Archivio di Maggio 2010

Conferenza stampa del 27 maggio 2010

Giovedì 27 Maggio 2010

Il Governo cittadino è giunto a metà mandato e ormai abbiamo un’idea idea chiara su come ha lavorato, sugli obiettivi raggiunti, sul futuro che prospetta alla città.

Noi, oggi, siamo qui davanti al COMUNE perché abbiamo deciso che non vogliamo più continuare a fare le pecore, costretti a digerire qualsiasi cosa, solo perché il nostro Sindaco e i componenti della Giunta possano “apparire” e riflettere di luce propria.

Siamo qui perché dissentiamo del lavoro svolto in questi due anni di Giunta Fabbio: infatti, ha lavorato non tanto per affermare principi che valgono per tutti i cittadini di Alessandria, ma per tutelare diritti di categoria o di piccoli gruppi.

Siamo qui per contestare la cessione di pezzi della città in una logica di gestione finanziaria pesantemente condizionata da un liberismo di facciata, svendendo un patrimonio comunale sempre e solo a vantaggio di pochi gruppi economici .

Chiediamo di non essere presi in giro con le parole “privato è bello” , “ più modernizzazione” e “snellimento burocratico” usate esclusivamente per giustificare ai cittadini le operazioni concluse, perché queste ultime hanno significato solo un decremento dei servizi e dell’occupazione.

Siamo qui a chiederci come mai, tre anni fa, potevamo essere talmente confusi e incapaci di valutare il nostro futuro tanto da affidarci completamente a un Sindaco che ci ha offerto solo l’illusione di un sogno, che ci ha promesso il nuovo ma che invece ci ha solo offerto il riciclo.

Siamo qui perché ci domandiamo :”Il Sindaco come lascerà Alessandria a fine mandato?”

Un’amministrazione comunale non può fare tutto per i cittadini, ma può fare molto “nel bene e nel male “; le aspettative di questa città erano altre , ma a tutt’oggi questa Amministrazione non è riuscita a presentare idee e istanze collettive con le quali costruire nuovi progetti per vivere meglio il domani, anzi questa Giunta continua a promettere la luna anche se non sarà mai capace di prenderla.

Infine, siamo qui per far sapere ai cittadini che noi non vogliamo più sùbire l’operato di questa Amministrazione, che siamo certi che un cambiamento è possibile e doveroso, che esistono ancora persone che vogliono veramente ‘bene’ a questa città e non aspettano altro che dimostrarlo.

SERVE UN CAMBIO DI ROTTA PERCHE’ ALTRI DUE ANNI, CON QUESTA AMMINISTRAZIONE, PORTERANNO QUESTA CITTA’ AD UN DECLINO SEMPRE Più GRAVE.

Sostegno al reddito dalla Regione Piemonte: una speranza svanita.

Martedì 25 Maggio 2010

La Regione Piemonte a seguito della crisi economica che ha interessato il sistema produttivo e sociale del territorio piemontese, nel mese di dicembre 2009 (giunta Bresso) emanava un avviso per l’assegnazione di sussidi monetari di sostegno al reddito per lavoratrici e lavoratori che nel periodo dal 01.01.2009 al 31.12.2009 si trovavano in condizione di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, disoccupazione o in mobilità e con un Isee non superiore a 13 mila euro.
Sicuramente da apprezzare tale intervento anche a fronte della cifra stanziata che ammontava a circa 11 milioni e 700 mila euro dove veniva riconosciuto, a chi rientrava nei parametri indicati nel bando,un sussidio pari a 2.500 euro pro-capite.
Come Lc ci eravamo messi a disposizione di molti cittadini che si trovavano nelle condizioni per poter richiedere tale sussidio e con entusiasmo li abbiamo aiutati a compilare il bando con la speranza che la cifra che veniva riconosciuta potesse essere pur sempre un aiuto per poter sopravvivere.
Ma come spesso accade quella speranza è svanita proprio in questi giorni in quanto molti di quei cittadini ci hanno contattato telefonicamente per comunicarci di aver ricevuto al proprio domicilio una lettera della Regione Piemonte che annunciava la fine dei fondi stanziati e che purtroppo non poteva essere riconosciuto loro il contributo economico.
Non possiamo che essere rammaricati ma soprattutto delusi, perché a fronte delle prevedibili numerose domande giunte presso l’Agenzia Piemonte Lavoro si poteva gestire diversamente la ripartizione del sussidio, magari ritoccando l’importo da erogare, e così facendo si potevano accontentare molte più persone ma soprattutto dare una boccata di ossigeno a quelle famiglie che sono costrette a sopravvivere e in certi casi ad umiliarsi per riuscire ad adempiere alle necessità di vita quotidiana.
In conclusione come diceva un famoso film degli anni ’90 “Io speriamo che me la cavo” ma la vediamo molto dura in questo momento.

