Archivio di Giugno 2010

Il nuovo ospedale …a quando?

Lunedì 28 Giugno 2010

In questi giorni ha fatto visita in città il neo Assessore Regionale alla Sanità Caterina Ferrero che, oltre a visitare le strutture sanitarie del territorio ha, di fatto riaperto, attraverso il suo intervento, il dibattito sulla realizzazione del nuovo ospedale di Alessandria. Nel suo intervento l’assessore ha rimarcato che per la sanità piemontese di preannunciano tempi di austerità e che per la realizzazione del nuovo ospedale in città si prospettano tempi molto lunghi, cioè mai.!!
Eravamo molto perplessi allora-afferma Vincenzo Costantino- quando si annunciò la realizzazione dell’opera anche perché a nostro avviso la difficile scelta fatta, dalla Giunta Fabbio, di collocare il nuovo l’ospedale a sud della città evidenziava come non era possibile realizzare un grande intervento urbanistico senza un preciso disegno sul futuro del territorio e a questo si associava la mancanza di chiarezza su quale modello di ospedale si voleva costruire. Noi siamo sempre stati convinti sostenitori che la nascita di una “cittadella della salute” potesse trovare terreno fertile a nord della città, dove già sono collocate le diverse strutture sanitarie e quindi con un miglior collegamento della rete dei servizi e che trovava quindi li la sede naturale per la costruzione di un eventuale nuovo ospedale.
Adesso tutto l’iter amministrativo si blocca, la speranza di utilizzare nella prossima campagna elettorale la realizzazione dell’opera sanitaria, per molti politici, svanisce e oggi quello che vogliamo sapere e se lo chiede anche la città è quale futuro verrà riservato al vecchio ospedale? Se e come verranno potenziati i servizi; se e come verranno fatti maggiori investimenti per la formazione del personale e per la prevenzione delle malattie; se e come verranno abbattute le liste di attesa.
Noi siamo per una sanità sempre vicina e al servizio del cittadino; siamo per un ospedale in grado di dare al nostro capoluogo e alla nostra provincia un prestigio sanitario in termini di specializzazione e di eccellenza; siamo convinti che il patrimonio sanitario già presente debba essere maggiormente valorizzato per la propria professionalità e competenza.
A queste domande attendiamo fiduciosi risposte chiare e certe.”

ISOLE ECOLOGICHE INTERRA: una bella cosa …. se funzionassero.

Venerdì 25 Giugno 2010

Nello scorso febbraio Alessandria inaugurava due delle dieci isole ecologiche interrate per la raccolta dei rifiuti, volute fortemente dall’attuale Amministrazione Comunale, atte a sostituire, progressivamente, parte del sistema di raccolta “porta a porta” specialmente nelle zone del centro storico mancanti di punti di conferimento.

I raccoglitori sono dotati di dispositivi di identificazione che, a ogni conferimento, registrano il codice-utente ed elaborano, in tempo reale, i dati del conferimento stesso. Il cittadino utilizza una tessera badge personalizzata (tipo bancomat) tramite il lettore posto sulla colonnina di comando che permette lo scarico del rifiuto nell’apposito contenitore.

A prima vista queste isole appaiono come un’apprezzabile innovazione nel campo della raccolta rifiuti, peccato che da quando sono diventate operative, il loro uso e funzionamento lasci alquanto a desiderare, creando notevoli problemi sia agli operatori addetti al loro svuotamento sia ai cittadini.
I costi per la loro installazione e mantenimento sono ragguardevoli soprattutto se si vanno ad aggiungere gli ulteriori costi che vengono sostenuti per la manutenzione straordinaria ogni qualvolta si blocca il sistema di funzionamento, e purtroppo in questi pochi mesi è accaduto decine di volte.

Troviamo encomiabile che l’ AMIU abbia voluto rivedere il proprio piano industriale cercando di fornire servizi sempre più moderni e adeguati alle esigenze dei cittadini e della città , ma quello che ci lascia alquanto perplessi è il modo illogico con cui i processi innovativi vengono attuati.

