Archivio di Marzo 2009

Tagli al servizio assistenziale a domicilio: con quale logica?

Martedì 24 Marzo 2009

Nei giorni scorsi la Commissione Politiche per la Salute del Comune di Alessandria ha convocato il Direttore del Distretto Sanitario dell’Asl di Alessandria Dott. Barresi a seguito di una denuncia, fatta dal Sindacato Fase, in merito a presunti tagli che andrebbero a colpire gli utenti che usufruiscono del servizio a domicilio.La politica che oggi viene perseguita dall’ASL-AL, in merito alle nuove disposizioni in materia di assistenza territoriale, ci preoccupa molto in quanto vengono colpite le fasce di popolazione  deboli o che versano in precarie condizioni economiche. Inoltre ciò contrasta nettamente con il P.S.S.R. in quanto esso prevede lo sviluppo dell’assistenza extra-ospedaliera e della medicina territoriale, per assicurare a tutti i cittadini una più continua, responsabile e completa presa in carico del paziente al proprio domicilio attraverso un lavoro di integrazione tra sanità e assistenza oltre alla collaborazione con i medici di famiglia.Siamo pienamente d’accordo che garantire tutto a tutti sia oggi impossibile, specialmente in fase di crisi economica, ma siamo altrettanto convinti che le risorse per garantire una buona assistenza e quindi una buona sanità si possano e si debbano reperire, anche perché non si capisce come mai negli altri distretti dell’ASL-AL non sia stata adottata nessuna restrizione, come pure non vi è nessuna normativa a livello regionale che preveda tagli in ambito di assistenza domiciliare.Alla luce di tutto ciò non possiamo condividere questo tipo di politica sanitaria che mette in atto tagli senza una logica e quindi denunciamo questo atteggiamento messo in atto dall’Azienda.Chiediamo di rivedere la direttiva emanata per la quale, a partire dal 2 marzo 2009, viene ridotto il servizio di trasporto domiciliare.Inoltre chiederemo l’interessamento, attraverso una interpellanza urgente, del Cons. Regionale M.Turigliatto di Civica-Movimento democratico, per valutare se anche a livello regionale siano state attuate disposizioni in tal senso che vanno palesemente contro le normative dettate dalla Regione Piemonte.

Solidarietà ai dipendenti del Comune

Venerdì 13 Marzo 2009

 Abbiamo letto con preoccupazione e rammarico il comunicato che le OO.SS. del Comune di Alessandria in merito alla situazione in cui versano i lavoratori che oggi operano presso il Servizio Tributi. Sicuramente questa situazione che vede da un lato il Comune continuare ad esternalizzare i servizi  e dall’altro continuare a vendere i cosi detti “gioielli di famiglia” ci preoccupa moltissimo, in quanto le conseguenze ricadranno sui lavoratori, sui servizi e sul futuro delle Aziende. Come movimento civico siamo convinti che quello che sta accadendo è la conseguenza di una politica cosi detta creativa messa in atto dal Governo Berlusconi nei confronti dei dipendenti pubblici, il quale ritiene gli stessi dei “fannulloni”. Noi pensiamo che i lavoratori, dipendi pubblici o privati, debbano essere considerati una risorsa e quindi valorizzati e considerati tali e pertanto contro questo modello intrapreso dalla Giunta Fabbio noi, stiamo con i lavoratori ed esprimiamo a loro e alle OO.SS. la nostra solidarietà. Rilanciamo la proposta, a chi guida questa città, di riaprire “un tavolo del dialogo e della concertazione” al fine di adottare metodi e soluzioni ai problemi più efficaci. A chi fa politica si chiede di avere la capacità di saper ascoltare, di comprendere, saper interpretare le ragioni dell’altro, saper rispettare i problemi e i bisogni delle persone e non trasformare il tutto in strumenti di battaglia politica.  Alessandria, 13.03.’09                                                                                         Civica- Crescere Insieme

Parco giochi di Via Bramante: un’area abbandonata.

Venerdì 13 Marzo 2009

Dopo il Parco giochi di Via P.Sacco  ora tocca a quello di Via Bramante, per la quale i cittadini hanno chiamato i rappresentanti della LC Crescere Insieme per denunciare lo stato di abbandono e di insicurezza in cui versa l’area adibita allo svago dei bambini.