Il Sindaco FABBIO ha fallito.

Mercoledì 19 Maggio 2010

“Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini” era lo slogan usato in campagna elettorale dal Sindaco Fabbio ed invece, dopo tre anni di governo della città, ecco arrivare le prime cambiali che dovranno pagare i cittadini: aumento del 32% sulla tariffa rifiuti, aumento del 20% delle tariffe per i servizi scolastici, aumento del 10% sul trasporto pubblico, questi alcuni dei provvedimenti che riteniamo ingiustificati in quanto se si fosse agito in altri settori, per esempio nel capitolo consulenze dove ci sono a libro paga professionisti pagati a peso d’oro, come pure nel capitolo “stipendi dirigenti” dove si raggiungono cifre da capogiro, forse oggi quei cittadini, con un reddito medio basso, non avrebbero subito una seconda umiliazione in un momento di crisi che colpisce il nostro sistema paese.

Però si riescono a reperire e sperperare i soldi per altre iniziative mondane, ultima in termini di tempo il concerto di fine anno scolastico, che possono essere anche importanti, ma che in un momento difficile per l’economia locale è come dare un ulteriore schiaffo alla povera gente e ai loro problemi di vita quotidiana; forse era più utile pensare a cose diverse.

La gente è esasperata e forse si sta rendendo conto che questa Amministrazione non è all’altezza di governare la città, noi diciamo peccato che se ne sia accorta solo ora, ed è forte la mancanza di un serio “progetto di città” in grado di far uscire Alessandria dall’anonimato e la vendita di qualche immobile, la privatizzazione e l’esternalizzazione dei servizi non hanno, di fatto, risolto i problemi della città, anzi si sono ulteriormente accentuati. Con la politica dell’annuncio, caro sindaco, non si fa molta strada, servono invece politiche serie in grado di mettere sul mercato la città e questo lo sanno bene le forze economiche e sociali costrette a vivere da troppo tempo una profonda crisi che ha danneggiato l’intero sistema imprenditoriale e commerciale di Alessandria con ricadute inevitabili su quello lavorativo. C’è bisogno di valorizzare il territorio con impegni, idee, progetti chiari e certi nei settori che riteniamo essere strategici per il futuro come il commercio, l’agricoltura, la logistica con un serio e vero rilancio dello scalo ferroviario, la sanità, l’imprenditoria giovanile, il turismo.

Noi pensiamo sia più utile, prima che sia troppo tardi, che il sindaco Fabbio, con la sua maggioranza oramai allo sbando, faccia un passo indietro e si dimetta per il bene della città, ma soprattutto per il bene della politica.

Alle forze che si considerano di opposizione chiediamo di aprire, e lo sollecitiamo da tempo, un tavolo programmatico in grado di definire concretamente un progetto di città e che porti ad individuare, attraverso l’unico strumento democratico, vale a dire le primarie, il candidato per il 2012. Se questo verrà fatto in tempi ragionevoli noi potremmo dare il nostro contributo, altrimenti la soluzione che riteniamo maggiormente percorribile in questo momento è quella di creare un terzo polo, quello della società civile, dove la Lc Crescere Insieme potrebbe confrontarsi e proporre un proprio candidato Sindaco

Viabilità al Cristo: 15 mesi e non è ancora finito il caos.

