Archivio di Luglio 2010

Per qualsiasi scelta strategica per la città: siano i cittadini a decidere

Martedì 27 Luglio 2010

In questi giorni sui quotidiani locali si è riaperto, tra vari esponenti più o meno noti, un dibattito sui rifiuti a fronte della decisione del Comune di smantellare gradatamente il sistema di raccolta denominato “porta a porta”. Come lista civica «Crescere insieme» già nel 2008 avevamo lanciato una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti criticando il nuovo piano industriale dell’Amiu, che prevedeva l’abbandono del porta a porta, destinato a restare solo nell’area centrale della città. Avevamo avanzato un’interessante proposta quella di indire un referendum popolare perché a decidere fossero i cittadini se preferire un sistema che non aiuta di certo la raccolta differenziata, e come conseguenza quella di portare tutti i rifiuti in discarica o nell’inceneritore, oppure mantenere il vecchio sistema migliorandolo, che favorisce maggiormente la differenziata. Il buon Fabbio escluse fin da subito che il Comune si potesse fare carico di indire il referendum («Sarebbe uno spreco di denaro» ) e aggiunse: «Se lo vogliono possono chiederlo, raccolgano le firme necessarie e lo propongano, ma non penso che possa essere il mezzo per aiutare la raccolta differenziata».
Già allora vi era l’arroganza e la presunzione che quello che decidevano poche persone fosse la soluzione migliore e che quindi si doveva sottostare senza protestare, peccato però che in democrazia non funziona proprio così; il coinvolgimento e la partecipazione sono a nostro avviso gli strumenti in grado di rendere il cittadino protagonista della cosa pubblica e non solo, ma a quanto pare ogni tentativo di dialogo e di confronto con questa amministrazione diventa inutile, sempre.
Crescere insieme aveva già avanzato molte perplessità sul piano industriale dell’Amiu, dove a fronte di una riduzione dei costi del servizio si prevedono forti investimenti che guarda caso vanno ad incidere pesantemente sui bilanci dei cittadini, come pure ci preoccupano i livelli occupazionali che rischiano di essere drasticamente ridotti. Inoltre pensiamo che l’attuale piano non trovi un alto gradimento tra la gente con un’incidenza negativa sul comportamento dei cittadini, facendo crescere la disaffezione per la raccolta differenziata col rischio di provocare il mancato raggiungimento dei valori indicati dalle legge, con sanzioni economiche nei confronti del Comune.
Per questo era opportuno prima di smantellare il precedente sistema di raccolta, che poteva anche trovare margini di miglioramento e modifiche, coinvolgere il cittadino attraverso l’unico sistema democratico e partecipato che conosciamo e cioè il Referendum popolare che deve valere sempre e comunque quando sono in atto cambiamenti che interessano l’intera collettività. Questo si chiama “Democrazia Partecipata”.
Come LC rilanciamo la sfida alla città: aiutateci a far si che il vero protagonista della cosa pubblica torni ad essere il cittadino, incrocio tra diritti e doveri, tra passione e ragione, tra l’amore per la libertà e quello per la giustizia. Per custodire la democrazia non bastano i politici di mestiere, occorre che ogni giorno la passione civile trovi nuovi protagonisti per cambiare permanentemente il rapporto tra il cittadino e la politica. L’unica garanzia contro questo rischio è che sia sempre in moto la cittadinanza attiva che ricorda, a chi ci governa, che le istituzioni appartengono a tutti e nessuno ha il diritto di sequestrarle.