Marco Mantelli
Doriana Pesce
Vincenzo Costantino
Non vediamo in questo piano industriale, voluto principalmente per risanare le casse dell’Azienda, una logica di risparmio, anzi si denota un ulteriore incremento dei costi di servizio: senza dimenticare che, dove si è soppresso il sistema di raccolta “porta a porta”, i cittadini lamentano grossi disagi per il decoro dato che la comodità dell’abbandono del rifiuto è tornata di moda.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che eliminando il sistema “porta a porta” la percentuale di rifiuti differenziati raccolti tenderà a diminuire drasticamente e non potremo raggiungere la quota imposta dalle normative Europee. Vogliamo ricordare che entro il 2012 dovrà essere raggiunta la percentuale del 65% di rifiuti differenziati (adesso arriviamo a malapena al 35%) altrimenti scatteranno delle pesanti sanzioni economiche. Chi pagherà ???

Insomma, alla fine chi ci rimette per gli sbagli e i disguidi degli amministratori è sempre il cittadino il quale, ignaro di tutto quello che succede nelle stanze del potere, continua a conferire i suoi rifiuti convinto o sperando sempre e comunque che tutto vada a buon fine.

Decisamente questo nuovo piano industriale dell’AMIU, che prevedeva e prometteva un risanamento delle casse entro il 2011, non è partito nel migliore dei modi e non produce migliorie anzi, si presenta come un ennesimo flop di questa Amministrazione

A 72 anni viene assunto a tempo determinato in Provincia.

Giovedì 17 Giugno 2010

La crisi economica non è ancora finita, i segnali di ripresa vanno molto a rilento al punto che anche sulla nostra provincia sono molte le piccole e medie aziende, attività commerciali ed artigianali che hanno dovuto cessare la propria attività con ricadute negative sull’occupazione e conseguente perdita di molti posti di lavoro, disperazionE dei diretti interessati, sulle famiglie ma anche su tutta la comunità.
Se da una parte le istituzioni hanno cercato di intervenire attraverso provvedimenti, che di fatto sono serviti a tamponare gli effetti della crisi (sostegno al reddito, anticipazioni cassa integrazioni, ecc), portando una piccola boccata di ossigeno alle famiglie, sono le stesse istituzioni, oggi, ad essere impegnate a far quadrare i propri bilanci SPECIALMENTE dopo l’entrata in vigore della Manovra Economica Finanziaria che prevede, tra i vari interventi, restrizioni economiche per quanto concerne la Pubblica Amministrazione.
Come LC ci siamo domandati quali saranno i primi tagli che verranno effettuati.
La logica ed il buon senso ci spingono a pensare che i tagli ai costi della politica, partiranno dall’eliminazione di consulenze o assunzioni chiamate “di favore”; ma ecco che con nostro grande stupore, nei giorni scorsi visitando il sito della Provincia di Alessandria, abbiamo appreso di un’ assunzione a tempo determinato, con inquadramento in fascia C (Determina Prot. Gen. 20100053069 del 20 aprile 2010) del Rag. Agostino Gatti di anni 72 .
Ma sarà quell’Agostino Gatti Presidente della Fondazione Borsalino? O quell’Agostino Gatti facente parte della Fondazione Bancaria CRT?
“La Provincia di Alessandria – riporta un comunicato a firma Filippi/Barbadoro– focalizza la propria attenzione nel promuovere interventi a tutto campo per favorire l’ingresso o il rientro nel mondo del lavoro delle fasce maggiormente penalizzate (precari, giovani inoccupati) e che più duramente sono state colpite dalla crisi del mercato occupazionale”.
A noi non risulta che il neo assunto rientri nelle categorie sopra citate, o che abbia risentito della crisi economica, anzi questo modo di agire dei nostri Amministratori pubblici ci preoccupa e ci spaventa.
Ma la cosa più grave E’ il silenzio delle forze politiche di maggioranza e di opposizione che siedono in Consiglio Provinciale, come pure la mancanza di attenzione del sindacato che dovrebbe denunciare queste cose ma che abbassa la testa ed acconsente senza protestare.

E’ un ulteriore prova che il cittadino, già usato, continua e continuerà a perdere la fiducia nella Politica e nelle Istituzioni.