Lunedì 17 Maggio 2010

La progettazione e conseguente realizzazione della cosiddetta “Zone 30″ al Quartiere Cristo, sta di fatto cambiando e modificando i percorsi viari del nostro territorio con conseguenze che ad oggi hanno solo creato disagi, caos e fatto arrabbiare, vogliamo usare un termine educato, residenti e commercianti. Se qualcuno afferma che questo tipo di intervento renderà la via più viva, più a misura d’uomo e non più delle macchine, alcune considerazioni sono d’obbligo dopo 15 mesi di cantiere.
Se da una parte- afferma Peluso della Circoscrizione ed esponente della LC Crescere Insieme- si può condividere la scelta di adottare anche nella nostra città la Zona 30, era altrettanto utile che questo tipo di intervento fosse non solo condiviso dalla gente ma valutarne l’ effettiva priorità per un territorio che soffre da troppo tempo di una mancanza di una politica in grado di rilanciarlo. Si sente spesso dire che la parte sud della città è in continua espansione, con le sue zone industriali, nuovi insediamenti abitativi e con l’indicazione di realizzare qui il nuovo ospedale (?) (ma sarà vero poi!!), ma con tutto ciò non si intravede, da parte dell’Amministrazione Comunale, nessun interesse nell’adottare politiche in grado di migliorare la viabilità, la sicurezza, la qualità della vita e la conseguente vivibilità per un cittadino oramai usato e non considerato. Lo testimonia di fatto, e non penso di essere smentito, il piano degli investimenti che destina per la nostra Circoscrizione solo poche briciole. Mi sarei aspettato da quei consiglieri comunali residenti una presa di posizione maggiore ma a quanto pare l’attenzione verso questa parte di città non li rende sensibili e partecipi ai problemi, al punto che ha prevalso l’ordine di scuderia nel momento di votare e decidere il nulla per il Cristo e i suoi sobborghi.
Intanto a rilento continuano i lavori lungo il corso, con la speranza è che termini presto questo calvario, ma al contempo ci auguriamo che si intervenga anche nelle vie laterali di Corso Acqui che sono diventate impercorribili a causa del passaggio “forzato” di ogni genere di mezzo di trasporto rendendo così le vie un colabrodo. Peccato che non possono essere neppure chiusi, perché il catrame che si fa arrivare da Padova (causa debiti con i fornitori locali) è finito.!!

I cittadini ringraziano ma NON dimenticano

Lunedì 17 Maggio 2010

Vorremmo tornare a parlare degli aumenti effettuati dall’ Amministrazione Comunale riguardo alle rette e delle mense e asili nido e materne e per fare questo occorre ritornare indietro di qualche mese e fare un po’ la storia su quanto avvenuto: mese di Dicembre 2009 nelle bacheche delle scuole le famiglie alessandrine insieme agli auguri di buone feste si trovano un bel regalo “ dal mese di gennaio 2010 aumento delle tariffe con un aumento medio mensile che per gli asili nido si aggira intorno ai 70 euro (pari al 20%) mica quisquiglie insomma una bella cifra.
Parte subito una raccolta di firme, promossa dalla LC Crescere Insieme, che in pochi giorni raggiungono le 700 unità, questo a dimostrazione di quanto i genitori abbiano mal digerito l’indigesto regalo di Natale.
Si chiede un incontro con il Presidente del Consiglio Comunale Cuttica per consegnare le firme raccolte e in quell’occasione i rappresentanti della lista civica, promotori dell’iniziativa, chiedono che oltre a ripristinare le vecchie rette si proceda anche ad un più attento esame dei certificati ISEE in quanto durante un dibattito di Consiglio Comunale l’Ass.Vandone dichiarava che “ben il 33% delle famiglie ha l’esenzione e che il 24% paga in forma ridotta”.
Ora questa situazione ci fa riflettere e non poco in quanto mette in evidenza una fotografia della città dove il disagio sociale è elevatissimo, oppure c’è qualcosa che non funziona considerando il fatto che la tariffa minima per pagare la retta più alta ammonta ad un reddito annuo di 12.500 euro e ci pare un po’ strano che il 57% delle famiglie non raggiunga almeno questa cifra. A fronte di tutto ciò avevamo chiesto al Presidente Cuttica di farsi carico del problema effettuando controlli incrociati tra Comune ed organi preposti a controlli fiscali .Dopo queste proposte abbiamo appreso che durante il Consiglio Comunale, in fase di discussione sul Bilancio, il Gruppo Consigliare della Lega Nord aveva presentato una mozione nella quale venivano avanzate le cose che noi avevamo segnalato all’esponente della LG nonché Presidente del Consiglio.
Ora apprezziamo l’impegno del Presidente Cuttica ma resta il fatto che le famiglie non hanno avuto alcun beneficio, anzi subiscono l’aumento senza ricevere in cambio un miglioramento sulla qualità dei servizi scolastici. Il timore nostro è che come spesso accade gli amici della Lega urlano e si fanno paladini dei problemi della gente ma poi si contraddico quando votano favorevolmente il Bilancio che prevede, guarda caso, aumenti per i cittadini.
Certo non era questo che gli alessandrini si aspettavano, da chi in campagna elettorale aveva parlato di difesa dei valori della famiglia come un punto fermo del mandato elettorale.
Noi come i cittadini ringraziano ma non dimenticano.

