In questi giorni si è aperto in città un dibattito politico post elezioni che a mio avviso è utile affrontare per iniziare a capire quali scenari si prospetteranno nel futuro sia a livello cittadino che provinciale.Se analizziamo i dati elettorali ci troviamo di fronte una fotografia che mette a fuoco una realtà politica con tre immagini ben distinte: quella di una politica “urlata” che riesce a raccogliere consensi in quella parte di popolazione da sempre poco politicizzata ma attenta agli annunci ad effetto; l’altra immagine è quella della politica “organizzata” dai partiti dove è importante identificare l’avversario politico ma non quello di risolvere i veri problemi del cittadino. La terza immagine, a mio avviso la più preoccupante, è la “rassegnazione ideologica” che comporta l’allontanamento dalla partecipazione attiva alla gestione della cosa pubblica,sociale e politica dei cittadini rassegnati a ruolo di sudditi senza re. Tutto questo è il frutto di un mutamento politico/generazionale della politica e in particolare dei partiti che hanno perso la loro funzione propulsiva e hanno cessato di essere l’unico strumento per l’organizzazione democratica. Una volta essi concentravano al proprio interno, accanto agli interessi, il dibattito ideale e il lavoro volontario, e le sezioni erano, nei partiti piccoli e grandi, un luogo di dibattito e di mobilitazione.Oggi non è più così, si ha l’impressione che i partiti facciano fatica a mobilitare le passioni politiche, molto più spesso le loro attività principali sono diventate le campagne elettorali, contrattazione per candidature o posti in vari enti. Tutto questo ha eroso la loro legittimità in cui i vizi privati non si trasformano in pubbliche virtù.Ma non tutta la società civile è chiusa in questo circuito perverso, c’è una parte di cittadini che hanno voluto dire no a questo sistema cercando di organizzarsi attraverso associazioni, movimenti e liste civiche che si mobilitano in difesa della cosa pubblica, che lottano per la difesa dei beni comuni contro i processi di privatizzazione e di distruzione che stanno ingoiando le risorse del nostro pianeta, nella salvaguardia dell’ambiente, della salute, della sicurezza, dell’istruzione pubblica, del diritto al lavoro.Ad esempio le liste civiche vanno considerate organizzazioni politiche indipendenti ed alternativi ai partiti, liberi ed aperti a tutti a dimensione locale o provinciale con una logistica interna di tipo orizzontale con metodologie di progettazione politica fondate sulla partecipazione, sul confronto, sul dibattito e sulla condivisione di obiettivi comuni e di scopi operativi e tangibili da perseguire, con rappresentanti che sono delegati al servizio del cittadino; questo concetto di politica ha un solo nome “democrazia partecipata”, perché noi pensiamo che sia giunto il momento di affermare che un altro modo di fare politica è possibile.I partiti non possono più pretendere di detenere il monopolio su tutto; sia ben chiaro nessuno pensa né auspica la fine dei partiti, ma è ormai evidente che essi stanno facendo i conti con un nuovo soggetto politico , il partito dell’astensionismo, e che non sono capaci di affrontarlo se non con un sempre maggior distacco dalla gente, dalla democrazia partecipata. Oggi è necessario riempire il vuoto di rappresentanza di quei cittadini che si stanno allontanando dalla politica. Per custodire la democrazia e la partecipazione non bastano “politici di mestiere” , occorre che ogni giorno la passione civile trovi nuovi protagonisti, occorre cambiare il rapporto tra il cittadino e la politica , l’unico modo per sperare in un futuro migliore.Anche a livello locale è importante iniziare ad individuare figure di riferimento la cui credibilità sia spendibile nei confronti di cittadini per la gestione della cosa pubblica; oggi non ci pare esistano!!!Non vogliamo più rappresentanti che si riempiono la bocca con idee di riforme e progetti che nascondono solo il desiderio di posticipare le decisioni, godendosi nel frattempo la rendita di posizione acquisita con il ruolo istituzionale ricoperto.Non vogliamo più rappresentanti stretti nella morsa delle cambiali elettorali, vincolati nelle scelte da comitati di affari che ne hanno gestito l’elezione , incapaci di scelte autonome, condivise e partecipate. Ci inseriamo anche noi quindi nel dibattito post elezioni invitando i cittadini, soprattutto coloro che ultimamente si sono astenuti dal voto, a tenere costantemente sotto osservazione chi, giorno dopo giorno si sta impegnando in un percorso che, attraverso il dialogo con tutti, indipendentemente dalle idee politiche , perché le idee buone non hanno colore, affronta concretamente i problemi della città e della gente.Civica Crescere Insieme ritiene che quello appena indicato possa essere il percorso virtuoso che può superare le discussioni sterili e ideologiche per costruire il vero presupposto per un futuro di sviluppo, equità e solidarietà di questa città.La vera scommessa sarà farlo capire alle persone affinché domani compiano scelte sulla base di sentimenti e ragionamenti maturi piuttosto che sulla base dell’emozione di un particolare momento e si rifugino ancora una volta in una scelta politica che rimpiangeranno poco tempo dopo. Vincenzo COSTANTINOMarco MANTELLI