, aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare in Palestina. Il governo d’Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per soli fini elettorali, “la strada della guerra”.Pensiamo alle centinaia di morti palestinesi tra i quali ci sono bambini innocenti, bambini che per il mondo intero non avranno mai nome e volto, come alle poche vittime israeliane. Alle migliaia di feriti palestinesi e, fortunatamente, ai pochi feriti israeliani. Pensiamo anche a chi ha perso tutto e non sa come fare a sopravvivere.Già centinaia di manifestazioni, in questi giorni, in tutto il mondo sono state organizzate da mussulmani, cattolici, movimenti, associazioni e semplici cittadini, tutte con un unico slogan ”fermiamo questo massacro” e che anche qui ad Alessandria troverà voce sabato 10 gennaio.La pace è un diritto di tutti e per tutti.  Questa guerra non è la soluzione che porterà Israele a vivere nella pace e nella sicurezza. Non è nemmeno la strada che porterà i palestinesi a vivere con dignità in uno Stato libero e sovrano, senza più occupazione militare. Per giungere ad una soluzione definitiva dovrà esserci una chiara presa di posizione ed un intervento preciso e netto da parte delle Nazioni Unite. Se così non fosse assisteremo solamente alla sconfitta dell’essere umano.