Maurizio Erriquez

Aumenta la TIA (tassa rifiuti) del 20% - Il Comune aiuti le famiglie colpite dalla crisi

Giovedì 13 Maggio 2010

In questi giorni i cittadini del Comune di Alessandria stanno ricevendo a casa la cartella di pagamento relativa alla Tia (Tariffa Igiene Ambientale) la vecchia spazzatura per capirci e molti che non sapevano dell’aumento attuato dalla Giunta Fabbio, pari al 20%, hanno iniziato ad imbestialirsi per il rincaro attuato. E’ l’ennesimo incremento che va a colpire le famiglie, alla faccia dei proclami sulla diminuzione della pressione fiscale tanto caro e osannato da questa Amministrazione. Ci chiediamo e lo chiediamo ovviamente agli amministratori di Alessandria quali siano le ragioni che inducono a detti aumenti di tariffa. Cosa sia di fatto cambiato nella gestione dei rifiuti solidi urbani e quali vantaggi in termini di qualità i cittadini ottengano.
Se da una parte la bolletta in questione è stata recapitata senza iva visto anche la sentenza della Corte di Cassazione che ha fatto obbligo di non applicare tale imposta ingiustamente riscossa in questi ultimi anni, ma che a nostro avviso sembra una “pura coincidenza“, visto che la maggiorazione è pari al 20%.? Come dire “fatta la legge trovato l’inganno” tanto per ricordare un noto detto popolare.

Tralasciamo qualsiasi altro giudizio e vogliamo avanzare, come Lc Crescere Insieme, la nostra proposta in favore della popolazione che oggi risente maggiormente gli effetti della crisi:
• il Comune di Alessandria preveda almeno un sostegno a quei cittadini che si trovano in una situazione lavorativa di precarietà a causa della crisi economica che ha raso al suolo l’occupazione anche nel nostro territorio;
• l’amministrazione si impegni a valutare l’eventuale esenzione dell pagamento della Tia per quei lavoratori, residenti in Alessandria, il cui Isee sia inferiore ai 18.000 euro che si trovano, o che hanno nel loro nucleo familiare una persona in cassa integrazione, o disoccupata, o in mobilità;
• si prevedano forme ulteriori di dilazione nei pagamenti e si decida di non sperperare il denaro pubblico e di progettare un piano industriale serio sui rifiuti.

