Archivio di Luglio 2009

Saper scegliere per non pentirsi.

Mercoledì 15 Luglio 2009

In questi giorni si è aperto in città un dibattito politico post elezioni che a mio avviso è utile affrontare per iniziare a capire quali scenari si prospetteranno nel futuro sia a livello cittadino che provinciale.Se analizziamo i dati elettorali ci troviamo di fronte una fotografia che mette a fuoco una realtà politica con tre immagini ben distinte: quella di una politica “urlata” che riesce a raccogliere consensi in quella parte di popolazione da sempre poco politicizzata ma  attenta agli annunci ad effetto; l’altra immagine è quella della politica “organizzata” dai partiti dove è importante identificare l’avversario politico ma non quello di risolvere i veri problemi del cittadino. La terza immagine, a mio avviso la più preoccupante, è la “rassegnazione ideologica” che comporta l’allontanamento dalla partecipazione attiva alla gestione della cosa pubblica,sociale e politica dei cittadini rassegnati a ruolo di sudditi senza re.   Tutto questo è il frutto di un mutamento politico/generazionale della politica e in particolare dei partiti che hanno perso la loro funzione propulsiva e hanno cessato di essere l’unico strumento per l’organizzazione democratica. Una volta essi concentravano al proprio interno, accanto agli interessi, il dibattito ideale e il lavoro volontario, e le sezioni erano, nei partiti piccoli e grandi, un luogo di dibattito e di mobilitazione.Oggi non è più così, si ha l’impressione che i partiti facciano fatica a mobilitare le passioni politiche, molto più spesso le loro attività principali sono diventate le campagne elettorali, contrattazione per candidature o posti in vari enti. Tutto questo ha eroso la loro legittimità in cui i vizi privati non si trasformano in pubbliche virtù.Ma non tutta la società civile è chiusa in questo circuito perverso, c’è una parte di cittadini che hanno voluto dire no a questo sistema cercando di organizzarsi attraverso associazioni, movimenti e liste civiche che si mobilitano in difesa della cosa pubblica, che lottano per la difesa dei beni comuni contro i processi di privatizzazione e di distruzione che stanno ingoiando le risorse del nostro pianeta, nella salvaguardia dell’ambiente, della salute, della sicurezza, dell’istruzione pubblica, del diritto al lavoro.Ad esempio le liste civiche vanno considerate organizzazioni politiche indipendenti ed alternativi ai partiti, liberi ed aperti a tutti a dimensione locale o provinciale con una logistica interna di tipo orizzontale con metodologie di progettazione politica fondate sulla partecipazione, sul confronto, sul dibattito e sulla condivisione di obiettivi comuni e di scopi operativi e tangibili da perseguire, con rappresentanti che sono delegati al servizio del cittadino; questo concetto di politica ha un solo nome “democrazia partecipata”, perché noi pensiamo che sia giunto il momento di affermare che un altro modo di fare politica è possibile.I partiti non possono più pretendere di detenere il monopolio su tutto; sia ben chiaro nessuno pensa né auspica la fine dei partiti, ma è ormai evidente che essi stanno facendo i conti con un nuovo soggetto politico , il partito dell’astensionismo, e che non sono capaci di affrontarlo se non con un sempre maggior distacco dalla gente, dalla democrazia partecipata. Oggi è necessario  riempire il vuoto di rappresentanza di quei cittadini che si stanno allontanando dalla politica. Per custodire la democrazia e la partecipazione non bastano “politici di mestiere” , occorre che ogni giorno la passione civile trovi nuovi protagonisti, occorre cambiare il rapporto tra il cittadino e la politica ,  l’unico modo per sperare in un futuro migliore.Anche a livello locale  è importante iniziare ad individuare figure di riferimento la cui credibilità sia spendibile  nei confronti di cittadini per la gestione della cosa pubblica; oggi non ci pare esistano!!!Non vogliamo più  rappresentanti  che si riempiono la bocca con idee di riforme e progetti che nascondono solo il desiderio di  posticipare le decisioni, godendosi  nel frattempo la rendita di posizione acquisita con il ruolo istituzionale ricoperto.Non vogliamo più rappresentanti  stretti nella morsa delle cambiali elettorali, vincolati nelle scelte da  comitati di affari che ne hanno gestito l’elezione , incapaci di scelte autonome, condivise e partecipate. Ci inseriamo anche noi quindi  nel dibattito post elezioni invitando i cittadini, soprattutto coloro che ultimamente  si sono astenuti dal voto,  a  tenere costantemente sotto osservazione  chi,  giorno dopo giorno si sta impegnando in un percorso che,  attraverso il dialogo con tutti, indipendentemente dalle idee politiche , perché  le idee buone non hanno colore, affronta  concretamente  i problemi della città e della gente.Civica Crescere Insieme ritiene che quello appena indicato possa essere il percorso virtuoso che può superare  le discussioni sterili e ideologiche  per costruire  il vero  presupposto  per un futuro di sviluppo, equità  e solidarietà   di questa città.La vera scommessa sarà farlo capire alle persone  affinché  domani compiano scelte sulla base di sentimenti e ragionamenti maturi  piuttosto che sulla base dell’emozione di un particolare momento e si rifugino ancora una volta in una scelta politica che rimpiangeranno poco tempo dopo. Vincenzo COSTANTINOMarco MANTELLI

Viabilità al Cristo: ……………. un caos!!!

