ISOLE ECOLOGICHE INTERRA: una bella cosa …. se funzionassero.

Nello scorso febbraio Alessandria inaugurava due delle dieci isole ecologiche interrate per la raccolta dei rifiuti, volute fortemente dall’attuale Amministrazione Comunale, atte a sostituire, progressivamente, parte del sistema di raccolta “porta a porta” specialmente nelle zone del centro storico mancanti di punti di conferimento.

I raccoglitori sono dotati di dispositivi di identificazione che, a ogni conferimento, registrano il codice-utente ed elaborano, in tempo reale, i dati del conferimento stesso. Il cittadino utilizza una tessera badge personalizzata (tipo bancomat) tramite il lettore posto sulla colonnina di comando che permette lo scarico del rifiuto nell’apposito contenitore.

A prima vista queste isole appaiono come un’apprezzabile innovazione nel campo della raccolta rifiuti, peccato che da quando sono diventate operative, il loro uso e funzionamento lasci alquanto a desiderare, creando notevoli problemi sia agli operatori addetti al loro svuotamento sia ai cittadini.
I costi per la loro installazione e mantenimento sono ragguardevoli soprattutto se si vanno ad aggiungere gli ulteriori costi che vengono sostenuti per la manutenzione straordinaria ogni qualvolta si blocca il sistema di funzionamento, e purtroppo in questi pochi mesi è accaduto decine di volte.

Troviamo encomiabile che l’ AMIU abbia voluto rivedere il proprio piano industriale cercando di fornire servizi sempre più moderni e adeguati alle esigenze dei cittadini e della città , ma quello che ci lascia alquanto perplessi è il modo illogico con cui i processi innovativi vengono attuati.

Marco Mantelli
Doriana Pesce
Vincenzo Costantino
Non vediamo in questo piano industriale, voluto principalmente per risanare le casse dell’Azienda, una logica di risparmio, anzi si denota un ulteriore incremento dei costi di servizio: senza dimenticare che, dove si è soppresso il sistema di raccolta “porta a porta”, i cittadini lamentano grossi disagi per il decoro dato che la comodità dell’abbandono del rifiuto è tornata di moda.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che eliminando il sistema “porta a porta” la percentuale di rifiuti differenziati raccolti tenderà a diminuire drasticamente e non potremo raggiungere la quota imposta dalle normative Europee. Vogliamo ricordare che entro il 2012 dovrà essere raggiunta la percentuale del 65% di rifiuti differenziati (adesso arriviamo a malapena al 35%) altrimenti scatteranno delle pesanti sanzioni economiche. Chi pagherà ???

Insomma, alla fine chi ci rimette per gli sbagli e i disguidi degli amministratori è sempre il cittadino il quale, ignaro di tutto quello che succede nelle stanze del potere, continua a conferire i suoi rifiuti convinto o sperando sempre e comunque che tutto vada a buon fine.

Decisamente questo nuovo piano industriale dell’AMIU, che prevedeva e prometteva un risanamento delle casse entro il 2011, non è partito nel migliore dei modi e non produce migliorie anzi, si presenta come un ennesimo flop di questa Amministrazione

1 Commento »

  1. JONATHAN Said,

    Giugno 30, 2010 @ 07:34

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