Un serio progetto politico civico, democratico, popolare, di cambiamento e buon governo della città

Giovedì 6 Maggio 2010

La nostra città sta vivendo una situazione politica, economica e sociale molto difficile, in cui la crisi della politica rischia di mettere a dura prova la sua stabilità e che vede il suo sviluppo futuro molto incerto: ovviamente, tutto ciò, a discapito dei cittadini che sono oggi l’anello più debole della catena.
Una società aperta, un’economia dinamica, istituzioni sane possono vivere anche quando la politica è in crisi. Purtroppo, oggi, la società paga la mancanza di una vera classe politica dirigente in grado di guidare e far di uscire dalla crisi la nostra città che sta vivendo, invece, uno dei momenti amministrativi più brutti degli ultimi vent’anni.
Certo ha influito molto la crisi economica che ha colpito l’intero pianeta, i numerosi tagli che hanno dovuto subire gli enti locali, ma non possono essere solo queste le scusanti per un Comune; sicuramente sono altri i problemi che hanno portato Alessandria ad essere uno dei comuni più indebitati d’Italia.
Bisogna dire la verità alla città. Non servono, in questo momento, proclami forvianti da quelli che sono i veri problemi, serve molta umiltà politica: bisogna saper ammettere che quel progetto iniziato nel 2007, che aveva trovato ampio consenso tra la popolazione, è fallito e che non potrà essere più realizzato.
Non si possono più prendere in giro le persone perché la città sta soffrendo in tutti i suoi settori e l’esasperazione, lo sconforto, la rabbia, la delusione la si percepisce ovunque. Come LC abbiamo denunciato pubblicamente l’attuale Amministrazione colpevole di aver assunto un comportamento non conforme per quanto concerne la gestione finanziaria del Comune. Infatti, ad oggi, il debito comunale ammonta a svariati milioni di euro, 125 per la precisione, e che a pagarne le conseguenze di questo dissesto finanziario sarà come sempre il Cittadino.
E’ quindi necessario prendere una decisione: o continuare a tacere e subire in silenzio questa catastrofe, oppure impegnarsi seriamente per evitare che essa si amplifichi. A nostro avviso bisogna costruire una nuova offerta politica che dia voce a quella sempre più ampia percentuale di persone insoddisfatta pronta a dare il proprio consenso a chi ha voglia di rappresentare, in modo credibile, trasparente e pulito, l’interesse per il prossimo futuro della città. A questa larga parte di cittadini è doveroso proporre un serio progetto politico democratico, civico, popolare, di cambiamento e buongoverno.
Noi ci vogliamo proporre come forza di cambiamento, fuori dagli schieramenti di partito; sappiamo che non sarà facile ma vogliamo provarci e quindi chiediamo a tutte quelle sensibilità oneste di scendere in campo e di confrontarsi e di parlare con noi. Siamo convinti che riusciremo a fare qualcosa di buono per questa città.

CISSACA nella bufera: servizi sociali a rischio,

Martedì 4 Maggio 2010

La scorsa settimana il Sindaco di Alessandria partecipando all’assemblea del CISSACA ( il consorzio che gestisce i servizi sociali) ha minacciato di sciogliere il consorzio come ripicca nei confronti di chi gli chiedeva di saldare i propri debiti: 5.2000.000 euro.
E’ evidente che se il Comune di Alessandria non paga, il CISSACA non sarà più in grado di garantire il servizio di assistenza agli anziani, ai disabili, ai minori in difficoltà e alle famiglie bisognose. Povero CISSACA, che brutta fine ti hanno fatto fare in solo tre anni di gestione Fabbio. Negli anni precedenti, pur in presenza di una crisi strutturale, siamo riusciti ad acquisire e a rilanciare la Casa di Riposo Basile, la Casa di Riposo di Frugarolo, ad inaugurare la struttura madre-bambino di Quattordio, ad istituire due centri di assistenza integrata sociale e sanitaria, uno nel quartiere “Cristo” e l’altro a Spinetta Marengo, ad avviare la Casa Protetta di piazza Bini, a rendere operativa la piscina per disabili e ad ottenere maggiori finanziamenti dalla Regione Piemonte per presentare un bilancio votato da tutti i sindaci del Consorzio, sia del centro destra che del centro sinistra.
Così tutti noi oggi speriamo, (molti, anche del centro destra, lo hanno già affermato), che la minaccia del Sindaco non abbia seguito.
I servizi del CISSACA non possono interrompersi da un giorno all’altro. Ma anche se alla fine, risulterà solo una minaccia, rimane comunque un comportamento inadeguato per un Sindaco. Fabbio si è comporta come quei bambini che, proprietari del pallone, quando si rendono conto che non sono in grado di giocare e vincere, dicono la classica frase:“ non gioco più, me ne vado”.
Solo che il CISSACA non è un gioco: in campo ci sono i problemi delle famiglie, di chi fa davvero fatica ad arrivare a fine mese, di chi è a contatto con la sofferenza, di chi vive ai margini della società, e sulle sofferenza degli altri è immorale scherzarci sopra. Anche perché, prima o poi, qualcun altro troverà un nuovo pallone, per giocare una nuova partita, più corretta, più umana, più attenta ai bisogni di tutti,…….e sono sempre di più quelli che stanno aspettando quel giorno.