Un’area questa a ridosso di un asilo nido, tranquilla ma che vive molti problemi e disagi a partire dalla presenza di siringhe sparse un po’ ovunque, rete metallica divelta, giochi rotti, spuntoni di ferro che spuntano dal terreno, escrementi di cane, panchine rotte per non parlare della fontanella, posizionata ma mai entrata in funzione.I residenti hanno paura e chiedono che si intervenga nella sistemazione del parco, un potenziamento dell’illuminazione elementi minimi per ridare dignità e sicurezza non solo all’area verde, ma all’intero  territorio e in maniera provocatoria si propongono di pulire il parco, cosa che fanno già, visto che da queste parti Comune e AMIU non si fanno vedere.Quello che chiediamo, come rappresentanti di una Lc, è di attuare con i fatti e non solo a parole una seria politica che prenda in esame la salvaguardia e il rilancio di questi luoghi che devono essere, a nostro avviso, non solo un momento di divertimento ma anche d’incontro e di socializzazione, elementi utili per rivitalizzare un territorio.   Gruppo Consiliare Circoscrizione Al/sudVincenzo Costantino Marco Mantelli Nello Peluso

SITUAZIONE DI VIA DELLA MONACA

Venerdì 13 Marzo 2009

                               

Premesso che

 sul territorio circoscrizionale sono molte le lamentele da parte dei cittadini che segnalano  la mancanza della rete fognaria, come pure la manutenzione di strade e pulizia dei fossi

considerando che

al cittadino che paga le tasse devono essere garantiti quanto meno i servizi essenziali (luce, gas, rete fognaria, acqua, ecc) per garantirgli una migliore qualità della vita

considerando inoltre che

già il movimento civico e il Presidente della Circoscrizione avevano sottoposto sia al consiglio, attraverso un odg specifico, che agli Assessorati competenti il problema dove mettevano in evidenza la mancanza di una politica atta a salvaguardare la cura e la manutenzione dei fossi, in particolare quelli adiacenti a centri abitati, denunciando inoltre come gli agricoltori, che dovrebbero essere quelli che debbono garantire la pulizia, non facciano quanto dovuto

rilevato che

sia attraverso i giornali e da un sopralluogo fatto in via della Monaca persiste ormai da tempo una situazione insostenibile, dove buchi, mancanza di rete fognaria, scarsa illuminazione e fossi otturati rendono la vita degli abitanti difficile

Constatato inoltre che

dopo le abbondanti nevicate vi è stato un accentuarsi del problema, al punto che gli stessi abitanti hanno dovuto richiedere l’intervento della protezione civile in quanto vi erano grosse difficoltà per raggiungere le proprie abitazioni, oltre ad una mancanza di illuminazione che ha accentuato ulteriormente il problema

 

chiediamo

1.      al Sindaco e all’Ass.re ai LL.PP. di comunicare a codesto Consiglio di Circoscrizione entro un tempo ragionevole, quali siano gli interventi che l’Amministrazione prevede attuare immediatamente per garantire il ripristino del manto stradale, anche con l’ausilio di ghiaia, dove esso è di competenza comunale nella via in oggetto

2.      intervenire con gli uffici competenti e con la Polizia Municipale sui proprietari dei terreni adiacenti alle abitazioni al fine di garantire la pulizia dei fossi;

3.      di valutare con il servizio Amag la possibilità di allacciamento alla rete fognaria da parte dei residenti, visto che negli interventi di allargamento della SP  la Provincia aveva già provveduto a intensificare la rete fognaria permettendo in un futuro l’eventuale allacciamento degli abitanti;

4.      valutare attraverso l’Assessorato competente la possibilità di collocare nella via suddetta alcuni punti luce per garantire maggiore sicurezza ai residenti.

 Vincenzo COSTANTINO   

Marco MANTELLI       

Aniello PELUSO

 Mauro VERCELLESE   Capo Gruppo PD

Gianpaolo CAVANNA

Mauro CARRABS

Fraschetta: ma quale bonifica senza soldi?

