L’estate sta finendo è un anno se ne va”… cosi recitava una canzone di qualche anno fa e penso che possa trovare un suo utilizzo anche per la nostra città; si proprio così, un altro anno di giunta Fabbio si sta concludendo, nell’indifferenza più totale dei cittadini ma soprattutto di una opposizione che non c’è e non dice assolutamente nulla.
Il buon Sindaco continua indisturbato la sua azione cioè quella di disegnare una città a suo piacimento, senza ascoltare o confrontarsi con la gente: dovevano essere gli anni del cambiamento…ma quale e cosa cambiare?
Più sicurezza, meno extracomunitari, più lavoro, meno tasse, più sviluppo, erano questi gli slogan usati durante la campagna elettorale, ma come spesso accade il sogno tanto atteso dalla gente, lentamente muore.
Ma andiamo con ordine e prendiamo in esame vari argomenti che a noi di Civica ci stanno molto a cuore: apertura del centro alle auto perché esse sono da considerarsi una risorsa, peccato però che in questi anni il valore delle PM10 sia stato sempre superiore ai livelli di soglia. Non si intravedono provvedimenti strutturali e duraturi, di contrasto all’inquinamento e a favore della mobilità più sostenibile. A tutt’oggi manca un Piano Urbano della Mobilità che possa dare risposte certe e a lungo respiro per migliorare la vivibilità di un territorio (miglioramento del trasporto pubblico, una città a favore della bicicletta, parcheggi, ecc.), però si è aumentato il costo dei parcheggi.
Per crescere una città deve “mettersi sul mercato” attirando così nuovi investitori, permettere una crescita dell’occupazione, dando nello stesso tempo una prospettiva di vita migliore alla comunità, invece il buon Fabbio che fa da il via alla realizzazione di nuovi centri commerciali, in varie parti della città,andando a soffocare il commercio tradizionale e tradendo chi allora lo osteggiava come sindaco.
Non sentiamo più parlare di logistica, come pure del rilancio dello scalo ferroviario,ma nel frattempo si fanno altre scelte “creative” e cioè la vendita dei gioielli di famiglia (Aristor, Aspal, Farmacie, Casa di Riposo, ecc) alcune di queste società già vendute, con un unico scopo quello di “fare cassa”. Una operazione a dir poco bizzarra che ha un solo nome privatizzazione con conseguenze che ricadranno sul futuro delle aziende, dei servizi e dei lavoratori.
Ma non finisce qui, il buon senso non è presente nella testa di chi amministra; viene deciso di smantellare il cosi detto sistema di raccolta “porta a porta” che, se da un lato aveva creato alcuni problemi, dall’altro aveva portato alcuni benefici sia in termini di collaborazione e rispetto dell’ambiente che economici. Ma le promesse elettorali, anche se per pochi cittadini, devono essere mantenute e questa operazione costa alla comunità circa 16 milioni di euro nei prossimi quattro anni. Sul fronte della sicurezza ci saremmo aspettati una seria ed incisiva politica, invece sono sufficienti 100 telecamere, qualche ordinanza contro i venditori abusivi e gli accattoni e prostitute, e il reclutamento di qualche nostalgico del manganello per tranquillizzare una città? Forse sarebbe opportuno iniziare ad attuare una politica sulla sicurezza che parta dalla conoscenza, la cultura e l’integrazione tra diverse realtà, così si capirebbero i veri problemi della gente. Il 2009 è l’anno delle consulenze d’oro; se andiamo a vedere l’elenco senza stupirsi più di tanto troverete, e qualcuno abbia il coraggio di smentirci, amici, parenti, fratelli, cugini, mogli e amanti di tanti personaggi noti di questa maggioranza. Però non si prende in seria considerazione il debito che la Giunta Fabbio ha con il CISSACA(Consorzio socio assistenziale) che ammonta a svariati milioni di euro e che rischia di mettere in serio pericolo non solo l’erogazione e la qualità dei servizi, ma anche il futuro dei posti di lavoro. E non possiamo certo dimenticare i problemi legati alla mancanza di manutenzione di strade e marciapiedi, come pure del verde in particolare modo nelle zone periferiche della città; in due anni nessun intervento significativo nei sobborghi, però si spendono 2 milioni di euro per rifare C.so Roma, e C.so XX Settembre. Scompare dal Piano degli investimenti la costruzione del nuovo ponte sulla Bormida che avrebbe di certo migliorato il collegamento tra la città e la Fraschetta.
E per finire, la chicca dell’estate, l’abbattimento del Ponte Cittadella, si certo la sicurezza prima di ogni cosa, ma siamo veramente convinti che le cause erano tutte da ricercare in quel ponte? O forse sarebbe utile dire che i soldi che arriveranno per la realizzazione della nuova opera, se ben gestiti, potrebbero andare a sanare buchi di bilancio di questa Amministrazione?
Per carità, qualcuno potrà obiettare che tutto è opinabile , altri potranno dare alle cose un carattere più o meno sfumato, dipende dal punto di vista in cui si guardano. A Noi di CIVICA-Crescere Insieme preme però sottolineare che nel 2009, con una politica debole a tutti i livelli, è inutile e dannoso andare avanti ognuno con le proprie certezze, ribadendole e gridandole fino a farle diventare verità assolute. Quello che è stato fatto a Alessandria è sotto gli occhi di tutti. Il problema di fondo e che se qualcuno oggi critica quanto fatto viene zittito e targato come oppositore; ma può oggi la politica di questa città ridursi a tale livello?
Noi rilanciamo la proposta a chi oggi vede in questa Amministrazione un serio pericolo per il futuro della città, si apra un dialogo serio al fine di adottare metodi e provvedimenti più efficaci per contrastare chi oggi governa questa città e trovare così azioni comuni utili per Alessandria.
Se la politica di Alessandria non si dirigerà verso questo proposito, la città avrà un futuro sempre più difficile perché le sue fondamenta saranno sempre più insicure e il cittadino sempre più distante.
Ecco perché CIVICA è nata, per provare che ci si può ascoltare vicendevolmente, quando il fine è comune. A chi fa politica si chiede di avere la capacità di saper ascoltare, di comprendere, saper interpretare le ragioni dell’altro, saper rispettare i problemi e i bisogni delle persone, e non trasformare mai il tutto in strumenti di battaglia politica affinché Alessandria sia una città dei diritti e non una città dei favori.