Paolo Bellotti

Consigliere Comunale

Già Presidente CISSACA

Intervenga la Magistratura contabile

Martedì 4 Maggio 2010

Forse avevamo ragione nell’affermare che questa Amministrazione si è resa colpevole di un comportamento difforme da una sana e corretta gestione finanziaria e che la grave situazione in cui il Comune si trova debba essere denunciata alla competente Corte dei Conti a fronte anche dell’analisi fatta dal Dott. Tortarolo che smentisce di fatto l’esternazione fatta dall’attuale Ass.re al Bilancio del Comune di Alessandria in merito ad un nostro comunicato poco pubblicizzato dalla stampa locale.
Riteniamo quindi sia giunto il momento di fare chiarezza su una situazione finanziaria al quanto compromettente per il futuro della nostra città dove a pagarne le conseguenze saranno solo ed esclusivamente i cittadini onesti.A questo chiediamo che si faccia chiarezza e che la verità venga una volta per tutte detta alla città,( se si vuole farla veramente sapere alla città), e l’unico modo che conosciamo è quella di far intervenire la Magistratura. Rimane il fatto che oggi il Comune ha una grossa carenza di liquidità e esiste il rischio concreto di poter subire numerosi pignoramenti proprio a causa del mancato pagamento nei confronti dei tanti creditori. Una situazione delicata che potrebbe ulteriormente complicarsi e mettere comunque a rischio molti posti di lavoro.
A fronte di questa situazione siamo molto preoccupati per il futuro della nostra città, dove a guidarla vediamo “una giunta brancaleone” dove anche la maggioranza che la sostiene si sta rendendo conto che diventa più difficile sostenerla e la domanda che rifacciamo è “ Il Sindaco come lascerà Alessandria a fine mandato, se ci arriverà?”.

Dissesto finanziario o controllo della Magistratura Contabile?