I CITTADINI SONO ARRABBIATI E DELUSI DI QUESTA AMMINISTRAZIONE

Lunedì 14 Giugno 2010

I cittadini sono stati i veri protagonisti sabato pomeriggio presso il banchetto informativo organizzato dalla Lc Crescere Insieme in Piazza Marconi in quanto hanno potuto confrontarsi, parlare e manifestare pubblicamente il loro dissenso sull’operato dell’Amministrazione Fabbio.
“Questa amministrazione è lontana dai problemi della città ma è capace solo ad aumentare le tasse” l’hanno ripetuta in molti questa frase anziani, mamme, dipendenti pubblici, commercianti, giovani gente comune che leggendo quanto riportato sul volantino in distribuzione non poteva che essere d’accordo con noi (alcuni esempi :aumentano le rette scolastiche e della casa di riposo , i trasporti, la tia), se si aggiunge poi l’arrabbiatura per una politica e una classe dirigente sempre più al servizio di se stessi che per la città.
Quello che noi denunciamo da tempo è la mancanza di un serio “progetto di città” in grado di far uscire Alessandria dall’anonimato è questo sostanzialmente che mancato in questi tre anni di Amministrazione Fabbio; abbiamo solo assistito ad una politica basata sull’annuncio, sullo slogan ad effetto che oggi non trova più riscontro anche tra quegli elettori che sostennero e votarono allora l’attuale maggioranza politica.
C’è l’esigenza oggi di valorizzare il territorio con impegni, idee, progetti chiari, semplici e certi in quei settori che sono per noi strategici per il futuro della città come il commercio, l’agricoltura, la logistica con un serio e vero rilancio dello scalo ferroviario, la sanità, l’imprenditoria artigianale e giovanile, il turismo. Ma di queste cose sia l’Amministrazione che le forze di opposizione nessuna ne parla.
“Noi pensiamo –afferma Vincenzo Costantino- e l’iniziativa di Sabato ne è stata la conferma, che sia giunto il momento di proporre un nuovo modello amministrativo dove la parola politica venga intesa come “servizio” in modo tale da porre al primo posto l’interesse della collettività; questo significa vedere nella partecipazione del cittadino il punto di forza dell’azione amministrativa; la nostra idea è dare spazio ai cittadini, alle loro competenze, alle loro idee e progetti, alle loro critiche ma la cosa più importante fuori dagli schemi e da regole di partito, senza padrini e padroni. Attraverso questa idea nasce il nostro l’impegno di fare politica a livello locale, dove la realizzazione di un progetto deve, per forza di cose, trovare alla base le persone e il territorio. Non è pensabile pensare diversamente.
Ecco la decisione di lavorare in tempi brevi alla stesura di un programma per la città che ci permetterà di confrontarci e di proporci come terzo polo alle prossime elezioni comunali con un nostro candidato sindaco.
Non ci spaventa questa idea, siamo consapevoli che è un’impresa difficile che troverà mille insidie, problemi di carattere economico, ma siamo convinti che dalla nostra parte ci saranno molti cittadini che ci sosterranno e ci aiuteranno a superare tutti gli ostacoli che si presenteranno.
La giornata di sabato, la solidarietà della gente, la voglia di cambiare, la voglia di mettersi in gioco da parte del semplice cittadino ci fa ben sperare per il futuro e convinti più che mai che un altro modo di fare politica è veramente possibile.

Informare i cittadini …sabato 12 in Piazza Marconi.