Una volta c’erano i cigni nel laghetto dei giardini della stazione …………

Mercoledì 21 Luglio 2010

I giardini un tempo erano il fiore all’occhiello della città e punto di ritrovo per molti cittadini che volevano trascorre qualche ora in mezzo al verde e nella tranquillità, magari portando i propri figli ad ammirare i meravigliosi cigni nel piccolo laghetto adiacente la stazione.
Oggi questo non succede più anche perché il posto delle famiglie lo hanno preso bande di ragazzi e adulti di diversa nazionalità, il povero tossicodipendente disteso su qualche panchina, poi qua e la qualche anziano che è alla ricerca di un po’ di fresco e di tranquillità, il tutto sotto l’attento controllo di molte telecamere che osservano tutto ciò che fai e di una postazione di vigilanza. Ma funzioneranno veramente? Se lo domandano in molti!!!
Nei giorni scorsi ho voluto, insieme ai miei bambini, fare una passeggiata per vedere la trasformazione di uno dei luoghi storici della città, appunto i giardini della stazione che dovrebbero essere, per chi giunge nel capoluogo con il treno, il miglior biglietto da visita per Alessandria, invece nulla di tutto ciò: cartacce in ogni angolo, degrado e trascuratezza del verde pubblico per non parlare poi della sicurezza che è si garantita ma solamente sulla carta.
Addirittura nel transitare nei pressi del laghetto dove al posto dei cigni ci sono oggi le tartarughe si possono incrociare in qualsiasi ore del giorno e mi dicono anche della notte topi che hanno le sembianze di gatti tanto sono grossi. E pensare che la zona è molto frequentata da bambini che usufruiscono delle giostrine, un bell’esempio di igiene e tutela ambientale!!
A questo punto mi domando ma che senso ha avere un’area così vasta, un polmone verde nella città per poi lasciarlo decadere in questa maniera e non poterlo utilizzare al meglio?
Quello che chiedo come cittadino e rappresentante di un movimento civico è di volermi/ci riappropriare di uno spazio che mi e ci appartiene rendendolo dinamico, vivo in grado di offrire opportunità alla città.
Si certo l’arredo urbano, mi direte, è stato fatto e si sono spesi centinaia di migliaia di euro ma se il risultato è questo allora c’è qualcosa che non funziona e di conseguenza bisogna da subito intervenire.
Rendere vivibile quell’area significa più sicurezza, più partecipazione, più vivibilità ed è questo che chiediamo a questa Amministrazione. Ma chissà se le orecchie del Sindaco sanno ancora ascoltare?

FERRARI CHRISTIAN
RAPPRESENTANTE LC –CRESCERE INSIEME

Ancora sull’amianto………

Giovedì 15 Luglio 2010

Mantelli: “E’ di questi giorni la notizia che il Comune di Alessandria ha presentato alla città un censimento relativo alla presenza di amianto negli edifici privati, pubblici e nei fabbricati adibiti ad attività artigianali e industriali sul territorio comunale. Una bella cosa vista anche l’attenzione che vi è sull’argomento, dopo le note vicende che hanno portato alla cronaca nazionale la nostra provincia e quindi un grazie va rivolto alla Commissione Politiche Ambientali e alla sensibilità con cui ha voluto trattare il problema amianto.
Ma se da una parte si è riusciti a porre attenzione ad un problema che riguarda in particolare la salute del cittadino, a nostro avviso non si può essere soddisfatti dei risultati ottenuti in quanto dai dati riportati si evince che ad Alessandria solo 132 edifici (pubblici e privati) risultano avere la presenza di amianto.
Chi ha modo di girare per la nostra città e i suoi sobborghi può rendersi realmente conto che le cose non stanno proprio così: il numero cresce notevolmente ed ecco che case abbandonate, baracche per uso ricovero attrezzi, capannoni e altro ancora che hanno la copertura in amianto, e in alcuni casi le loro condizioni non sono delle migliori, non rientrano in quel censimento promosso dall’Amministrazione. In questi casi chi deve verificare e al contempo agire per punire chi infrange le normative vigenti? La noncuranza ricade inevitabilmente sulla salute cittadino.!!!
Forse era più utile puntare a promuovere un’accurata campagna d’informazione con lo scopo di reperire maggiori notizie ed incrementare notevolmente i dati in merito al problema amianto e allo stesso tempo aprire nelle sedi comunali decentrate, le circoscrizioni, appositi sportelli per sensibilizzare e far conoscere le procedure di eliminazione dell’amianto e tutto quello che ne consegue.
Noi pensiamo che si debba porre maggiore attenzione ad un problema che riguarda da vicino la salute del cittadino e un’Amministrazione non può e non deve sottovalutare i rischi ad esso correlati e quindi dare da subito l’esempio bonificando i propri edifici comunali.
Un problema che in questi giorni ci è stato sottoposto da un genitore e cittadino di Alessandria (Sig.F.G.), che ci segnala che il tetto dell’edificio di proprietà comunale denominato “ Punto D” sito via Parini al Quartiere Cristo è in amianto e che presenta notevoli danneggiamenti e lo sbriciolamento delle lastre immette nell’atmosfera particelle di amianto dannoso per chi abita nei dintorni di tale struttura e non solo.
Quello che diciamo a chi ci amministra si intervenga al più presto prima che sia troppo tardi.”