Martedì 4 Maggio 2010

E se la dichiarazione di dissesto finanziario fosse la soluzione ai gravi problemi che angustiano il Comune? Vediamo in che consiste, in quali casi può venire dichiarata, quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi che un tale possa comporterebbe.
La fattispecie è disciplinata dall’art. 244 del Testo Unico sull’ordinamento locale, che stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili e quando nei confronti dell’Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio. Ricorrono queste condizioni, nel Comune di Alessandria? Non si sa. Fatto sta che le soluzioni fino ad oggi individuate per risanare il bilancio, come la messa in vendita degli alloggi comunali, si sono rivelate difficilmente percorribili o non hanno dato i risultati attesi.
La mancata definizione di un piano di rientro espone, tra l’altro, l’amministrazione alla spirale perversa degli interessi passivi: giorno dopo giorno, anche se non si contraggono nuovi debiti, la massa debitoria aumenta, proprio per effetto degli interessi.
Tanto premesso, bisogna precisare che il dissesto finanziario di un Ente locale (che viene deliberato dal consiglio comunale) è cosa ben diversa rispetto al fallimento di un’Impresa privata, che determina l’estinzione dell’impresa stessa, per la semplice ragione che un Ente locale non può cessare di esistere. Proprio per questo, la fattispecie del dissesto finanziario viene rigorosamente disciplinata dalla legge, la cui filosofia è quella di determinare un drastico taglio, una cesura netta tra la gestione del bilancio passato e quella presente e futura.
Tutto ciò che appartiene al passato, compresi i residui attivi e passivi non vincolati, viene estrapolato dal bilancio comunale e passato ad una gestione straordinaria garantita da un apposito organo di tre membri per Comune nominato con decreto del Presidente della Repubblica. Questa commissione si occupa del bilancio passato con riferimento al 31/12 dell’anno precedente, redigendo un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione patologica che ha creato il dissesto.
Dal canto suo, il consiglio comunale deve redigere un bilancio risanato, che consenta di superare gli elementi che hanno prodotto il dissesto: per esempio una spesa eccessiva per il personale o per i servizi.
Uno dei vantaggio della normativa è che con la dichiarazione del dissesto viene sospesa la decorrenza degli interessi sui debiti vengono bloccate le azioni esecutive. Si interrompe, insomma, quella spirale perversa che, come abbiamo visto, produce la crescita quotidiana della massa debitoria.
Ma c’è un prezzo da pagare, quanto mai salato. Prima di tutto, gli Enti Locali che dichiarano il dissesto, debbono provvedere con risorse finanziarie proprie al rientro, non essendo più prevista la possibilità di ricorrere ad un mutuo.
Inoltre, l’Ente Locale, una volta attivata la procedura del dissesto finanziario è obbligato come previsto dall’art. 251 dello stesso Testo Unico ad adeguare le imposte, le tasse locali, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita dalla legge. Relativamente al personale dipendente, l’Ente ha l’obbligo di rideterminare la dotazione organica collocando in disponibilità il personale che dovesse risultare in soprannumero. Il rapporto previsto dalla legge è di un dipendente per 93 abitanti.
Per far fronte ai debiti del passato, la commissione incaricata del risanamento della gestione ha alcuni strumenti: per esempio, la vendita del patrimonio immobiliare disponibile per la parte non strettamente necessaria all’esercizio delle funzioni istituzionali, oppure a liquidazione dei debiti con una percentuale prevista che va dal 40% al 60% del debito effettivamente accertato.La lista Civica Crescere Insieme confrontando i lati positivi e negativi del ricorso alla procedura del “dissesto finanziario” ritiene più utile che ad esprimersi sulla grave situazione negativa del bilancio comunale sia la Corte di Conti e sarebbe opportuno che i Revisori dei Conti del Comune inviassero gli atti alla magistratura contabile.Nel momento in cui resta ancora al centro del dibattito politico l’approvazione del Bilancio di previsione e del Piano degli investimenti per i prossimi tre anni , con l’indicazione di grandi progetti , e relative spese, quando invece non si riescono a pagare i fornitori dell’ente , alcuni dei quali procederanno a mettere in mora il Comune, si deve chiedere un intervento chiarificatore agli organi competenti per materia su come che questi amministratori hanno speso i soldi pubblici .In merito, lo abbiamo già fatto nelle sedi opportune e lo ribadiamo, che riteniamo l’attuale amministrazione comunale colpevole di un comportamento difforme da una sana e corretta gestione finanziaria e che la grave situazione in cui il Comune si trova debba essere denunciata alla competente Corte dei Conti .Il coinvolgimento della magistratura sarebbe utile anche per dipanare le dubbie dichiarazioni dell’attuale assessore al Bilancio che continua a ripetere che la colpa del grave deficit finanziaria e contabile del Comune affonda le radici nel recente passato.. Rimane il fatto che oggi il Comune ha una grossa carenza di liquidità e esiste il rischio concreto di poter subire numerosi pignoramenti proprio a causa del mancato pagamento nei confronti dei propri creditori.
Una situazione delicata che, alla luce di quanto recentemente avvenuto, potrebbe ulteriormente complicarsi e mettere comunque a rischio molti posti di lavoro.Oggi siamo molto preoccupati per il futuro della nostra città e la domanda che ci facciamo è : “ Il Sindaco come lascerà Alessandria a fine mandato, se ci arriverà?.

Vincenzo Costantino
Marco Mantelli