Giovedì 10 Giugno 2010

“Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini” era lo slogan tanto amato dal Sindaco Fabbio ed invece, dopo tre anni di governo della città, ecco puntuali arrivare le prime cambiali che dovranno pagare i cittadini: aumento del 32% sulla tariffa rifiuti, aumento del 20% delle tariffe per i servizi scolastici, aumento del 10% sul trasporto pubblico, questi solo alcuni dei provvedimenti che riteniamo ingiustificati e messi in atto da questa amministrazione in un momento di crisi dove ad essere colpiti sono sempre i cittadini e in particolare quelli che in questo momento la crisi la sentono sulla propria pelle come pensionati, cassaintegrati, disoccupati.
Forse se si fosse agito in altri settori, per esempio nel capitolo consulenze, come pure nel capitolo “stipendi dirigenti”, o ancora nel capitolo assunzioni “di favore” e pensiamo in quelle aziende di servizio (Amiu, Aristor, ecc), come pure i costi inutili e spropositati di quelle partecipate (vedi Valorial, Svial) oggi i debiti del Comune non sarebbero così marcati.
Però si riescono a reperire e sperperare i soldi per iniziative mondane, ultima in termini di tempo il concerto di fine anno scolastico, che possono essere anche importanti, ma che in un momento difficile per l’economia locale è come dare un ulteriore schiaffo alla povera gente e ai loro problemi di vita quotidiana; forse era più utile pensare a cose diverse.
La gente è esasperata e forse si sta rendendo conto che questa Amministrazione è arrivata alla canna del gas in quanto si è dimostrata incapace di governare la città, peccato però che se ne sia accorta solo ora. Manca, a nostro avviso, un serio “progetto di città” in grado di far uscire Alessandria dal coma profondo e la vendita di qualche immobile, la privatizzazione e l’esternalizzazione di qualche servizio sono serviti a ben poco e di fatto non hanno risolto i problemi della città, anzi si sono ulteriormente accentuati. Con la politica dell’annuncio, caro sindaco, non si fa molta strada e l’esempio “Alessandria calcio” è l’ultima beffa uscita dal cilindro; ma i cittadini/tifosi hanno già capito e sapranno agire di conseguenza. Servono invece politiche serie in grado di mettere sul mercato la città con progetti che possano rigenerare questi settori che noi riteniamo strategici per il futuro della città come il commercio, l’agricoltura, la logistica con un serio e vero rilancio dello scalo ferroviario, la sanità, l’imprenditoria giovanile, il turismo. Basta girare per le vie della città e ci si rende subito conto che molte attività non esitono più con conseguenti ripercussioni anche sull’occupazione.
SABATO 12 giugno dalle ore 15.30 alle 19.30 in Piazza Marconi come movimento civico saremo in mezzo alla gente e diremo loro quello che è il nostro pensiero e la nostra idea di città
“ prima che sia troppo tardi caro sindaco Fabbio fai un passo indietro e per il bene della città, ma soprattutto per il bene della politica DIMETTITI.

La truffa dei lampioni: ma quanto ci saranno costati?

Martedì 1 Giugno 2010

Un noto politico Italiano tempo fa disse “a pensar male si fa’sempre bene “e allora poniamoci alcune sacrosante domande: quale sarà il motivo che spinge una amministrazione a sostituire centinaia di lampioni perfettamente funzionanti con nuovi lampioni a tecnologia led. Ci hanno detto che consumano meno, ci hanno detto che fanno luce più chiara ed infine che i colori sono visibili di sera come di giorno.
Ora diamo per buone tutte queste cose, anche se riguardo al fatto che facciano più luce sono piuttosto scettico ma ci piacerebbe sapere a chi giova tutto ciò in quanto i costi sostenuti per la sostituzione degli stessi immagino siano stati elevati, quindi ci si chiede, in quanto tempo di maggior risparmio li avremo ammortizzati ?
I costi di manutenzione delle lampade a led sono molto elevati questo bisognerebbe dirlo e soprattutto se questi lampioni “del futuro” sono cosi speciali allora perché non utilizzarli nella parte nuova della città chiamata Alessandria 2000 dove centinaia di punti luce sono stati ex novo installati ma tutti rigorosamente di vecchia generazione?
Qualcuno si chiede come mai Alessandria sia l’unica città ad utilizzare i led per l’illuminazione pubblica, la risposta è che le altre amministrazioni hanno scelto di adottare l’ormai innovativo sistema del fotovoltaico, un piccolo pannello solare montato in cima al lampione : consumo zero.
Bè ,forse non avremmo potuto capire di che colore è la camicia del Sindaco dopo le ore 20, ma probabilmente per evitare il solito sperpero di denaro pubblico, ce ne saremmo fatta una ragione.
Gli Alessandrini come sempre ringraziano e non dimenticano

M. Erriquez