Mercoledì 4 Marzo 2009

Mese di maggio 2008, dallo  stabilimento di Spinetta M.go  Solvay Solexis, venne lanciato l’allarme per un possibile inquinamento delle falde acquifere adiacenti l’Azienda, causa una perdita di cromo esavalente.
Il 22 maggio il Sindaco di Alessandria emetteva un’ordinanza  per inibire l’utilizzo dei pozzi di falda superficiale, in un’area intorno allo stabilimento compresa tra i confini del Comune e un raggio di 300 metri dalla Statale 10, sia per usi potabili, sia irrigui, sia destinati all’alimentazione animali.
Successivamente vennero  organizzati tavoli tecnici tra i vari enti  (Comune, Provincia, responsabili del Gruppo Solvay, rappresentanti dell’Unione Industriale, tecnici ARPA, AMAG) le cui decisioni, oltre a consentire  di  seguire giorno per giorno l’evolversi della situazione, avrebbero garantito le misure urgenti più idonee per la messa in  sicurezza dell’area e per la salute delle persone che vi abitavano. In seguito furono eseguiti controlli sulle conseguenze dell’uso dei pozzi interdetti da un immediata ordinanza emessa dal sindaco Fabbio ed utilizzati per uso animale e irriguo; inoltre, in collaborazione con l’ASL furono  analizzati gli ortaggi e i foraggi coltivati nelle zone irrigate da pozzi di falda superficiale.
I lavori di messa in sicurezza continuarono per parecchie settimane con effetti positivi che a tal proposito, ritenendo la situazione sotto controllo, il Sindaco di Alessandria affermò:  “Riteniamo che in questi giorni si sia svolto un grande lavoro anche se occorre mantenere alto il livello di attenzione: oggi non siamo ancora in grado di sapere di quanto si sia ridotto il livello della falda e solo fra qualche settimana i pozzi forniranno dati stabili. Inoltre stiamo realizzando un sistema di controlli di altissimo livello che ci consentiranno di registrare immediatamente eventuali sforamenti”.
Finita quindi la fase dell’emergenza il Comune di Alessandria si adoperò, di concerto con l’Amag, nel presentare attraverso una conferenza stampa a dir poco epocale, un progetto per la bonifica dell’area interessata dal costo di 55 milioni di euro.
Sono passati alcuni mesi, e ora che è finita l’emergenza di questo progetto si sono perse le tracce, o meglio non ne esiste nemmeno il progetto in quanto da un’indagine fatta da Civica – Crescere Insieme non risulta nessuna richiesta di finanziamento ne presso il Ministero competente e tanto meno in Regione presso l’assessorato all’Ambiente.
Signor Sindaco, se si doveva fare solo della propaganda, ci è riuscito sicuramente, forse era meglio volare un po’ più basso e non prendere in giro gli abitanti del sobborgo di Spinetta M.go; risponda per piacere, i cittadini che lei rappresenta  non vogliono essere presi in giro! I cittadini da troppo tempo sopportano…ora è giunto il momento di non giocare più!!

Marco Mantelli – Responsabile Ambiente di

Ma quali ronde? Diamo piu risorse alle forze di Polizia!

Lunedì 2 Marzo 2009

Sulla questione delle ronde ho sempre sostenuto che per migliorare la sicurezza del nostro territorio non si poteva prescindere da una reale ed effettiva collaborazione di tutti i cittadini. La cosiddetta ’sicurezza partecipata’ è un concetto che deve trovare una sua concreta applicazione.
“In questi termini sono senz’altro favorevole ad una più stretta collaborazione tra forze dell’ordine, istituzioni e associazioni di cittadini per cercare di migliorare la vivibilità e la tranquillità sociale delle nostre città. Altresì, ritengo che il decreto legge approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri che prevede l’istituzionalizzazione delle ‘ronde’, sia  una ‘risposta emozionale’ ai problemi della sicurezza.

Di fatto, nell’istituire con legge le ‘ronde’, è come se lo Stato abdicasse ad una sua prerogativa fondamentale: la tutela dei cittadini e della sicurezza. In questo modo, si delegittima in parte, anche se indirettamente, l’operato delle forze dell’ordine.
I cittadini sono già liberi di organizzarsi in comitati e di avviare, tramite i loro rappresentanti, un dialogo costruttivo con le forze di polizia. Rispetto e in parte condivido le argomentazioni di alcuni interlocutori politici e di cittadini a sostegno dell’utilità delle ronde. Tra l’altro, questi ultimi sostengono che “nessuno vuole sostituirsi a chi ci tutela e garantisce la nostra incolumità” e che la loro intenzione è solo quella di “rendersi utile per coprire il territorio passeggiando, guardando, stazionando”. Senza bisogno di alcuna ‘ronda’, i cittadini possono  già ora richiedere con i loro cellulari il nostro intervento.
La risposta alle esigenze di una reale collaborazione e contatto tra la gente e le forze dell’ordine già esiste: il poliziotto di quartiere. Questa è la giusta via per ottenere la partecipazione dei cittadini al controllo del territorio.
Come abbiamo ribadito nel nostro convegno sulla sicurezza, bisogna  rinforzare gli organici ed aumentare le risorse a disposizione della polizia.

Privatizzare il controllo del territorio a scapito di una reale presenza delle forze di polizia rischia soltanto di portare conseguenze paradossali. Nessuna ‘ronda’ potrà mai sostituirsi alle funzioni di polizia: i volontari delle ‘ronde’, se notano fatti o situazioni al di fuori della legalità, devono necessariamente chiedere l’intervento delle Forze di Polizia. Il problema reale è che tra qualche tempo in città e sulla nostra Provincia avremo meno poliziotti in strada con poche autovetture funzionanti. Chi interverrà in aiuto della ‘ronda’?