Mercoledì 8 Luglio 2009

La progettazione e conseguente realizzazione della cosiddetta “Zone 30″  al Quartiere Cristo, sta di fatto cambiando e modificando  i  percorsi viari del nostro territorio con conseguenze che ad oggi hanno solo creato disagi, caos e fatto arrabbiare, vogliamo usare un termine educato, residenti e commercianti.Se qualcuno afferma che questo tipo di intervento renderà la via più viva, più a misura d’uomo  e non più delle macchine, alcune considerazioni sono d’obbligo.Se da una parte- afferma Costantino Vice Presidente della Circoscrizione- si può condividere la scelta di adottare anche nella nostra città la Zona 30,  era altrettanto  utile che questo tipo di intervento fosse non solo condiviso dalla gente, per ovviare alle critiche che già si manifestano per i ritardi dei lavori, ma anche se vi è stata un’attenta analisi dello studio di fattibilità di un progetto che a mio avviso doveva fotografare e valutare attentamente le vere criticità di una via, di una realtà, come quella del Quartiere Cristo, che soffre da troppo tempo di una mancanza di una  politica in grado di rilanciarlo. Ben vengano iniziative come “la notte bianca” che fanno bene al territorio ma si dimenticano problemi più seri; uno su tutti la questione della qualità dell’aria, non esistono centraline di rilevamento e credetemi il problema sta diventando serio, con conseguenze sulla salute dei cittadini.Si dice spesso che la parte sud della città è  in continua espansione, con le sue zone industriali, nuovi insediamenti abitativi e con l’indicazione di realizzare qui il nuovo ospedale (?), vi è la necessità- afferma ancora Costantino- di prendere in seria considerazione l’adozione di  piano viario chiamiamolo “personalizzato” del Cristo che permetta di migliorare la viabilità, la qualità della vita e la conseguente vivibilità per un cittadino oramai usato e non considerato, oltre a definire una volta per tutte la realizzazione della bretella di collegamento con la tangenziale, dove ogni amministrazione, qualunque essa sia, rimanda questo importante intervento.Anche nel piano degli investimenti 2009-2011 che l’Amministrazione Fabbio ha approvato, non si evince nessun intervento significativo che prenda in seria considerazione questa parte di città. Mi sarei aspettato da quei consiglieri, residenti nella nostra circoscrizione, che sostengono l’attuale sindaco, una presa di posizione maggiore, ma non è stato così, l’ordine di scuderia ha prevalso e il bilancio è passato senza che nessuno di loro dicesse o facesse qualcosa per qualificare maggiormente il territorio.Ancora una volta un’occasione mancata.

Ma quali ronde….. si aumentino organico e risorse

Mercoledì 8 Luglio 2009

E’ notizia di questi giorni anche ad Alessandria, tra qualche mese scenderanno sulla strada “le ronde alessandrine” giacca nera, cappello tipo bustina, pantaloni neri, stivali e magari anche un manganello (vi ricorda qualcosa!!!) come previsto dal  regolamento approvato dalla sola maggioranza in Consiglio comunale. Sulla questione delle ronde interviene il rappresentate di Civica –Crescere Insieme Vincenzo Costantino  ” ho sempre sostenuto che per migliorare la sicurezza del nostro territorio non si poteva prescindere da una reale ed effettiva collaborazione di tutti i cittadini. La cosiddetta ’sicurezza partecipata’ è un concetto che deve trovare una sua concreta applicazione.In questi termini, - prosegue Costantino in un comunicato -sono senz’altro favorevole ad una più stretta collaborazione tra forze dell’ordine, istituzioni e associazioni di cittadini per cercare di migliorare la vivibilità e la tranquillità sociale della nostra città. Altresì, ritengo  che il decreto legge approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri che prevede le’istituzionalizzazione delle ‘ronde’, sia  una ‘risposta emozionale’ ai problemi della sicurezza, di fatto, nell’istituire con legge le ‘ronde’, è come se lo Stato abdicasse ad una sua prerogativa fondamentale: la tutela dei cittadini e della sicurezza. In questo modo, si delegittima in parte, anche se indirettamente, l’operato delle forze dell’ordine. I cittadini - spiega ancora Costantino - sono già liberi di organizzarsi in comitati e di avviare, tramite i loro rappresentanti, un dialogo costruttivo con le forze di polizia. Rispetto e in parte condivido le argomentazioni di alcuni interlocutori politici e di cittadini a sostegno dell’utilità delle ronde. Tra l’altro, questi ultimi sostengono che “nessuno vuole sostituirsi a chi ci tutela e garantisce la nostra incolumità” e che la loro intenzione è solo quella di “rendersi utile per coprire il territorio passeggiando, guardando, stazionando”. Senza bisogno di alcuna ‘ronda’, i cittadini possono  già ora richiedere con i loro cellulari l’intervento delle forze dell’ordine!!!Conclude Costantino -“siamo convinti che la sicurezza si debba debellare attraverso una seria politica culturale fatta di prevenzione sociale, integrazione senza trascurare il rispetto delle regole che sono fondamentali per una civile convivenza tra i cittadini, inoltre ritengo più utile  rinforzare gli organici ed aumentare le risorse a disposizione della polizia. Privatizzare il controllo del territorio a scapito di una reale presenza delle forze di polizia rischia soltanto di portare conseguenze paradossali. Nessuna ‘ronda’ potrà mai sostituirsi alle funzioni di polizia: i volontari delle ‘ronde’, se notano fatti o situazioni al di fuori della legalità, devono necessariamente chiedere l’intervento delle Forze di Polizia. Il problema reale è che tra qualche tempo in città e sulla nostra Provincia avremo meno poliziotti in strada con poche autovetture funzionanti. Chi interverrà in aiuto della ‘ronda’?”